(Lc 12,35-38) Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.

VANGELO DI MARTEDì 23 OTTOBRE 2018
(Lc 12,35-38) Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».
Parola del Signore
 
 
LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito accanto a me, su di me, dentro di me. Riempimi della tua sapienza e del tuo discernimento, perchè io possa solo fare e dire ciò che è utile al Signore. Amen.
In questi giorni la Chiesa ci presenta il Vangelo di Luca sulla vigilanza e sulla fedeltà ed in particolare oggi ci presenta un uso tipico dei lavoratori orientali, che si sollevavamo le lunghe vesti cingendo con una fascia i fianchi, per poter camminare più agevolmente, liberati dall’ingombro che ostacola il cammino. Questo può a mio avviso sottintendere anche un cammino spirituale più sciolto, libero dall’ingombro dei nostri pensieri, dei nostri peccati, così come Gesù ci chiama a compiere. Il padrone che torna dalle nozze e troverà ancora svegli e vigilanti i suoi servi, fa riflettere su altre parole di Gesù, che dice in (Lc 18,8.) ” Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra? ” Il banchetto nunziale diventa il banchetto con tutti i suoi amici, con chi persevererà nella fede e non si farà distrarre dalle cose del mondo e della carne, ma sempre rivolgerà lo sguardo alle cose di Dio. Nessuno sa il momento in cui ci troveremo davanti al Signore, ma non è solo per il dopo che dovremo imparare a camminare alla sequela di Cristo, ma anche per cambiare la nostra esistenza terrena. Beati coloro che saranno trovati vigilanti e fedeli al ritorno del Signore.
 
COMMENTO DI:
Rev. D. Miquel VENQUE i To (Barcelona, Spagna) Oggi, è necessario prestare attenzione a queste parole di Gesù: «siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa» (Luca 12,36). Che gioia scoprire che, anche se sono un peccatore e piccolo, io stesso aprirò la porta al Signore quando Egli verrà! Che, nel momento della morte sarò io che aprirò la porta o la chiuderò, nessuno potrà farlo per me. «Persuadiamoci che Dio ci riterrà responsabili non solo delle nostre azioni e parole, ma anche di come abbiamo usato il tempo» (San Gregorio Nazianzeno). Stare davanti alla porta e con gli occhi aperti è una impostazione fondamentale e alla mia portata. Non posso distrarmi. Essere distratti è dimenticare l’obiettivo, voler andare in paradiso, ma senza una volontà operativa; è fare bolle di sapone, senza un desiderio impegnativo e valutabile. Aver messo il grembiule vuol dire essere in cucina, preparare nei minimi dettagli. Mio padre, che era contadino, diceva che non si può seminare se il terreno è “arrabbiato”; per fare una una buona semina è fondamentale preparare accuratamente il letto di semina e toccare i semi con cura. Il cristiano non è un naufrago senza bussola, sa da dove viene, dove va e come giungere alla meta; conosce l’obiettivo e i mezzi per andarci e le difficoltà. Prenderlo in considerazione ci aiuterà a vigilare e ad aprire la porta quando il Signore busserà. L’esortazione alla vigilanza e la responsabilità si ripete con frequenza nella predicazione di Gesù per due ovvi motivi: perché Gesù ci ama e ci “sorveglia”; colui che ama non si addormenta, e perché il nemico, il diavolo, non smette di tentarci. Il pensiero del cielo e dell’inferno non potrà mai distrarci dagli obblighi della vita presente, però è un pensiero sano ed espressivo, e merita le congratulazioni del Signore: “E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!» (Lc 12,38). Gesù, aiutami a vivere ogni giorno attento e vigile, amandoti sempre.
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3 pensieri riguardo “(Lc 12,35-38) Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.”

  1. VERSIONE IN SPAGNOLO DI MARTEDì 24 OTTOBRE 2017
    Día litúrgico: Martes XXIX del tiempo ordinario
    Texto del Evangelio (Lc 12,35-38): En aquel tiempo, Jesús dijo a sus discípulos: «Estén ceñidos vuestros lomos y las lámparas encendidas, y sed como hombres que esperan a que su señor vuelva de la boda, para que, en cuanto llegue y llame, al instante le abran. Dichosos los siervos, que el señor al venir encuentre despiertos: yo os aseguro que se ceñirá, los hará ponerse a la mesa y, yendo de uno a otro, les servirá. Que venga en la segunda vigilia o en la tercera, si los encuentra así, ¡dichosos de ellos!».

    MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Ven Espíritu Santo, junto a mí, en mí, en mi interior. Lléname con tu sabiduría y su discernimiento, porque yo sólo puedo hacer y decir lo que es útil para el Señor. Amen.

    En estos días la Iglesia nos presenta el Evangelio de Lucas sobre la supervisión y la lealtad y, en particular hoy en día presenta un uso típico de los trabajadores orientales, que sollevavamo las largas túnicas con una banda que rodea las caderas, para poder caminar más fácilmente, libre de gravamen que obstaculiza el camino.
    Esto también puede implicar en mi opinión, es un camino espiritual más suelto, libre de las molestias de nuestros pensamientos, de nuestros pecados, así como Jesús nos llama a emprender.
    El maestro que regresan de la boda y se encuentra despierta y vigilante de sus siervos, te hace pensar en otras palabras de Jesús, que dice (Lc 18:08). “Cuando venga el Hijo del hombre, ¿encontrará fe en la tierra? “El banquete se convierte en el banquete nupcial con todos sus amigos, con los que continúan en la fe y no se distraigan con las cosas del mundo y de la carne, pero siempre prestar atención a las cosas mirada de Dios
    Nadie sabe el momento en que nos enfrentamos con el Señor, pero sólo se realiza después de que vamos a tener que aprender a caminar tras las huellas de Cristo, sino también para cambiar nuestra existencia terrenal. Bienaventurados los que se encuentran a estar vigilantes y fieles a la venida del Señor.
    ———————————

    COMENTARIO DE:
    Rev. D. Miquel VENQUE i To
    (Barcelona, España)
    Hoy es preciso fijarse en estas palabras de Jesús: «Sed como hombres que esperan a que su señor vuelva de la boda, para que, en cuanto llegue y llame, al instante le abran» (Lc 12,36). ¡Qué alegría descubrir que, aunque sea pecador y pequeño, yo mismo abriré la puerta al Señor cuando venga! Sí, en el momento de la muerte seré yo quien abra la puerta o la cierre, nadie podrá hacerlo por mí. «Persuadámonos de que Dios nos pedirá cuentas no sólo de nuestras acciones y palabras, sino también de cómo hayamos usado el tiempo» (San Gregorio Nacianceno).
    Estar en la puerta y con los ojos abiertos es un planteamiento clave y a mi alcance. No puedo distraerme. Estar distraído es olvidar el objetivo, querer ir al cielo, pero sin una voluntad operativa; es hacer pompas de jabón, sin un deseo comprometido y evaluable. Tener puesto el delantal significa estar en la cocina, preparado hasta el último detalle. Mi padre, que era agricultor, decía que no se puede sembrar si la tierra está “enfadada”; para hacer una buena siembra hay que pasearse por el campo y tocar las semillas con atención.
    El cristiano no es un náufrago sin brújula, sino que sabe de dónde viene, a dónde va y cómo llegar; conoce el objetivo, los medios para ir y las dificultades. Tenerlo en cuenta nos ayudará a vigilar y a abrir la puerta cuando el Señor nos avise. La exhortación a la vigilancia y a la responsabilidad se repite con frecuencia en la predicación de Jesús por dos razones obvias: porque Jesús nos ama y nos “vela”; el que ama no se duerme. Y, porque el enemigo, el diablo, no para de tentarnos. El pensamiento del cielo y del infierno no podrá distraernos nunca de las obligaciones de la vida presente, pero es un pensamiento saludable y encarnado, y merece la felicitación del Señor: «Que venga en la segunda vigilia o en la tercera, si los encuentra así, ¡dichosos de ellos!» (Lc 12,38). Jesús, ayúdame a vivir atento y vigilante cada día, amándote siempre.

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  2. VERSIONE IN INGLESE DI MARTEDì 23 OTTOBRE 2018
    Liturgical day: Tuesday 29th in Ordinary Time
    Gospel text (Lc 12,35-38): Jesus said to his disciples, «Be ready, dressed for service, and keep your lamps lit, like people waiting for their master to return from the wedding. As soon as he comes and knocks, they will open to him. Happy are those servants whom the master finds wide-awake when he comes. Truly, I tell you, he will put on an apron and have them sit at table and he will wait on them. Happy are those servants if he finds them awake when he comes at midnight or daybreak!».

    COMMENT OFF:

    Fr. Miquel VENQUE i To
    (Barcelona, Spain)
    Today, we must pay our individual attention to Jesus’ words: «Be ready, dressed for service, and keep your lamps lit, like people waiting for their master to return from the wedding. As soon as he comes and knocks, they will open to him» (Lk 12:36). What a joy to realize that, even though unworthy and sinner, it will up to me to open the door for the Lord, when He finally comes! Yes, at the hour of death, I will open the door to Heaven or I will close it; nobody will be doing it on my behalf. «We can be persuaded God will ask us to render accounts not only of our deeds and words, but also of how we have been spending our time» (St. Gregory of Nazianzus).
    To be waiting wide-awake at my door for him to arrive is quite simple, and I can certainly do it. I must not be inattentive. To be inattentive is to forget the final purpose, to wish to go to Heaven, but with no operative will; it is like building castles in the air, without having worthy commitments supporting our yearning. To wear your apron means to be in the kitchen, duly prepared for whatever comes. My good father, who was a farmer, used to say that you couldn’t sow if the earth was “angry”; for a good sowing you are to actually walk in the fields by caressing the seeds.
    Christians are never lost castaways, for they know where they come from, where they are going and how to get there; they know their destination, the means to reach it and the difficulties to be found along the way. To bear all this in mind will help us to be watchful and open the door when our Lord will warn us. Exhortations to vigilance and responsibility are often repeated in Jesus’ preachings for two clear reasons: because Jesus loves us and He “watches” over us; he, who loves, does not fall asleep. And, because the devil, our enemy, keeps on tempting us. Thinking of heaven and hell should not detract us from our duties down here, but it is a healthy and incarnated thought, and it deserves the Lord’s congratulations: «Happy are those servants if he finds them awake when he comes at midnight or daybreak!» (Lk 12:38). O Jesus, help me to be all my life watchful and vigilant and keep loving you.

    MY REFLECTION
    PRAYER
    Come Holy Spirit beside me, on me, inside me. Fill me with your wisdom and your discernment, because I can only do and say what is useful to the Lord. Amen.

    These days the Church presents to us the Gospel of Luke on supervision and loyalty and in particular today presents a typical use of workers Oriental, which sollevavamo the long robes with a band encircling the hips, to be able to walk more easily, freed from encumbrance that hinders the way.
    This may also imply in my opinion a spiritual journey more loose, free from the hassles of our thoughts, of our sins, just as Jesus calls us to undertake.
    The master who return from the wedding and finds awake and watchful in his servants, makes you think of other words of Jesus, who says (Lk 18:8). “When the Son of man comes, will he find faith on the earth? “The banquet becomes the nuptial banquet with all his friends, with whom they continue in faith and will not be distracted by the things of the world and the flesh, but always pay attention to things gaze of God
    No one knows the time when we are confronted with the Lord, but it is only after that we will have to learn to walk in the footsteps of Christ, but also to change our earthly existence. Blessed are those found to be vigilant and faithful to the Lord’s return.

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI MARTEDI 23 OTTOBRE 2018.

    Jour liturgique : Temps ordinaire – 29e Semaine: Mardi
    Texte de l’Évangile (Lc 12,35-38): «Restez en tenue de service, et gardez vos lampes allumées. Soyez comme des gens qui attendent leur maître à son retour des noces, pour lui ouvrir dès qu’il arrivera et frappera à la porte. Heureux les serviteurs que le maître, à son arrivée, trouvera en train de veiller. Amen, je vous le dis: il prendra la tenue de service, les fera passer à table et les servira chacun à son tour. S’il revient vers minuit ou plus tard encore et qu’il les trouve ainsi, heureux sont-ils!».

    REFLEXION DE LELLA

    PRIERE : “Viens, Esprit Saint viens à côté de moi, sur moi, en moi. Remplis-moi de ta sagesse et de ton discernement, pour que je puisse seulement faire et dire ce qui est utile pour le Seigneur. Amen.”

    – Ces jours-ci l’Église nous présente l’Évangile de Luc sur la vigilance et la fidélité et il nous présente en particulier aujourd’hui un usage typique des travailleurs orientaux, qui portaient de longs vêtements ceint avec une bande sur les hanches, pour pouvoir marcher plus facilement, libéré par l’encombrement qui contrarie leur route. Cela peut à mon avis sous-entendre un chemin spirituel plus défait aussi, libre des encombrements de nos pensées, de nos péchés, comme Jésus nous appelle à accomplir. Le patron qui revient des noces et trouvera encore éveillé et vigilants ses serviteurs fait réfléchir sur d’autres Paroles de Jésus, qui dit en, (Lc 18,8.) “Quand le Fils de l’homme reviendra, est-ce qu’il trouvera encore la foi sur la terre?” Le banquet nuptiale devient le banquet avec tous ses amis, avec qui il persévérera dans la foi et il ne se fera pas distraire des choses du monde et de la chair, mais il tournera toujours le regard vers les choses de Dieu. Personne ne sait à quel moment nous nous trouverons devant le Seigneur, mais ce n’est pas seulement pour l’après que nous devrons apprendre à marcher à la suite du Christ, mais aussi pour changer notre existence terrestre. Bienheureuses ceux qui seront trouvés là, au retour du Seigneur.
    ————————————————
    Commentaire de l’Abbé Miquel VENQUE i To
    (Barcelona, Espagne)

    «Gardez vos lampes allumées. Soyez comme des gens qui attendent leur maître à son retour des noces»

    Aujourd’hui, il faut prêter attention aux paroles de Jésus: «Soyez comme des gens qui attendent leur maître à son retour des noces, pour lui ouvrir dès qu’il arrivera et frappera à la porte» (Lc 12,36). Quelle joie de découvrir que même si je suis pécheur et insignifiant, j’ouvrirai moi-même la porte au Seigneur quand il frappera à ma porte! Et oui, au moment de la mort, c’est moi-même qui ouvrirai ou fermerai la porte au Seigneur, personne ne peut le faire pour moi. «Il faut se persuader que Dieu nous demandera des comptes non seulement de nos actes et paroles mais aussi de la façon dont nous avons utilisé notre temps» (Saint Grégoire de Naziance). Être devant la porte et ouvrir les yeux est un exposé clé et qui est à ma portée. Je ne peux pas me distraire. Se distraire c’est d’oublier notre objectif, vouloir aller au ciel, mais sans un engagement opérationnel, c’est comme faire des bulles de savon, sans une volonté engagée et qu’on peut évaluer. Se mettre un tablier veut dire être dans la cuisine en train de préparer jusqu’au dernier détail. Mon père qui était agriculteur, disait qu’on ne peut pas semer la terre qui n’est pas prête; pour faire une bonne semence il faut parcourir le champ et semer avec attention. Le chrétien n’est pas un naufragé sans boussole, il sait d’où il vient, où il va et il sait comment y arriver; il connaît l’objectif, il connaît les moyens pour s’y rendre ainsi que les difficultés pour y arriver. Ne pas perdre cela de vue nous aidera à être vigilants et à ouvrir la porte au Seigneur le moment venu. L’appel à la vigilance et à la responsabilité se répète souvent dans la prédication de Jésus pour deux raisons évidentes: l’une est que Jésus nous aime et “veille” sur nous et l’autre est que celui qui aime ne s’endort pas. Et parce que le diable nous tente continuellement. La pensée du ciel ou de l’enfer ne doit pas nous distraire de nos obligations de tous les jours, mais c’est une pensée salutaire et incarnée qui mérite notre louange au Seigneur: «S’il revient vers minuit ou plus tard encore et qu’il les trouve ainsi, heureux sont-ils!» (Lc 12,38). Jésus aide-moi à vivre dans l’attente et à être vigilant chaque jour en t’aimant toujours.

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