(Lc 9,46-50) Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande.

VANGELO DI LUNEDì 1 OTTOBRE 2018
(Lc 9,46-50)
Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».
 
Parola del Signore.
 
LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni Signore ed insegnami ad essere la più piccola, la più umile dei tuoi figli, ed aiutami a comprendere anche le virgole che metti tra le tue parole.
 
Chi è il più grande? Il più giusto? Il più buono? Il più intelligente?
L’ uomo cerca di essere sempre il più in tutto, perché la stima del mondo si basa su tutto un altro parametro rispetto a quello di Dio, ma Gesù, ancora una volta, lascia tutti senza parole, stravolgendo le loro convinzioni.
Prende un bambino, se lo mette vicino e dice loro che per essere grandi dovevano tornare come quel bambino, perché tra loro era lui il più grande di tutti…
Pensate che donne e bambini non contavano quasi nulla, e già questo bastava a confonderli.
Essere come bambini, puri e semplici, pronti ad ascoltare e a ricevere gli insegnamenti, consapevoli di aver ancora tanto da imparare, pronti a fidarsi ciecamente della mano che li conduce, pronti a lasciarsi guidare.
Quante cose non avevano capito i suoi discepoli, anche rispetto a chi non apparteneva al loro gruppo, e scacciava i demoni nel nome di Gesù ,pensavano di doverglielo impedire, ma egli dice di lasciarli fare, perché non erano contro di loro, ma anche loro erano in unione con Cristo.
Chi non è contro di voi è con voi, ricordiamo queste parole quando pensiamo di avere la verità in mano, quando crediamo di sapere chi è dalla parte giusta, ricordiamo le parole di Gesù.
Prof. Dr. Mons. Lluís CLAVELL
(Roma, Italia)
Oggi, dirigendosi a Gerusalemme verso la Passione, «sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande» (Lc 9,46). Ogni giorno i mezzi di comunicazione e anche le nostre conversazioni sono piene di commenti sull’importanza delle persone: degli altri e di noi stessi. Questa logica soltanto umana produce frequentemente il desiderio di trionfo, di essere riconosciuto, apprezzato, aggraziato e, la mancanza di pace, quando questi riconoscimenti non arrivano.
La risposta di Gesù a questi pensieri —E chissà anche commenti— dei discepoli ricorda lo stile degli antichi profeti. Prima delle parole ci sono i gesti. Gesù «prese un bambino, se lo mise vicino» (Lc 9,47). Dopo, arriva l’insegnamento: «Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande» (Lc 9,48). —Gesù perché facciamo tanta fatica ad accettare che questo non è un’utopia per la gente che non è implicata nel traffico di un lavoro intenso, nel quale non mancano i colpi degli uni contro gli altri, e che con la tua grazia, lo possiamo vivere tutti? Se lo facessimo avremmo più pace interiore e lavoreremo con più serenità e gioia.
Questa attitudine è anche la fonte da dove sorge la gioia, vedendo come altri lavorano bene per Dio con uno stile diverso dal nostro, però sempre avvalendosi del nome di Gesù. I discepoli volevano impedirlo. Invece, il Maestro difende le altre persone. Nuovamente, il fatto di sentirci i figli piccoli di Dio ci facilita ad avere il cuore aperto verso tutti e credere nella pace, nella gioia e nel ringraziamento. Questi insegnamenti sono valsi a Santa Teresa di Lisieux, il titolo di “Dottoressa della Chiesa”: nel suo libro Storia di un’anima, lei ammira il bel giardino di fiori che è la chiesa, ed è contenta di sapersi, lei, un piccolo fiore. Al lato dei grandi Santi, —rose e gigli— ci sono i piccoli fiori —come le margherite o le viole— destinati a rallegrare gli occhi di Dio, quando Egli dirige il suo sguardo alla terra.
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3 pensieri riguardo “(Lc 9,46-50) Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande.”

  1. VERSIONE IN INGLESE DI LUNEDì 1 OTTOBRE 2018
    Liturgic day: Monday 26th in Ordinary Time

    Gospel text (Lc 9,46-50): One day the disciples were arguing about which of them was the most important. But Jesus knew their thoughts, so he took a little child and stood him by his side. Then He said to them, «Whoever welcomes this little child in my name welcomes me; and whoever welcomes me, welcomes the one who sent me. And listen: the one who is found to be the least among you all, is the one who is the greatest».
    Then John spoke up, «Master, we saw someone who drove out demons by calling upon your name, and we tried to forbid him because he doesn’t follow you with us». But Jesus said, «Don’t forbid him. He who is not against you is for you».

    MY REFLECTION
    PRAYER
    Come, Lord, and teach me to be the smallest, the most humble of your children, and help me to understand even the commas that you put between your words.
    Who is the greatest? The most right? The more good? The smartest?
    The man tries to be getting the most of all, because the esteem of the world is based on a completely different parameter compared to that of God, but Jesus, once again, leaves everyone speechless, overturning their convictions.
    It takes a child, puts it close and tells them that they had to go to be great like that child, because among them he was the greatest of all ……
    Do you think that women and children did not count for almost nothing, and that in itself was enough to confuse them.
    Be like children, pure and simple, ready to listen and to be taught, knowing that they had a lot to learn, ready to blindly trust the hand that leads them, ready to be guided.
    How many things they had not understood his disciples, even compared to those who did not belong to their group, and casting out demons in Jesus’ name, thought to have to stop, but he says he let them do it, because they were not against them, but also their were in union with Christ.
    Whoever is not against you is with you, remember these words when we think we have the truth in hand, when we believe we know who is on the right side, remember the words of Jesus Speaks
    —————————————
    Prof. Dr. Mons. Lluís CLAVELL
    (Roma, Italy)

    Today, on their way to Jerusalem heading towards the Passion, «the disciples were arguing about which of them was the most important» (Lk 9:46). Every day the media, and even our conversations, are full of comments regarding the importance of some people: whether others or ourselves. This kind of logic, which is strictly human, quite often results in an unreasonable yearning for success, recognition, admiration, gratitude, or in a lack of peace if these expected rewards fail to reach us.
    Jesus reaction to the thoughts of his disciples —and, perhaps, their remarks, too— reminds us of the old prophets’ style. Before words come gestures. Jesus «took a little child and stood him by his side» (Lk 9:47). Afterwards, comes the teaching: «the least among you all, is the one who is the greatest» (Lk 9:48). —O Jesus, why is it so difficult for us to accept this is not an utopia for those who are not involved in the hustled and bustled in overwhelming activity, fighting one another for success, whereas, thanks to your grace, it could, instead, be enjoyed by all of us? If we could, we would deep down have much more peace and would be able to do our job with more serenity and joy.
    This attitude is also the source where joy comes from, when seeing that others work well for God, with a different style to ours, but always on Jesus’ name. The disciples wanted to prevent it. The Master, instead, protects those other persons. Once again, the fact of feeling as God’s small children makes it easy for us to open our hearts to everybody while growing in joy, peace and thankfulness. This doctrine is what deserves St. Therese of Lisieux the title of “Doctor of the Church”: in her book Story of a Soul, she admires the Church as a beautiful garden of flowers, where she is happy to consider herself just a little flower. By the side of the great saints —roses and white lilies— there are the little ones —daisies and violets— intended to give pleasure to God’s eyes, when He gazes at the Earth.

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI LUNEDì 1 OTTOBRE 2018
    Día litúrgico: Lunes XXVI del tiempo ordinario

    Texto del Evangelio (Lc 9,46-50): En aquel tiempo, se suscitó una discusión entre los discípulos sobre quién de ellos sería el mayor. Conociendo Jesús lo que pensaban en su corazón, tomó a un niño, le puso a su lado, y les dijo: «El que reciba a este niño en mi nombre, a mí me recibe; y el que me reciba a mí, recibe a Aquel que me ha enviado; pues el más pequeño de entre vosotros, ése es mayor».
    Tomando Juan la palabra, dijo: «Maestro, hemos visto a uno que expulsaba demonios en tu nombre, y tratamos de impedírselo, porque no viene con nosotros». Pero Jesús le dijo: «No se lo impidáis, pues el que no está contra vosotros, está por vosotros».

    MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Ven, Señor, y me enseño a ser el más pequeño, el más humilde de sus hijos, y ayúdame a entender incluso las comas que se colocan entre las palabras.
    ¿Quién es el mayor? La mayoría de la derecha? Cuanto más bueno? El más inteligente?
    El hombre trata de ser cada vez más que nada, porque la estima del mundo se basa en un parámetro totalmente diferente en comparación con la de Dios, pero Jesús, una vez más, deja a todos sin palabras, volcando sus convicciones.
    Se necesita a un niño, lo pone cerca y les dice que tenían que ir a ser grande como ese niño, ya que entre ellos era el mayor de todos ……
    ¿Crees que las mujeres y los niños no contaban para casi nada, y eso en sí mismo era suficiente para confundirlos.
    Ser como niños, pura y simplemente, dispuestos a escuchar y que aprender, a sabiendas de que tenían mucho que aprender, dispuestos a confiar ciegamente en la mano que les da, listo para ser guiados.
    ¿Cuántas cosas no habían comprendido sus discípulos, incluso en comparación con los que no pertenecen a su grupo, y echaba fuera demonios en nombre de Jesús, que se cree que se detuviera, pero él dice que vamos a hacerlo, porque no estaban en contra de ellos, sino también su estaban en unión con Cristo.
    El que no está contra vosotros, está con ustedes, recuerden estas palabras cuando creemos que tenemos la verdad en la mano, cuando creemos que sabemos que está en el lado derecho, recuerda las palabras de Jesús
    —————————–
    Prof. Dr. Mons. Lluís CLAVELL
    (Roma, Italia)

    Hoy, camino de Jerusalén hacia la pasión, «se suscitó una discusión entre los discípulos sobre quién de ellos sería el mayor» (Lc 9,46). Cada día los medios de comunicación y también nuestras conversaciones están llenas de comentarios sobre la importancia de las personas: de los otros y de nosotros mismos. Esta lógica solamente humana produce frecuentemente deseo de triunfo, de ser reconocido, apreciado, agradecido, y falta de paz, cuando estos reconocimientos no llegan.
    La respuesta de Jesús a estos pensamientos —y quizá también comentarios— de los discípulos recuerda el estilo de los antiguos profetas. Antes de las palabras hay los gestos. Jesús «tomó a un niño, le puso a su lado» (Lc 9,47). Después viene la enseñanza: «El más pequeño de entre vosotros, ése es mayor» (Lc 9,48). —Jesús, ¿por qué nos cuesta tanto aceptar que esto no es una utopía para la gente que no está implicada en el tráfico de una tarea intensa, en la cual no faltan los golpes de unos contra los otros, y que, con tu gracia, lo podemos vivir todos? Si lo hiciésemos tendríamos más paz interior y trabajaríamos con más serenidad y alegría.
    Esta actitud es también la fuente de donde brota la alegría, al ver que otros trabajan bien por Dios, con un estilo diferente al nuestro, pero siempre valiéndose del nombre de Jesús. Los discípulos querían impedirlo. En cambio, el Maestro defiende a aquellas otras personas. Nuevamente, el hecho de sentirnos hijos pequeños de Dios nos facilita tener el corazón abierto hacia todos y crecer en la paz, la alegría y el agradecimiento. Estas enseñanzas le han valido a santa Teresita de Lisieux el título de “Doctora de la Iglesia”: en su libro Historia de una alma, ella admira el bello jardín de flores que es la Iglesia, y está contenta de saberse una pequeña flor. Al lado de los grandes santos —rosas y azucenas— están las pequeñas flores —como las margaritas o las violetas— destinadas a dar placer a los ojos de Dios, cuando Él dirige su mirada a la tierra.

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI LUNEDì 1 OTTOBRE 2018
    Jour liturgique : Temps ordinaire – 26e Semaine: Lundi

    Texte de l’Évangile (Lc 9,46-50): Une discussion s’éleva entre les disciples pour savoir qui était le plus grand parmi eux. Mais Jésus, connaissant la discussion qui occupait leur pensée, prit un enfant, le plaça à côté de lui et leur dit: «Celui qui accueille en mon nom cet enfant, c’est moi qu’il accueille. Et celui qui m’accueille accueille aussi celui qui m’a envoyé. Et celui d’entre vous tous qui est le plus petit, c’est celui-là qui est grand».
    Jean, l’un des Douze, dit à Jésus: «Maître, nous avons vu quelqu’un chasser les esprits mauvais en ton nom, et nous avons voulu l’en empêcher, car il n’est pas avec nous pour te suivre». Jésus lui répondit: «Ne l’empêchez pas: celui qui n’est pas contre vous est pour vous».

    REFLEXION de Lella:

    PRIERE : “Viens, Seigneur, enseigne-moi à être le plus petit, le plus humble de tes enfants, et aide-moi à comprendre, même les virgules que tu met entre tes Paroles.”

    – Qui est le plus grand? Le plus à droite? Le plus bon? Le plus intelligent?
    L’homme essaie d’être toujours le meilleur de tous, parce que l’estime du monde est basé sur un paramètre totalement différent par rapport à celui de Dieu, mais Jésus, encore une fois, laisse tout le monde bouche bée, renversant leurs convictions.
    Il prend un enfant, le met fin près de lui et leur dit que si ils voulaient être grand ils devaient être comme cet enfant, parce que parmi eux c’est lui le plus grand de tous …… Pensez que les femmes et les enfants ne compté pour presque rien, à cette époque ce qui en soi suffit à les confondre. Etre comme des enfants, pure et simple, prêt à écouter et à enseigner, sachant qu’ils avaient beaucoup à apprendre, prêts à faire confiance aveuglément à la main qui les conduit, prêts à être guidé.
    Combien de choses n’avaient pas compris ses disciples, même le respect pour ceux qui n’appartenaient pas à leur groupe, et il chassait les démons au nom de Jésus, ils pensaient devoir les en empêcher, mais Jésus dit de les laisser faire, parce que s’ils n’étaient pas contre eux, ils étaient en union avec Christ. Celui qui n’est pas contre vous est avec vous, rappelons-nous ces Paroles quand nous pensons avoir la vérité en main, quand nous croyons savoir qui est de la partie juste, rappelons-nous les Paroles de Jésus.

    ——————————–

    Prof. Dr. Mgr. Lluís CLAVELL
    (Roma, Italie)

    Aujourd’hui, sur la route de Jérusalem pour aller vers sa passion une discussion «s’éleva entre les disciples pour savoir qui était le plus grand parmi eux» (Lc 9,46). Tous les jours, les médias ainsi que nos conversations sont remplis de commentaires sur l’importance des personnes: des autres et de nous-mêmes également. Cette logique humaine provoque un désir de réussite, d’être reconnu, apprécié, remercié, et un manque de paix quand tout cela n’arrive pas.
    La réponse de Jésus aux réflexions —et peut-être aussi aux commentaires— des disciples nous rappelle la façon d’agir des anciens prophètes. D’abord les gestes ensuite viennent les paroles. Jésus «prit un enfant, le plaça à côté de lui» (Lc 9,47). Ensuite vient l’enseignement «Et celui d’entre vous tous qui est le plus petit, c’est celui-là qui est grand» (Lc 9,48). —Jésus pourquoi est-ce que nous avons tant de mal à accepter que ceci n’est pas une Utopie pour ceux qui ne sont pas impliqués dans le trafic d’une tâche intense, où les coups des uns contre les autres ne manquent pas et qu’avec ta grâce nous pouvons tous vivre cela? Si nous le faisions nous aurions plus de paix intérieure et nous travaillerions avec plus de calme et de joie.
    Cette attitude est aussi une source de joie, cela nous permet de constater que d’autres travaillent bien pour Dieu, avec un style différent du nôtre, mais toujours au nom de Jésus. Les disciples voulaient empêcher cela. En revanche, Jésus défend les autres. À nouveau, le fait de nous sentir fils de Dieu, petit fils de Dieu, nous permet d’ouvrir notre cœur vers les autres et de grandir dans la paix, la joie et la reconnaissance. Ces enseignements ont valu à Sainte Thérèse de l’Enfant Jésus le titre de Docteur de l’Église: dans son livre Histoire d’une âme, elle admire le beau jardin qu’est l’Église, et elle se contente d’être une petite fleur. A coté des grands saints –des roses et des lys– il y a les petites fleurs –les marguerites et les violettes— qui sont destinées à faire plaisir aux yeux de Dieu quand il tourne son regard vers la Terre.

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