(Mt 5,1-12) Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

VANGELO DI GIOVEDì 1 NOVEMBRE 2018
(Mt 5,1-12)
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
 
+ Dal Vangelo secondo Matteo
 
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
 
Parola del Signore
 
LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA.
Aiutami o Santo Spirito, ad esprimerti anche attraverso la mia miseria.
Oggi come allora,sono tanti quelli che cercano in Gesù la loro guida, ma pochi quelli che veramente si lasciano trascinare da lui.
Tutti i Santi! Tutti noi chiamati ad essere santi.
Non vi nego che provo una sana invidia per chi riesce ad avvicinarsi alla figura del Cristo e ad abbracciare la croce in questo modo meraviglioso, mentre la maggior parte di noi prova solo dolore, stanchezza e rifiuto per ogni minima cosa non gradita.
Beati… I poveri di spirito; non sono coloro che sono limitati intellettualmente, ma le persone coscienti della loro miseria spirituale.
Beati ….Quelli che piangono; se gli “afflitti” sanno confidare a Dio il proprio dolore e consegnarlo a Lui. In questa consegna di fede e fiducia è già la loro consolazione.
Beati… i miti; perché erediteranno la terra. Questa è la promessa che il Signore ci fa, ma Gesù ha fatto ben più che darci un esempio di mitezza e pazienza eroica; ha fatto della mitezza e della non violenza il segno della vera grandezza. Beati… quelli che hanno fame e sete della giustizia,;perché saranno saziati. Con la fame e la sete Matteo ci introduce in un più ampio desiderio che la fame dell’ uomo è fame di Dio, il solo che può saziarlo pienamente.
Beati… I misericordiosi, perché troveranno misericordia. Essere misericordiosi diventa così un aspetto essenziale dell’essere “a immagine e somiglianza di Dio”.“Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro” (Lc 6, 36) è una parafrasi del famoso: “Siate santi perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo” (Lev 19, 2).
Beati … I puri di cuore, perché vedranno Dio. Nella discussione sul puro e
l’ impuro Gesù dice che non sono le cose esterne e materiali che rendono impuri, dichiara che la purezza è un fatto interiore e spirituale. Ciò che corrompe e rende impuri, non sono le cose materiali, ma il peccato; non è ciò che viene a contatto con l’uomo dal di fuori, ma ciò che dall’interno determina i comportamenti personali di ciascuno .
Beati …gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio: significa coloro che lavorano per la pace, che “fanno la pace”.Non tanto, però, nel senso che si riconciliano con i propri nemici, quanto nel senso che aiutano i nemici a riconciliarsi. Si tratta di persone che amano molto la pace, tanto da non temere di compromettere la propria pace personale intervenendo nei conflitti al fine di procurare la pace tra quanti sono divisi .
Beati… i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Cristo non ha illuso i suoi discepoli, non ha promesso successi e trionfi, ma ha additato con chiarezza la stessa via battuta da lui: contraddizioni, odi, persecuzione, morte di croce. Chi si mette alla sequela di Cristo, se vuol essere nel vero, non può aspettarsi altro.
Beati… Quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e diranno, mentendo, ogni sorta di male contro di voi » (Mt 5,11). Anzi è questa l’unica beatitudine ripresa e sviluppata in più versetti quasi per persuadere i discepoli di quello che
all’ occhio umano è un vero controsenso: ritenersi beati quando si soffre. Certo l’essere beati non consiste direttamente nella persecuzione, che è sempre reale sofferenza fisica e morale, ma nel fatto che questo patire è pegno di beatitudine eterna. « Rallegratevi ed esultate , dice Gesù , perché grande è la vostra ricompensa ».
—————————————-
COMMENTO DI:
Mons. F. Xavier CIURANETA i Aymí Vescovo Emerito di Lleida
(Lleida, Spagna)
Oggi celebriamo la realtà di un mistero salvatore espresso nel “credo” che risulta molto confortante: «Credo nella comunione dei Santi». Tutti i Santi, dalla Vergine Maria, che sono già passati alla vita eterna, formano un’unità: sono la Chiesa dei beati a chi Gesù loda: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8). Allo stesso tempo, sono anche in comunione con noi. La fede e la speranza non possono unirci perché loro godono già la visione eterna di Dio; ma ci unisce invece l’amore che non passa mai (cf. 1Cor 13,13); questo amore che ci unisce con loro allo stesso Padre, allo stesso Cristo Redentore e allo stesso Spirito Santo. L’amore che li rende solidari e premurosi verso di noi. Ecco quindi che noi non veneriamo i Santi solo per il loro esempio, ma soprattutto per l’unità nello Spirito di tutta la Chiesa, che è rafforzata dalla pratica dell’amore fraterno.
Questa unità profonda fa sì che ci sentiamo vicini a tutti i Santi che, già prima di noi, hanno creduto e sperato e, soprattutto, hanno amato il Dio Padre e i suoi fratelli gli uomini, cercando di imitare l’amore di Cristo.
I Santi Apostoli, i Santi Martiri, i Santi Confessori che sono esistiti nel corso della storia sono, pertanto, nostri fratelli e intercessori; in essi hanno trovato compimento queste parole profetiche di Gesù: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Mt 5, 11-12). I tesori della loro santità sono beni di famiglia, con i quali possiamo contare. Questi sono i tesori del cielo che Gesù ci invita ad accumulare (cf. Mt 6,20). Come dice il Concilio Vaticano II, «La nostra debolezza quindi è molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine» (LG 49). Questa solennità ci dà una notizia confortante che ci invita alla gioia e alla festa.
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4 pensieri riguardo “(Mt 5,1-12) Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.”

  1. VERSIONE IN SPAGNOLO DI GIOVEDì 1 NOVEMBRE 2018
    Día litúrgico: 1 de Noviembre: Todos los Santos
    Texto del Evangelio (Mt 5,1-12a): En aquel tiempo, viendo Jesús la muchedumbre, subió al monte, se sentó, y sus discípulos se le acercaron. Y tomando la palabra, les enseñaba diciendo: «Bienaventurados los pobres de espíritu, porque de ellos es el Reino de los Cielos. Bienaventurados los mansos, porque ellos poseerán en herencia la tierra. Bienaventurados los que lloran, porque ellos serán consolados. Bienaventurados los que tienen hambre y sed de la justicia, porque ellos serán saciados. Bienaventurados los misericordiosos, porque ellos alcanzarán misericordia. Bienaventurados los limpios de corazón, porque ellos verán a Dios. Bienaventurados los que trabajan por la paz, porque ellos serán llamados hijos de Dios. Bienaventurados los perseguidos por causa de la justicia, porque de ellos es el Reino de los Cielos. Bienaventurados seréis cuando os injurien, y os persigan y digan con mentira toda clase de mal contra vosotros por mi causa. Alegraos y regocijaos, porque vuestra recompensa será grande en los cielos».

    MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN.
    Ayúdame oh Espíritu Santo, también para expresar a través de mi miseria.

    Entonces, como ahora, muchos son los que buscan su orientación en Jesús, pero pocos los que realmente son barridas por él.
    Todos los Santos! Todos nosotros estamos llamados a ser santos.
    No niego que me siento una envidia sana para aquellos que logran acercarse a la figura de Cristo y abrazar la cruz en esta maravillosa manera, mientras que la mayor parte de nosotros siente sólo dolor, la fatiga y el rechazo por cada pequeña cosa que no le gusta.
    Bienaventurados… Los pobres en espíritu; Ellos no son los que están limitados intelectualmente, pero las personas conscientes de su pobreza espiritual.
    Bienaventurados …. Los que lloran; si el “afligido” confiar en Dios conoce su dolor y darle a él. En esta entrega de la fe y confiar en lo que ya es su consuelo.
    Bienaventurados… los mansos; ellos heredarán la tierra. Esta es la promesa que el Señor nos da, pero Jesús hizo mucho más que darnos un ejemplo de mansedumbre y paciencia heroica; que hizo de la mansedumbre y la no violencia el verdadero signo de grandeza.
    Bienaventurados… los que tienen hambre y sed de justicia, porque ellos serán saciados. Con el hambre y la sed Mateo nos presenta a un deseo más amplio que el hambre del hombre tiene hambre de Dios, el único que puede satisfacer plenamente.
    Bienaventurados … los misericordiosos, porque merced. Expía se convierte en un aspecto esencial de ser “a imagen y semejanza de Dios”. “Sé compasivo como su Padre es misericordioso” (Lc 6, 36) es una paráfrasis de la famosa: “Sed santos, porque yo, el Señor tu Dios, soy santo” (Lev 19: 2).
    Bienaventurados … Los puros de corazón, porque ellos verán a Dios. En el debate sobre lo puro y lo impuro, Jesús dice que no son las cosas materiales y que la hacen impura externos, declara que la pureza es un hecho interior y espiritual. Lo que corrompe y me convierte en impuro, no son las cosas materiales, sino el pecado; No es lo que está en contacto con el hombre desde fuera, pero por dentro lo que determina el comportamiento personal de cada uno.
    Bienaventurados.. los pacificadores, porque ellos serán llamados hijos de Dios que significa aquellos que trabajan por la paz, que “hacen la paz.” No es así, sin embargo, en que se reconcilian con sus enemigos, como en el sentido de ayudar a los enemigos a reconciliarse. Estas son las personas que son muy aficionados a la paz, a fin de no tener miedo de poner en peligro su propia paz personal interviniendo en conflictos con el fin de lograr la paz entre aquellos que están divididos.
    Bienaventurados… los que padecen persecución por la justicia, porque de ellos es el reino de los cielos. Cristo no ha engañado a sus discípulos, no ha prometido éxitos y triunfos, pero se ha mantenido muy claramente la misma ruta marcada por él: contradicciones, el odio, la persecución y muerte de cruz. Que empieza a seguir a Cristo, si él quiere estar en la verdad, no se puede esperar más.
    Bienaventurados … cuando os injurien, y os persigan y digan, la mentira, toda clase de mal contra vosotros “(Mt 5,11). De hecho, esta es la única felicidad retomada y desarrollada en más versos casi convencer a los discípulos de lo que el ojo humano es una verdadera contradicción: se considera bendita cuando se sufre. Ciertamente ser bendecido no consiste directamente en la persecución, lo cual es siempre el sufrimiento físico y moral real, sino en el hecho de que este sufrimiento es una promesa de felicidad eterna. “Alegraos y regocijaos, Jesús dice, porque grande es su recompensa.”
    ————————————-
    Mons. F. Xavier CIURANETA i Aymí Obispo Emérito de Lleida
    (Lleida, España)

    Hoy celebramos la realidad de un misterio salvador expresado en el “credo” y que resulta muy consolador: «Creo en la comunión de los santos». Todos los santos, desde la Virgen María, que han pasado ya a la vida eterna, forman una unidad: son la Iglesia de los bienaventurados, a quienes Jesús felicita: «Bienaventurados los limpios de corazón, porque ellos verán a Dios» (Mt 5,8). Al mismo tiempo, también están en comunión con nosotros. La fe y la esperanza no pueden unirnos porque ellos ya gozan de la eterna visión de Dios; pero nos une, en cambio el amor «que no pasa nunca» (1Cor 13,13); ese amor que nos une con ellos al mismo Padre, al mismo Cristo Redentor y al mismo Espíritu Santo. El amor que les hace solidarios y solícitos para con nosotros. Por tanto, no veneramos a los santos solamente por su ejemplaridad, sino sobre todo por la unidad en el Espíritu de toda la Iglesia, que se fortalece con la práctica del amor fraterno.
    Por esta profunda unidad, hemos de sentirnos cerca de todos los santos que, anteriormente a nosotros, han creído y esperado lo mismo que nosotros creemos y esperamos y, sobre todo, han amado al Padre Dios y a sus hermanos los hombres, procurando imitar el amor de Cristo.
    Los santos apóstoles, los santos mártires, los santos confesores que han existido a lo largo de la historia son, por tanto, nuestros hermanos e intercesores; en ellos se han cumplido estas palabras proféticas de Jesús: «Bienaventurados seréis cuando os injurien, y os persigan y digan con mentira toda clase de mal contra vosotros por mi causa. Alegraos y regocijaos, porque vuestra recompensa será grande en los cielos» (Mt 5,11-12). Los tesoros de su santidad son bienes de familia, con los que podemos contar. Éstos son los tesoros del cielo que Jesús invita a reunir (cf. Mt 6,20). Como afirma el Concilio Vaticano II, «su fraterna solicitud ayuda, pues, mucho a nuestra debilidad» (Lumen gentium, 49). Esta solemnidad nos aporta una noticia reconfortante que nos invita a la alegría y a la fiesta.

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  2. VERSIONE IN INGLESE DI GIOVEDì 1 NOVEMBRE 2018
    Liturgical day: November 1st: All Saints
    Gospel text (Mt 5,1-12a): When Jesus saw the crowds, He went up the mountain. He sat down and his disciples gathered around him. Then he spoke and began to teach them: «Fortunate are those who are poor in spirit, for theirs is the kingdom of heaven. Fortunate are those who mourn, they shall be comforted. Fortunate are the gentle, they shall possess the land. Fortunate are those who hunger and thirst for justice, for they shall be satisfied. Fortunate are the merciful, for they shall find mercy. Fortunate are those with a pure heart, for they shall see God. Fortunate are those who work for peace, they shall be called children of God. Fortunate are those who are persecuted for the cause of justice, for theirs is the kingdom of heaven. Fortunate are you, when people insult you and persecute you and speak all kinds of evil against you because you are my followers. Be glad and joyful, for a great reward is kept for you in God. This is how this people persecuted the prophets who lived before you».

    MY REFLECTION
    PRAYER.
    Help me O Holy Spirit, also to express through my misery.

    Then as now, many are those who seek their guidance in Jesus, but few who really are swept by him.
    All Saints! All of us are called to be saints.
    I do not deny that I feel a healthy envy for those who manage to get close to the figure of Christ and to embrace the cross in this wonderful way, while the greater part of us feels only pain, fatigue and rejection for every little thing you do not like.
    Blessed … are the poor in spirit; They are not those who are limited intellectually, but people conscious of their spiritual poverty.
    Blessed …. Those who mourn; if the “afflicted” trusting God knows your pain and give it to him. In this delivery of faith and trust it is already their consolation.
    Blessed… are the meek; they shall inherit the earth. This is the promise that the Lord gives us, but Jesus did much more than give us an example of heroic meekness and patience; he made of meekness and nonviolence the true sign of greatness.
    Blessed… are those who hunger and thirst after righteousness: for they shall be filled. With hunger and thirst Matthew introduces us to a broader desire that the hunger of man is hungry for God, who alone can satisfy them fully.
    Blessed… are the merciful, for they will be shown mercy. Be merciful becomes an essential aspect of being “in the image and likeness of God”. “Be compassionate as your Father is merciful” (Lk 6, 36) is a paraphrase of the famous: “Be holy, for I the Lord your God, am holy” (Lev 19: 2).
    Blessed … The pure in heart, for they shall see God. In the discussion on the pure and the impure, Jesus says that they are not external things and materials that make it impure, declares that purity is a fact inward and spiritual. What corrupts and makes me unclean, it is not material things but sin; It is not what is in contact with the man from the outside but from the inside what determines the personal behavior of each.
    Blessed… are the peacemakers for they shall be called children of God it means those who work for peace, who “make peace.” Not so, though, in that they reconcile with your enemies, as in the sense of helping enemies to be reconciled. These are people who are very fond of peace, so as not to be afraid of compromising their own personal peace by intervening in conflicts in order to bring peace between those who are divided.
    Blessed… are those who are persecuted for righteousness, for theirs is the kingdom of heaven. Christ has not deceived his disciples, has not promised successes and triumphs, but it has held up very clearly the same path beaten by him: contradictions, hatred, persecution, death on a cross. Who starts to follow Christ, if he wants to be in the true, can not expect more.
    Blessed … when men revile you and persecute you and say, lying, all kinds of evil against you “(Mt 5,11). Indeed this is the only bliss taken up and developed in more verses almost to persuade the disciples of what the human eye is a real contradiction: considered blessed when you suffer. Certainly being blessed does not consist directly in the persecution, which is always real physical and moral suffering, but in the fact that this suffering is a pledge of eternal bliss. “Rejoice and be glad, Jesus says, for great is your reward.”
    ——————————————-
    Mons. F. Xavier CIURANETA i Aymí Emeritus Bishop of Lleida
    (Lleida, Spain)

    Today, we celebrate the reality of the Mystery of Salvation. A reality that we evince in the “Creed” and which is very soothing: «I believe in the communion of saints». All saints, who have already passed from death into eternal life, from the Virgin Mary on, form a wholeness: they represent the Church of the Blessed, whom Jesus congratulates: «Fortunate are those with a pure heart, for they shall see God!» (Mt 5:8). At the same time, they join us in communion, too. Because the saints already enjoy the eternal vision of God, they cannot be united to us through faith and hope; but, they can, instead, be united to us through charity. «So faith, hope, love remain, these three; but the greatest of these is love» (1Cor 13:13). Charity understood as that kind of love that links us, through them, to the same Father, to the very same Christ Redeemer and to the same Holy Spirit. The kind of love that makes them solidary and solicitous with us. Therefore, it is not that we venerate the saints only because of their exemplarity. There is a stronger reason than that: to be united in Spirit with the whole Church invigorated by the practice of the fraternal charity.
    Because of this deep and profound unity we must feel close to all those saints that, before us, have believed what we now believe, have waited for what we are now waiting and, mostly, have loved God Father and their brothers, men also seeking the imitation of Christ’s love.
    The saint apostles, the saint martyrs, the saint confessors, who have lived through history are, therefore, our brothers and our intercessors; on them, these prophetical words of Jesus have been fulfilled: «Fortunate are you, when people insult you and persecute you and speak all kinds of evil against you because you are my followers. Be glad and joyful, for a great reward is kept for you in God» (Mt 5:11-12). The treasures of their sanctity are like family assets, which we can rely upon. These are the treasures in heaven, which Jesus invites us to store up (cf. Mt 6:20). As the Vatican Council II asserts, «So by their fraternal concern is our weakness greatly helped» (Lumen gentium, 49). This solemnity brings some comforting news, which invite us to joyous festivities and celebrations.

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI GIOVEDì 1 NOVEMBRE 2018

    Jour liturgique : 1 Novembre: Solennité de la Toussaint
    Texte de l’Évangile
    (Mt 5,1-12a):
    Quand Jésus vit la foule, il gravit la montagne. Il s’assit, et ses disciples s’approchèrent. Alors, ouvrant la bouche, il se mit à les instruire. Il disait: «Heureux les pauvres de coeur: le Royaume des cieux est à eux! Heureux les doux: ils obtiendront la terre promise! Heureux ceux qui pleurent: ils seront consolés! Heureux ceux qui ont faim et soif de la justice: ils seront rassasiés! Heureux les miséricordieux: ils obtiendront miséricorde! Heureux les coeurs purs: ils verront Dieu! Heureux les artisans de paix: ils seront appelés fils de Dieu! Heureux ceux qui sont persécutés pour la justice: le Royaume des cieux est à eux! Heureux serez-vous si l’on vous insulte, si l’on vous persécute et si l’on dit faussement toute sorte de mal contre vous, à cause de moi. Réjouissez-vous, soyez dans l’allégresse, car votre récompense sera grande dans les cieux! C’est ainsi qu’on a persécuté les prophètes qui vous ont précédés».

    REFLEXION DE LELLA

    PRIERE : Aide moi O Saint Esprit à m’exprimer aussi à travers ma misère.

    – Aujourd’hui comme alors ils sont nombreux ceux qui cherchent en Jésus leur guide mais peu sont ceux, qui vraiment se laissent entraîner par Lui.
    Tous les Saints ! Nous tous sommes appeler à devenir Saint.
    Je ne vous nie pas que j’éprouve une envie saine pour celui qui réussit à se rapprocher de l’illustration du Christ et à enlacer la croix de cette manière merveilleuse, pendant que le plus grande partie de nous il éprouve seulement de la douleur, fatigue et refus pour chaque moindre chose non appréciée.
    Bienheureux…… Les pauvres d’esprit; ce ne sont pas ceux qui sont limités intellectuellement, mais les gens conscients de leur misère spirituelle.
    Bienheureux……Ceux qui pleurent; si les “affligés” savent confier à Dieu leur propre douleur et la Lui remettre. En cette remise de foi et confiance c’est déjà leur consolation.
    Bienheureux…..Les mythes; parce qu’ils hériteront la terre. Ceci est la promesse que le Seigneur nous fait, mais Jésus a fait bien plus que nous donner un exemple de douceur et de patience héroïque; il a fait de la douceur et de la non violence le signe de la vraie grandeur.
    Bienheureux…..Ceux qui ont faim et soif de justice, parce qu’ils seront rassasiés. Avec la faim et la soif Mathieu nous introduit plus en un désir ample que la faim de l’homme est faim de Dieu le seul qui peut le rassasier complètement.
    Bienheureux…..Les miséricordieux, parce qu’ils trouveront miséricorde. Être miséricordieux devient ainsi un aspect essentiel de l’être à l’image et ressemblance de “Dieu.” Soyez miséricordieux, comme votre “Père est miséricordieux”, Lc 6,36 c’est une paraphrase du célèbre: “Soyez saints parce que moi, le Seigneur, votre Dieu je suis saint”, Lev 19,2).
    Bienheureux…..Les purs de coeur, parce qu’ils verront Dieu. Dans la discussion sur le pur et l’impur Jésus dit que ce ne sont pas les choses extérieures et matérielles qui rendent impurs, il déclare que la pureté est un fait intérieur et spirituel. Ce qui corrompt et rend impur, ce ne sont pas les choses matérielles mais le péché; ce n’est pas ce qui vient au contact de l’homme de dehors, mais ce qui de l’intérieur détermine les comportements personnels de chacun.
    Bienheureux……Les opérateurs de paix parce qu’ils seront appelées fils de Dieu: cela signifie ceux qui travaillent pour la paix qui “font la paix.” Pas tant, cependant, dans le sens qui se réconcilient avec leurs propres ennemis, mais combien dans le sens qui aident les ennemies à se réconcilier. Il s’agit de personnes qui aiment beaucoup la paix, tant à ne pas craindre de compromettre leur propre paix personnelle en intervenant dans les conflits afin de procurer la paix entre tous ceux qui sont divisés.
    Bienheureux……Les persécuté pour la justice, parce que d’eux c’est le royaume des cieux. Christ n’a pas abusé ses disciples, il n’a pas promis succès et triomphes, mais il a montré avec clarté la même voie battue par lui: contradictions, haines, persécution, mort en croix. Qui se met à la suite du Christ, s’il veut être dans le vrai, il ne peut pas s’attendre à autre chose.
    Bienheureux…..Quand ils vous insulteront, vous persécuterons et diront, en mentant, toute sorte de mal contre vous” , Mt 5,11).
    ou mieux c’est celle-ci la béatitude unique reprise unique et développée en plus de versets presque pour convaincre les disciples de ce qui est un vrai contresens à l’oeil humain: se considérer bienheureux quand on souffre. Certainement l’être bienheureux ne ne consiste pas dans la persécution qui est toujours souffrance physique et morale réelle directement, mais dans le fait que souffrir est gage de béatitude éternelle. ” Réjouissez-vous et exultez vous, dit Jésus, parce que grande est votre récompense.”
    —————————————
    Mgr. F. Xavier CIURANETA i Aymí Evêque Emérite de Lleida
    (Lleida, Espagne)

    Aujourd’hui, nous célébrons la réalité d’un très consolant mystère salvifique exprimé dans le “credo”: «Je crois à la communion des saints». Tous les saints qui, depuis la Vierge Marie, sont déjà passés à la vie éternelle, forment une unité: ils sont l’Église des bienheureux, que Jésus félicite: «Heureux les cœurs purs: ils verront Dieu!» (Mt 5,8). Ils sont aussi en communion avec nous. La foi et l’espérance ne peuvent nous unir car ils jouissent déjà de la vision éternelle de Dieu; mais ce qui nous rassemble, c’est l’amour «qui ne passe jamais» (1Co 13,13); cet amour qui, avec eux, nous unit au Père, au Christ Rédempteur et au Saint Esprit. Cet amour les rend solidaires et attentifs à nous. Nous ne vénérons donc pas les saints seulement pour leur exemple, mais surtout pour l’unité dans l’Esprit de toute l’Église, qui se fortifie par la pratique de l’amour fraternel.

    Cette profonde unité doit nous faire sentir proches de tous les saints qui, avant nous, ont cru et espéré cela même que nous croyons et espérons et qui, surtout, ont aimé Dieu le Père et leur frère les hommes en tâchant d’imiter l’amour du Christ.

    Les saints apôtres, les saints martyrs, les saints confesseurs qui ont existé tout au long de l’histoire sont donc nos frères et nos intercesseurs; en eux se sont accomplis les paroles prophétiques de Jésus: «Heureux serez-vous si l’on vous insulte, si l’on vous persécute et si l’on dit faussement toute sorte de mal contre vous, à cause de moi. Réjouissez-vous, soyez dans l’allégresse, car votre récompense sera grande dans les cieux!» (Mt 5,11-12). Les trésors de leur sainteté sont des biens de famille, sur lesquels nous pouvons compter. Ce sont les trésors du ciel que Jésus nous invite à réunir (cf. Mt 6,20). Comme l’affirme le Concile Vatican II, «leur fraternelle sollicitude aide donc beaucoup notre faiblesse» (Lumen gentium, 49). Cette solennité nous apporte une réconfortante nouvelle, qui nous invite à la joie et à la fête.

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