(Lc 9,7-9) Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?

VANGELO DI GIOVEDì 27 SETTEMBRE 2018
(Lc 9,7-9) Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Parola del Signore.
LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Spirito del Signore e aiutami ad afferrare il senso di quello che la tua parola ci indica, fa che sia per noi una fonte di luce e di vita. Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Quello che mi salta agli occhi è come Erode, ancora impressionato da quello che aveva fatto, facendo decapitare Giovanni Battista, si sente schiacciare dalla paura di aver ucciso un uomo inutilmente, perché gira la voce che possa essere resuscitato un profeta. Il peccato non paga, quello che sembrava un ultimo atto per Erode si rivela invece una grossa illusione di felicità. Schiavo del sesso, del potere, del peccato in tutte le sue forme, deve però fare i conti con la sua coscienza, ed anche se non ha fede, fosse solo per superstizione, ha paura di ritrovarsi faccia a faccia con il suo peccato. Quel cercava di vederlo, era sicuramente dettato dalla paura di trovarsi davanti un fantasma, non certo ad una apertura verso il voler conoscere Gesù, anche lui come il padre Erode il Grande, aveva paura di quello che si diceva di Gesù, forse gli era stata trasmessa proprio dal padre che non si era dato pace per non aver ucciso il piccolo Gesù. C’è chi cerca Gesù per conoscerlo ed accetta di farsi cambiare da Lui, ma la gente come Erode, non accetta di riconoscere le proprie colpe, e preferisce uccidere Gesù, negandosi così ogni possibilità di salvezza. Quanti Erodi oggi rifiutano il Cristo, lo negano, cercano di fare scomparire il Cristianesimo, e purtroppo anche tra i cristiani troviamo tanti Erodi; tra quei cristiani che non vogliono un Gesù che dice quello che non vogliono sentire, ma vogliono in Gesù che parli la loro lingua.
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Rev. P. Jorge R. BURGOS Rivera SBD (Cataño, Puerto Rico)
Oggi, il testo del Vangelo ci dice che Erode voleva vedere Gesù (cf.Lc 9,9). Questo desiderio di voler vedere Gesù sorge dalla curiosità. Si parlava molto di Gesù per i miracoli che realizzava lungo il suo cammino. Molte persone parlavano di Lui. L’atteggiamento di Gesù ricordava al popolo diverse figure di profeti: Elia, Giovanni il Battista, etc. Ma essendo solo una semplice curiosità, questo desiderio non ha importanza. Tanto è vero, che quando Erode Lo vede, non gli causa una grande impressione (cf. Lc 23,8-11). Il suo desiderio svanisce vedendolo faccia a faccia perché Gesù si rifiuta di rispondere alle sue domande. Questo silenzio di Gesù rivela Erode quale uomo corrotto e depravato. Tutti noi , come Erode, certamente abbiamo sentito, qualche volta, il desiderio di vedere Gesù. Ma non abbiamo più il Gesù, in carne ed ossa, come ai tempi di Erode, tuttavia abbiamo altre presenze di Gesù. Voglio risaltarne due. In primo luogo la tradizione della Chiesa ha fatto del giovedì di ogni settimana un giorno speciale per vedere Gesù nell’Eucaristia. Sono molti i luoghi dove viene esposto Gesù-Eucaristia. «L’adorazione eucaristica è una forma essenziale per trovarci con il Signore. Nel tabernacolo è presente il vero tesoro che è sempre ad aspettarci. Non si trova lì per Sé ma per noi» (Benedetto XVI). –Avvicinati affinché ti abbagli con la Sua presenza. Nel secondo caso, possiamo riferirci a un canto popolare che dice: «E’ con noi e non lo conosciamo». Gesù è presente in tanti fratelli nostri che sono stati marginati, che soffrono e non hanno nessuno che “voglia vederli”. Nella sua enciclica `Dio è Amore´il Papa Benedetto XVI dice: «L’amore verso il prossimo, fondato sull’amore verso Dio, è anzitutto un dovere per ogni fedele, ma lo è pure per la comunità ecclesiale!» Così, dunque Gesù ti sta aspettando, a braccia aperte ti riceve in entrambe situazioni. Avvicinati a Lui!
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4 pensieri riguardo “(Lc 9,7-9) Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?”

  1. VERSIONE IN INGLESE DI GIOVEDì 27 SETTEMBRE 2018
    Liturgic day: Thursday 25th in Ordinary Time

    Saints September 24th: Our Lady of the Mercy

    Gospel text (Lc 9,7-9): King Herod heard of all that Jesus was doing and did not know what to think, for people said, «This is John, raised from the dead». Others believed that Elijah or one of the ancient prophets had come back to life. As for Herod, he said, «I had John beheaded; who is this man about whom I hear such wonders?». And he was anxious to see him.

    MY REFLECTION
    PRAYER
    Come O Spirit of the Lord and help me to grasp the meaning of what your word tells us, let it be for us a source of light and life. Through Christ our Lord. Amen.
    What I noticed was how Herod, still impressed by what he had done, being beheaded John the Baptist, he feels overwhelmed by the fear of having killed a man in vain, because it is a rumor that it can be resurrected a prophet.
    Sin does not pay, what looked like a last act for Herod is revealed instead a big illusion of happiness.
    Sex slave, the power of sin in all its forms, however, must come to terms with his conscience, and even if you do not have faith, if only because of superstition, afraid to come face to face with his sin.
    That sought to see him, it was certainly dictated by the fear of being in front of a ghost, not to an opening towards wanting to know Jesus, himself as the father of Herod the Great, was afraid of what was said of Jesus, perhaps he had been transmitted by their father that he had not given us peace for not killing the baby Jesus.
    There are those who seek to know Jesus and he agreed to change from Him, but people like Herod refuses to recognize his own faults, and prefers to kill Jesus, denying any possibility of salvation. How many Herods today reject Christ, they deny it, try to make Christianity disappear, and unfortunately even among Christians there are many Herods, among those Christians who do not want a Jesus who says what you do not want to hear, but they want in Jesus who speaks their language.
    ————————
    Fr. Jorge R. BURGOS Rivera SBD
    (Cataño, Puerto Rico)

    Today, the Gospel tells us how Herod was anxious to see Jesus (cf. Lk 9:9). Such urge to see Jesus was born out of curiosity. A lot was being said about Jesus because of the miracles which He was performing. Many spoke about Him. And Jesus’ behavior was bringing to the minds of a lot of people the names of several prophets: Elijah, John the Baptist etc. But, being just a matter of curiosity, Herod’s whims do not transcend. To the extent that when Herod meets Jesus he treats Him contemptuously and mocks Him (cf. Lk 23:8-11). Herod’s caprice to meet Jesus vanishes when facing Him at last for Jesus refuses to answer his many questions. The Silence of Jesus denounces Herod as corrupt and depraved.
    Sometimes, as in the case of Herod, we may have felt like “seeing” Jesus, too. But Jesus in flesh and bones, as in Herod’s time, is no longer available to us; although there are other ways for us to meet Jesus. Let me draw your attention to just two of them.
    In the first place, the Church’s tradition has made Thursday an excellent day to “see” Jesus in the Eucharist. There are many places where, on a Thursday like today, Jesus-Eucharist is exposed. «Eucharistic adoration means entering the depths of our hearts in communion with the Lord, who makes himself bodily present in the Eucharist. In the Sacred Monstrance, he always entrusts himself to us and asks us to be united with his Presence, with his risen Body» (Benedict XVI). —Come over, so you may be bedazzled by His presence.
    In the second place we may refer to a popular song that goes: «He is with us and we do not know him». For Jesus dwells in many of our brothers and sisters who are outcast of society, who suffer and have nobody “who wants to meet them”. In his Encyclical God is Love, Benedict XVI says: «Love of neighbor, grounded in the love of God, is first and foremost a responsibility for each individual member of the faithful, but it is also a responsibility for the entire ecclesial community at every level». Hence, as Jesus is waiting for you, in both cases He will welcome you with open arms. So do come over!

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI GIOVEDì 27 SETTEMBRE 2018
    Día litúrgico: Jueves XXV del tiempo ordinario

    Santoral 24 de Septiembre: La Virgen de la Merced

    Texto del Evangelio (Lc 9,7-9): En aquel tiempo, se enteró el tetrarca Herodes de todo lo que pasaba, y estaba perplejo; porque unos decían que Juan había resucitado de entre los muertos; otros, que Elías se había aparecido; y otros, que uno de los antiguos profetas había resucitado. Herodes dijo: «A Juan, le decapité yo. ¿Quién es, pues, éste de quien oigo tales cosas?». Y buscaba verle.

    MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Ven Oh Espíritu del Señor y ayúdame a comprender el significado de lo que su palabra nos dice, que sea para nosotros una fuente de luz y vida. Por Cristo nuestro Señor. Amen.

    Lo que noté fue lo Herodes, todavía impresionado por lo que había hecho, la decapitación de Juan el Bautista, se siente abrumado por el temor de haber matado a un hombre en vano, ya que es un rumor que se puede resucitar a un profeta.
    El pecado no paga, lo que parecía un último acto de Herodes se revela en su lugar una gran ilusión de la felicidad.
    Esclava sexual, el poder del pecado en todas sus formas, sin embargo, debe ponerse de acuerdo con su conciencia, e incluso si usted no tiene fe, aunque sólo sea por superstición, miedo de encontrarse cara a cara con su pecado.
    Que buscó a verlo, de hecho, se dictó por el temor de estar frente a un fantasma, no una apertura hacia querer conocer a Jesús, como el padre de Herodes el Grande, tenía miedo de lo que se decía de Jesús, tal vez había sido transmitido por su padre que él no nos hubiera dado paz por no matar al niño Jesús.
    Hay quienes tratan de conocer a Jesús y él estuvo de acuerdo en cambiar de él, pero la gente como Herodes se niega a reconocer sus propias faltas, y prefiere matar a Jesús, negando cualquier posibilidad de salvación. ¿Cuántas Herodes hoy rechazan a Cristo, lo niegan, tratan de hacer que el cristianismo desaparece, y por desgracia, incluso entre los cristianos hay muchos Herodes, entre aquellos cristianos que no quieren a un Jesús que dice lo que no quiere oír, pero que quieren en Jesús que habla su lenguaje.
    ————————————-
    Rev. P. Jorge R. BURGOS Rivera SBD
    (Cataño, Puerto Rico)

    Hoy el texto del Evangelio nos dice que Herodes quería ver a Jesús (cf. Lc 9,9). Ese deseo de ver a Jesús le nace de la curiosidad. Se hablaba mucho de Jesús por los milagros que iba realizando a su paso. Muchas personas hablaban de Él. La actuación de Jesús trajo a la memoria del pueblo diversas figuras de profetas: Elías, Juan el Bautista, etc. Pero, al ser simple curiosidad, este deseo no trasciende. Tal es el hecho que cuando Herodes le ve no le causa mayor impresión (cf. Lc 23,8-11). Su deseo se desvanece al verlo cara a cara, porque Jesús se niega a responder a sus preguntas. Este silencio de Jesús delata a Herodes como corrupto y depravado.
    Nosotros, al igual que Herodes, seguramente hemos sentido, alguna vez, el deseo de ver a Jesús. Pero ya no contamos con el Jesús de carne y hueso como en tiempos de Herodes, sin embargo contamos con otras presencias de Jesús. Te quiero resaltar dos de ellas.
    En primer lugar, la tradición de la Iglesia ha hecho de los jueves un día por excelencia para ver a Jesús en la Eucaristía. Son muchos los lugares donde hoy está expuesto Jesús-Eucaristía. «La adoración eucarística es una forma esencial de estar con el Señor. En la sagrada custodia está presente el verdadero tesoro, siempre esperando por nosotros: no está allí por Él, sino por nosotros» (Benedicto XVI). —Acércate para que te deslumbre con su presencia.
    Para el segundo caso podemos hacer referencia a una canción popular, que dice: «Con nosotros está y no lo conocemos». Jesús está presente en tantos y tantos hermanos nuestros que han sido marginados, que sufren y no tienen a nadie que “quiera verlos”. En su encíclica Dios es Amor, dice el Papa Benedicto XVI: «El amor al prójimo enraizado en el amor a Dios es ante todo una tarea para cada fiel, pero lo es también para toda la comunidad eclesial». Así pues, Jesús te está esperando, con los brazos abiertos te recibe en ambas situaciones. ¡Acércate!

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI GIOVEDì 27 SETTEMBRE 2018
    Jour liturgique : Temps ordinaire – 25e Semaine: Jeudi

    Voir Première Lecture et Psaume
    Texte de l’Évangile (Lc 9,7-9): Hérode le tétrarque entendit parler de tout ce qui se passait, et il ne savait que penser. Car les uns disaient que Jean était ressuscité des morts; d’autres, qu’Élie était apparu; et d’autres, qu’un des anciens prophètes était ressuscité. Mais Hérode disait: «J’ai fait décapiter Jean; qui donc est celui-ci, dont j’entends dire de telles choses?». Et il cherchait à le voir.

    REFLEXION de Lella:

    PRIERE : “Viens O Esprit du Seigneur et aide-moi à comprendre le sens de ce que ta Parole dit, qu’elle soit pour nous une source de lumière et de vie. Par le Christ notre Seigneur. Amen.

    – Ce qui me saute aux yeux est comme Hérode, encore impressionné par ce qu’il avait fait, en faisant décapiter Jean le Baptiste, se sent écraser par la peur d’avoir inutilement tué un homme, parce qu’un bruit cours que peut être un prophète est ressuscité.”
    Le péché ne paie pas, par contre ce qui semblait un dernier acte pour Hérode se révèle être une grosse illusion de bonheur. Esclave du sexe, du pouvoir, du péché en toutes ses formes, cependant il doit faire les comptes avec sa conscience, et même s’il n’a pas de foi, que ce fut seulement par superstition, il a peur de se retrouver seul face à face avec ses péchés. Cette envie de recherchait Jésus de le voir, lui était dicté sûrement par la peur de se trouver devant un fantôme, certainement pas pour une ouverture vers l’envie de connaître Jésus, comme son père Hérode le Grand avait peur de ce qui se disait de Jésus, cela lui avait peut-être été transmis vraiment par le père qui n’était pas rassuré pour ne pas avoir tué le petit Jésus.
    Il y a ceux qui cherchent Jésus pour le connaître et acceptent de se faire changer par Lui mais les gens comme Hérode, n’accepte pas de reconnaître leurs propres fautes, et préfèrent tuer Jésus en niant ainsi chaque possibilité de salut. Combien d’Hérode aujourd’hui refusent le Christ, le nient, cherchent à faire disparaître le Christianisme, et malheureusement aussi entre les chrétiens nous trouvons de nombreux Hérode; entre les chrétiens qui ne veulent pas de Jésus qui dit ce qu’ils ne veulent pas entendre, mais ils veulent un Jésus qui parles leur langue.

    Abbé Jorge R. BURGOS Rivera SBD
    (Cataño, Porto Rico)

    Aujourd’hui, le texte de l’Évangile nous raconte qu’Hérode voulait rencontrer Jésus (cf. Lc 9,9). Son désir de voir Jésus est inspiré par la curiosité. On parlait beaucoup de Jésus à cause des miracles qu’Il effectuait sur son passage. Beaucoup de personnes parlaient de Lui. La façon de se comporter de Jésus rappelait au peuple la façon de se comporter des prophètes: Elie, Jean le Baptiste, etc. Mais en étant simple curiosité, ce désir ne transcende pas. A un tel point que lorsque Hérode le rencontre Il ne l’impressionne pas (cf. Lc 23,8-11). Son désir s’évanouit quand il se trouve face à face avec Lui, car Jésus refuse de répondre à ses questions. Le silence de Jésus confirme Hérode comme corrompu et dépravé.
    Comme Hérode, nous avons sûrement senti, à un moment donné, le désir de voir Jésus. Mais nous ne comptons plus sur Jésus en chair et en os comme Hérode, et pourtant nous comptons sur la présence de Jésus de plusieurs façons. Je veux vous parler de deux d’entre elles.
    En premier lieu la tradition de l’Église a fait que le jeudi soit un jour par excellence pour voir Jésus dans l’Eucharistie. Beaucoup d’endroits exposent Jésus-Eucharistie. «L’adoration eucharistique est une manière essentielle d’être avec le Seigneur. Dans l’ostensoir est présent le vrai trésor, et Il nous attend toujours: Il n’est pas là pour Lui mais pour nous» (Benoît XVI). —Approche-toi de Lui afin que tu sois ébloui par sa présence.
    En second lieu nous pouvons faire référence à la chanson populaire qui dit «Il est avec nous et nous ne le connaissons pas». Jésus est présent dans tant et tant de nos frères qui se trouvent marginalisés, qui souffrent et qui n’ont personne qui veuille d’eux. Dans son encyclique Dieu est amour, le pape Benoît XVI nous dit: «L’amour du prochain ancré dans l’amour de Dieu est avant tout une tâche pour chacun des fidèles, mais elle en est une également pour toute la communauté ecclésiastique». Ainsi donc, Jésus t’attend, avec ses bras grands ouverts dans les deux cas. Approche-toi!

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