(Lc 13,18-21) Il granello crebbe e divenne un albero.

VANGELO DI MARTEDì 30 OTTOBRE 2018
(Lc 13,18-21) Il granello crebbe e divenne un albero.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Parola del Signore

LA MIA RIFLESSIONE

PREGHIERA
 Vieni o Santo Spirito, e aiutami a capire la parola del Signore, a renderla cosa viva nella mia vita e a saperla esprimere.
 ” Anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’ adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.Nella speranza infatti siamo stati salvati.
 A volte crediamo di essere più bravi degli altri e che noi possediamo le primizie dello Spirito, come diceva San Paolo, e questo ci fa camminare a testa alta e ci inorgoglisce…. noi saremo salvati!!!!!! 
Quanto siamo assurdi, noi non siamo nulla…. se l’ orgoglio di ciò che siamo, ci rende pavoneggianti, noi già siamo in peccato e non ce ne rendiamo conto. Il regno di Dio non è simile a un trono, o a uno specchio rilucente, ma ad un piccolo, nascostissimo seme…. a una preghiera che sale dal cuore ogni giorno, ad un gesto di carità mentre nessuno ci vede, ad una piccola rinuncia per lasciare magari un’offerta per i poveri, senza sapere chi sono, senza farci diecimila domande del tipo: ma andranno veramente ai poveri? Ma chi sono questi poveri? Non sono più povero io? Non ne ho forse più bisogno? Affida il tuo gesto con tutto il cuore a Gesù, sarà lui l’amministratore del tuo gesto. Affidiamo al Signore la nostra vita, in modo che possa seminare nel nostro cuore e far crescere in noi la sua parola, far germogliare ogni giorno un piccolo fiore, che darà frutto se noi non terremo tutto per noi, con cieco egoismo, il suo amore, ma lo faremo vedere, conoscere, apprezzare, indicare ai nostri fratelli. E più sarà morbida la terra nella quale sarà seminato, più sarà fruttuosa, più da lassù si vedranno i frutti e il Signore se ne compiacerà. Siamo operai nella vigna del Signore, e noi dobbiamo essere orgogliosi di questo, di stare sempre chini sul lavoro che Lui ci darà da svolgere e non di come siamo bravi a svolgerlo. Gesù fa uso delle parabole, perché quello che dice sia comprensibile a chi non ne sa di teologia, perché tutti possano comprendere ed in quella di oggi ce lo conferma. Ha cercato più volte di farci sentire che il regno di Dio, pur non essendo un regno visibile agli occhi di molti, è però una realtà alla quale si deve cercare di arrivare. Io penso a quanto poco capivo i primi tempi che ascoltavo la parola di Dio, lo chiamavo Gesù questo sconosciuto, era tutto incomprensibile, perché non mi disponevo all’ascolto, ma gli parlavo sopra. Chi ha orecchie intenda dice Gesù, ed io non ascoltavo, poi piano pianissimo, ho imparato ad ascoltarlo, a conoscerlo, ad amarlo ed a lasciarmi amare. E’ stato così come un piccolo granellino di senape che la sua parola ha germogliato nel mio cuore. Il lievito fermenta e fa crescere la pasta, poi basta che un piccolo pezzetto di pasta lievitata si mescoli ad altra farina e d ecco che anche questa lieviterà, la tua parola Signore fa da lievito nel cuore di chi l’ ascolta.Fammi impastare di te e fa che io contamini di te chi mi ascolta. Tutto è in tuo potere, tutto tu puoi trasformare da niente ad un universo di meraviglia. Ti prego Signore aiutami ad aiutarti, aiutami a non guardare quello che semino, ma a fidarmi di quello che tu semini, a non cercare di vedere il raccolto perché non è a me che spetta, ma a te la mietitura, a non volermi sentire ne seminatore ne seme, ma polvere che tu impasti e crei come ti sembra più giusto, aiutami ad annullarmi per rinascere in te. Te lo chiedo nel nome di Gesù Cristo, che ci ha detto, chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto, ed io ci credo e ci credo fermamente. Amen.
———————————————
Rev. D. Francisco Lucas MATEO Seco (Pamplona, Navarra, Spagna)
Oggi, i testi della liturgia, per mezzo di due parabole, mettono davanti ai nostri occhi una delle caratteristiche proprie del Regno di Dio: è qualcosa che cresce lentamente –come un chicco di senape- ma che arriva a crescere fino al punto di offrire rifugio agli uccelli del cielo. Così lo manifestava Tertulliano: «Siamo di ieri e siamo dappertutto!». Con questa parabola, Nostro Signore esorta alla pazienza, alla fermezza alla speranza. Queste virtù sono particolarmente necessarie a coloro che si dedicano a diffondere il Regno di Dio. E’ necessario saper attendere, perché il chicco seminato, con la grazia di Dio e con la cooperazione umana, cresca, sprofondando le sue radici nella buona terra e cresca gradualmente, fino a diventare un albero. Bisogna, anzitutto, avere fede nella virtualità –fecondità- contenuta nel seme del Regno di Dio. Questa semente è la Parola; ma è pure l’Eucaristia, che si semina in noi per mezzo della Comunione. Nostro Signore Gesù Cristo paragonerà Sé stesso con il «chicco di grano, caduto in terra, (…) se (…) muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Il Regno di Dio, continua Nostro Signore, è simile «al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata» (Lc 13,21). Anche qui si parla della capacità che ha il lievito di far fermentare la massa. Così succede con “il resto d’Israele” di cui si parla nell’Antico Testamento: il “resto” dovrà salvare e lievitare tutto il popolo. Continuando con la parabola, solamente è necessario che il lievito stia nella massa, che arrivi al popolo, che sia come il sale, capace di preservare dalla corruzione e di dare buon sapore a tutto il cibo (cf. Mat 5,13). E’ pure necessario dar tempo affinché il lievito svolga il suo lavoro. Parabole che stimolano alla pazienza e alla speranza sicura, parabole che ci parlano del Regno di Dio e della Chiesa, e che si applicano anche allo sviluppo di questo stesso Regno e di quello di ognuno di noi.
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3 pensieri riguardo “(Lc 13,18-21) Il granello crebbe e divenne un albero.”

  1. VERSIONE IN INGLESE DI MARTEDì 30 OTTOBRE 2018
    Liturgic day: Tuesday 30th in Ordinary Time
    Gospel text (Lc 13,18-21): Jesus continued speaking, «What is the kingdom of God like? What shall I compare it to? Imagine a person who has taken a mustard seed and planted it in the garden. The seed has grown and become like a small tree, so that the birds of the air shelter in its branches». And Jesus said again, «What is the kingdom of God like? Imagine a woman who has taken yeast and hidden it in three measures of flour until it is all leavened».

    MY REFLECTION

    PRAYER

    Come Holy Spirit, and help me to understand the word of the Lord, to make it a living thing in my life and to know how to express.
    “We, who have the firstfruits of the Spirit, groan inwardly as we wait the adoption as sons, the redemption of our body.
    In hope we have been saved. Sometimes we think we are better than the others and that we have the first fruits of the Spirit, as St. Paul said, and this makes us stand tall and proud of it …. we shall be saved!! How are absurd, we are nothing …. if the ‘pride of who we are, makes us pavoneggianti, we are already in sin and do not realize it.
    The kingdom of God is not like a throne, or a mirror shining, but at a small, well hidden seed …. a prayer that rises from the heart every day, at a gesture of charity while no one sees us, for a small waiver to leave maybe an offer for the poor, without knowing who they are, without being ten thousand questions like, but they’re going to really poor? But who are these poor? They are no longer poor me? I do not need perhaps more?
    Entrust your gesture with all your heart to Jesus, he will be the administrator of your gesture.
    We entrust our lives to the Lord, so that he can sow in our hearts and make us grow in his word, put forth every day a little flower, which will bear fruit if we do not keep it all to ourselves, with blind selfishness, his love , but we will see, know, love, to tell our brothers and sisters.
    And more will be the soft earth in which it is sown, it will be more fruitful, more from up there you will see the fruits and it would please the Lord.
    We are workers in the vineyard of the Lord, and we must be proud of this, to be always bent over the work He will give us to do and not how good we are to do it.
    Jesus uses parables, because what he says is understandable to those who do not know about theology, so that everyone can understand and that of today confirms it. He tried several times to make us feel that the kingdom of God, while not a kingdom visible to the eyes of many, however, is a reality to which we must try to reach. I think about how little I understood the first time I listened to the word of God, Jesus called him this unknown, it was all incomprehensible, because I was getting ready to listen, but I mentioned above. He who has ears intends says Jesus, and I did not listen, then slowly, I learned to listen to him, to know him, to love him and to let myself be loved. was so small as a mustard seed that his word has sprouted in my heart.
    The yeast ferments and increases the pasta, then just a small piece of dough to mix in more flour and behold, this also widen to, your word Lord ago by yeast in the heart of the listener.
    Let me mix you and grant that I may contaminate you listening to me. Everything is in your power, you can turn everything from nothing to a world of wonder. Please Lord, help me to help you, help me not to look at what you sow, but to trust what you sow, you do not try to see the harvest because it is not me who it is, but you do the harvest, to not want me to hear it I seed sower, but dust you create mixes and how do you like the most right, help me to annullarmi to be reborn in you. I ask in the name of Jesus Christ, who said, ask and you shall receive, knock and it shall be opened, and I believe and I firmly believe. Amen.
    —————————————-
    Fr. Francisco Lucas MATEO Seco
    (Pamplona, Navarra, Spain)

    Today, the liturgical texts, through these two parables, place before our eyes one of the characteristics of the Kingdom of God: it is something that flourishes slowly —as a mustard seed— but, eventually, grows to offer shelter to the birds in its trees. Tertulian said it like this: «We come from yesterday and we fill everything». With this parable, Our Lord encourages us to patience, fortitude and hope. These virtues are especially necessary for those who devote themselves to propagate the Kingdom of God. We must be patient, and with God’s grace and human cooperation, wait for the planted seed to grow while profoundly embedding its roots in the good soil to gradually become a tree. In the first place, we need to have faith in the virtuality —fecundity— contained in the seed of the Kingdom of God. This seed is the Word; it is also the Eucharist that is planted in us through Communion. Our Lord Jesus Christ compared himself to «a kernel of wheat that falls to the ground and dies (…). But if it dies, it produces many seeds» (Jn 12:24).
    The Kingdom of God, our Lord goes on, is similar to «the yeast a woman has taken and hidden in three measures of flour until it is all leavened» (Lk 13:21). Here also the yeast capacity to leaven all the dough is mentioned. This is what happens with “the rest of Israel” which the Old Testament mentions: the rest will have to save and leaven all the people. Continuing on with the parable, we only need the yeast inside the dough, getting to the people, to be like salt that preserves from corruption and makes all food to taste (cf. Mt 5:13). Time is also of essence so that it can carry out with its function by and by.
    Parables encouraging patience and the hopeful certainty; parables referring to the Kingdom of God and to the Church, and that are also applied to the growth of this same Kingdom in each of us.

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI MARTEDì 30 OTTOBRE 2018
    Día litúrgico: Martes XXX del tiempo Ordinario
    Texto del Evangelio (Lc 13,18-21): En aquel tiempo, Jesús decía: «¿A qué es semejante el Reino de Dios? ¿A qué lo compararé? Es semejante a un grano de mostaza, que tomó un hombre y lo puso en su jardín, y creció hasta hacerse árbol, y las aves del cielo anidaron en sus ramas». Dijo también: «¿A qué compararé el Reino de Dios? Es semejante a la levadura que tomó una mujer y la metió en tres medidas de harina, hasta que fermentó todo».

    MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Ven, Espíritu Santo, y me ayude a entender la palabra del Señor, para que sea un ser vivo en mi vida y sé cómo expresar.
    “Nosotros, que tenemos las primicias del Espíritu, gemimos en nuestro interior aguardando la adopción como hijos, la redención de nuestro cuerpo.
    En la esperanza hemos sido salvados. A veces pensamos que somos mejores que los demás y que tenemos las primicias del Espíritu, como dijo St. Paul, y esto nos diferencia de altura y orgulloso de ello …. seremos salvos! ¿Cómo son absurdas, no somos nada …. si el “orgullo de lo que somos, nos como pavos reales hace, ya estamos en pecado y no se dan cuenta.
    El reino de Dios no es como un trono, o un espejo brillante, pero a una pequeña semilla, bien escondido …. una oración que se eleva en el corazón todos los días, en un gesto de caridad, mientras que nadie nos ve, por una pequeña renuncia a abandonar tal vez una oferta por los pobres, sin saber quiénes son, sin ser diez mil preguntas como, pero vamos a realmente pobres? Pero ¿quiénes son estos pobres? Ellos ya no están a mi pobre? Yo no necesito tal vez más?
    Encargue su gesto con todo su corazón a Jesús, él será el administrador de su gesto.
    Nos encomendamos nuestras vidas al Señor, para que pueda sembrar en nuestros corazones y hacernos crecer en su palabra, extendió todos los días una pequeña flor, que dará sus frutos si no mantenemos todo para nosotros, con el egoísmo ciego, el amor , pero vamos a ver, conocer, amar, para decir a nuestros hermanos y hermanas.
    Y más será la tierra blanda en la que se siembra, será más fructífero, más por allí verá los frutos y sería agradar al Señor.
    Somos obreros de la viña del Señor, y debemos estar orgullosos de ello, que siempre se inclinó sobre la obra que dará que hagamos y no lo buenos que somos para hacerlo.
    Jesús usa parábolas, porque lo que él dice es comprensible para aquellos que no saben acerca de la teología, para que todos puedan entender y el de hoy lo confirma. Lo intentó varias veces para hacernos sentir que el reino de Dios, aunque no es un reino visible a los ojos de muchos, sin embargo, es una realidad a la que debemos tratar de alcanzar. Pienso en lo poco que entendí la primera vez que escuché la palabra de Dios, Jesús le llamó a este desconocido, todo era incomprensible, porque yo estaba a punto de escuchar, pero que he mencionado anteriormente. El que tenga oídos que tenga la intención, dice Jesús, y no le hice caso, y luego poco a poco, aprendí a escuchar a él, conocerlo, amarlo y dejarme ser querido. era tan pequeña como un grano de mostaza que su palabra ha brotado en mi corazón.
    Los fermentos de levadura y aumenta la pasta, a continuación, sólo una pequeña porción de masa para mezclar con más harina y he aquí esto también se ensanchan para hace su Señor palabra por la levadura en el corazón del oyente.
    Deja que te mezclo y haz que se pueden contaminar los que me escuchan. Todo está en su poder, puede activar todo de la nada a un mundo de maravillas. Por favor, Señor, ayúdame a ayudarte, me ayude a no mirar lo que siembras, sino a confiar en lo que siembras, no trate de ver la cosecha, ya que no soy yo quién es, pero lo hace de la cosecha, que no quiere que yo escucho I sembrador de semillas, pero el polvo que crear mezclas y cómo te gusta más bien, que me ayude a annullarmi para renacer en ti. Les pido en el nombre de Jesucristo, que dijo: Pedid y recibiréis, llamad y se os abrirá, y yo creo y creo firmemente. Amen.
    ————————————————
    Rev. D. Francisco Lucas MATEO Seco
    (Pamplona, Navarra, España)

    Hoy, los textos de la liturgia, mediante dos parábolas, ponen ante nuestros ojos una de las características propias del Reino de Dios: es algo que crece lentamente —como un grano de mostaza— pero que llega a hacerse grande hasta el punto de ofrecer cobijo a las aves del cielo. Así lo manifestaba Tertuliano: «¡Somos de ayer y lo llenamos todo!». Con esta parábola, Nuestro Señor exhorta a la paciencia, a la fortaleza y a la esperanza. Estas virtudes son particularmente necesarias a quienes se dedican a la propagación del Reino de Dios. Es necesario saber esperar a que la semilla sembrada, con la gracia de Dios y con la cooperación humana, vaya creciendo, ahondando sus raíces en la buena tierra y elevándose poco a poco hasta convertirse en árbol. Hace falta, en primer lugar, tener fe en la virtualidad —fecundidad— contenida en la semilla del Reino de Dios. Esa semilla es la Palabra; es también la Eucaristía, que se siembra en nosotros mediante la comunión. Nuestro Señor Jesucristo se comparó a sí mismo con el «grano de trigo [que cuando] cae en tierra y muere (…) da mucho fruto» (Jn 12,24).
    El Reino de Dios, prosigue Nuestro Señor, es semejante «a la levadura que tomó una mujer y la metió en tres medidas de harina, hasta que fermentó todo» (Lc 13,21). También aquí se habla de la capacidad que tiene la levadura de hacer fermentar toda la masa. Así sucede con “el resto de Israel” de que se habla en el Antiguo Testamento: el “resto” habrá de salvar y fermentar a todo el pueblo. Siguiendo con la parábola, sólo es necesario que el fermento esté dentro de la masa, que llegue al pueblo, que sea como la sal capaz de preservar de la corrupción y de dar buen sabor a todo el alimento (cf. Mt 5,13). También es necesario dar tiempo para que la levadura realice su labor.
    Parábolas que animan a la paciencia y la segura esperanza; parábolas que se refieren al Reino de Dios y a la Iglesia, y que se aplican también al crecimiento de este mismo Reino en cada uno de nosotros.

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI MARTEDì 30 OTTOBRE 2018
    Jour liturgique : Temps ordinaire – 30e Semaine: Mardi
    Texte de l’Évangile (Lc 13,18-21): Jésus disait : «A quoi le règne de Dieu est-il comparable, à quoi vais-je le comparer? Il est comparable à une graine de moutarde qu’un homme a jetée dans son jardin. Elle a poussé, elle est devenue un arbre, et les oiseaux du ciel ont fait leur nid dans ses branches». Il dit encore: «A quoi vais-je comparer le règne de Dieu? Il est comparable à du levain qu’une femme enfouit dans trois grandes mesures de farine, jusqu’à ce que toute la pâte ait levé»

    REFLEXION DE LELLA
    PRIERE : “Viens O Saint Esprit, et aide-moi à comprendre la Parole du Seigneur à la rendre vive dans ma vie et à savoir l’exprimer.”

    ” Nous aussi, qui possédons les prémices de l’Esprit, nous gémissons en attendant l’adoption intérieurement au fils, la rédemption de notre corps. Dans l’espoir en effet nous avons été sauvés. Parfois nous croyons être meilleurs que les autres et que nous possédons les prémices de l’Esprit, comme Saint Paul disait, et cela nous fait marcher la tête haute et nous enorgueillit…. nous serons sauvés!!!!!!
    Combien nous sommes absurdes, nous ne sommes rien…. si l’orgueil de ce que nous sommes, nous rend comme des PAONS géants, nous sommes déjà dans le péché et nous ne nous en rendons pas compte.
    Le royaume de Dieu n’est pas semblable à un trône, ou à un miroir resplendissant, mais à une petite graine cachée…. à une prière qui part du coeur chaque jour, à un geste de charité pendant que personne ne nous voit, à un petit renoncement pour laisser une offrende pour les pauvres, sans savoir qui ils sont, sans nous posez 10 000 questions du genre: mais est-ce que cela ira vraiment aux pauvres? Mais qui sont ces pauvres? Est-ce que je ne suis plus pauvre? Est-ce que j’en n’ai pas plus besoin? …..Confie ton geste de tout coeur à Jésus, il en sera l’administrateur.
    Confions au Seigneur notre vie, de manière que l’on puisse semer dans notre coeur et faire grandir en nous sa Parole, la faire germer chaque jour comme une petite fleur, qui donnera du fruit si nous ne gardons pas pour nous son Amour, avec notre égoïsme aveugle, mais nous le ferons voir, connaître, apprécier, et indiquer à nos frères.

    Et plus la terre dans laquelle il sera semé sera douce, plus elle sera fructueuse, plus de là-haut le Seigneur verra les fruits et il s’en félicitera.
    Nous sommes ouvrier dans le vignoble du Seigneur, et nous devons être orgueilleux de ceci, de rester toujours penchés sur le travail qu’il nous donnera à faire et non que nous sommes bons de le faire.
    Jésus utilise des paraboles, pour que ce qu’il dit soit compréhensible à qui ne connait pas la théologie, pour que tous puissent comprendre et celle d’aujourd’hui nous le confirme. Il a cherché plusieurs fois de nous faire entendre que le royaume de Dieu, aussi en n’étant pas un royaume visible aux yeux de tous, c’est une réalité cependant qu’on doit tâcher d’arriver. Je pense combien je ne comprenais pas les premiers temps qu’en j’écoutais la Parole de Dieu, j’appelais Jésus cet inconnu, il était tout incompréhensible, parce que je ne me disposais pas à l’écoute, mais je lui parlais dessus.
    Celui qui a des oreilles entend dit Jésus et je n’écoutais pas, puis petit à petit, j’ai appris à l’écouter, à le connaître à l’aimer et à me laisser aimé. Cela a été comme un petit grain de moutarde que sa Parole a fait germé dans mon coeur.
    Le levain fermente et il fait monter la pâte, puis il suffit qu’un petit bout de pâte levée se mélange à l’autre farine et voilà que celle-ci lèvera aussi, ta Parole Seigneur fait le levain dans le coeur de celui qui l’écoute. Fais-moi pétrir de toi et fait que je contamine de toi qui m’écoute.
    Tout est en ton pouvoir, tu peux tout transformer de rien à un univers de merveille. Je te prie Seigneur aide-moi à t’aider, aide-moi à ne pas regarder ce que je sème, mais à me fier a ce que tu sèmes, à ne pas chercher à voir la récolte parce que ce n’est pas à moi qu’elle appartient la moisson, mais à toi, à ne pas vouloir me sentir semeur en graine mais poussière que tu pétris et que tu crées comme il te sembles plus juste, aide-moi à m’annuler pour renaître en toi. Je te le demande au nom de Jésus Christ, qui nous a dit, demandez et il vous sera donné, frappez et il vous sera ouvert, et moi je crois et j’y crois fermement.” Amen.
    ——————————————-
    Abbé Francisco Lucas MATEO Seco
    (Pamplona, Navarra, Espagne)

    Aujourd’hui, à travers deux paraboles, le texte de l’Évangile mets devant nous deux caractéristiques du Royaume de Dieu: c’est quelque chose qui grandit lentement -comme une graine de moutarde- mais qui devient tellement grande qu’elle sert d’abri aux oiseaux du ciel. Ainsi le disait Tertullien: «Nous sommes d’hier, et déjà nous avons rempli la terre». Avec cette parabole, le Seigneur nous exhorte à la patience, au courage et à l’espérance. Ces vertus sont particulièrement nécessaires à tous ceux qui se consacrent à la propagation du Royaume des Cieux. Il faut être patient et attendre que le grain semé, avec la grâce de Dieu, avec la collaboration humaine, grandisse en prenant racine en profondeur dans la bonne terre et pousse peu à peu jusqu’à devenir un arbre. Il faut, tout d’abord, avoir la foi dans la vertu -la fécondité- contenue dans la graine du Royaume de Dieu. Cette graine est la Parole, qui est aussi l’Eucharistie, qui est semée en nous par la sainte communion. Notre Seigneur Jésus Christ se comparait lui-même au «(…) grain de blé tombé en terre (…) s’il meurt, il porte beaucoup de fruit» (Jn 12,24).
    Jésus poursuit en disant que le Royaume des Cieux, est semblable au «levain qu’une femme enfouit dans trois grandes mesures de farine, jusqu’à ce que toute la pâte ait levé» (Lc 13,21). Ici aussi on parle de la capacité de la levure à faire lever toute la pâte. C’est à ceci qu’on fait allusion dans l’ancien testament quand on parle du “reste d’Israel”: “le reste” devra sauver et faire lever tout le peuple. En poursuivant avec la parabole, il est uniquement nécessaire que la levure soit à l’intérieur de la pâte, qu’elle soit parmi le peuple, qu’elle soit comme le sel, capable de préserver de la pourriture mais aussi de bien assaisonner les aliments (cf. Mt 5,13). Il faut du temps également pour que la levure puisse faire de l’effet.
    Ces paraboles nous encouragent à la patience et à l’espérance certaine, ce sont des paraboles qui font allusion au Royaume de Dieu et à l’Église, et qui s’appliquent également à la croissance de ce même Royaume à l’intérieur de chacun de nous.

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