(Mt 9,9-13) Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

VANGELO DI VENERDì 21 SETTEMBRE 2018
(Mt 9,9-13) Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore

LA MIA RIFLESSIONE

PREGHIERA: Vieni o Santo Spirito, nella mia mente annebbiata e donami la forza di capire e di vivere perfettamente la tua parola, perché essa è luce per la mia vita.
-MISERICORDIA IO VOGLIO E NON SACRIFICI- Quello che Gesù fa e dice, non è mai senza senso, anche se per alcuni tratti sembra incomprensibile. Gli uomini che sceglie, ai quali dice” seguimi, ”sono veramente i più diversi tra loro che poteva trovare. Quando sceglie Matteo, lo fa mentre era occupato ad incassare le tasse per i romani, un uomo che era abituato a far quadrare i conti, ad esigere quello che gli veniva chiesto di esigere, un uomo che in fondo rendeva agli altri l’obbligazione che a lui stesso era fatta, perché dalla sua capacità ad esigere i pagamenti, dipendeva il suo lavoro e quindi la sua vita e quella della sua famiglia. Non gli doveva interessare molto, delle difficoltà che potevano avere i debitori, come un banchiere dei giorni nostri, uno strozzino, valutava tutto con aridità, senza un minimo di comprensione, anche se non era lui ad intascare le somme dovute, ma con una complicità aberrante con gli aguzzini dei poveri. Eppure davanti a Gesù rimane colpito, non ci pensa un attimo a seguirlo, forse attirato dalla dolcezza che c’è nei suoi occhi, lui certo non era guardato da nessuno con quella dolcezza, ne dai suoi padroni, né tanto meno dalle persone che opprimeva, ma forse è attirato anche dall’ idea di cambiare vita. Essere odiati, essere obbligati alla durezza di cuore con inflessibilità, non doveva piacergli poi molto in fondo, a chi piacerebbe far soffrire se non a chi ha un animo crudele e gode dell’infelicità altrui. Racconta Matteo di una cena alla quale Gesù partecipò, in cui c’erano alcuni pubblicani, suoi colleghi e dei peccatori, e i farisei guardavano con il loro solito fare sospetto, mormorando contro Gesù, perché si accompagnava con questa gente, e per loro, che avevano una mentalità molto rigida, certo non era facile comprendere, quel Gesù che era sempre più vicino ai peccatori, a quelli che loro ritenevano gli impuri della società e che invece quando si rivolgeva a loro, che si ritenevano giusti, li chiamava sepolcri imbiancati…ed anche adesso Gesù li gela, riportando una frase del profeta Osea presa dall’antico testamento e gli dice: per fargli capire che pur conoscendo bene la legge di Dio, non sapevano interpretarla. Dio non voleva sacrifici, ma misericordia e nella loro ottusità non volevano capirlo, e tanto meno essere messi allo stesso livello per il Signore di pubblicani, peccatori e reietti della società. Ancora oggi molti Cristiani, che rispettano secondo loro le regole, ritengono di dover essere considerati degni agli occhi di Dio, molto di più di tanti peccatori, e forse sarebbe bene che ascoltassero questa parola, ma sul serio, fino a farla entrare nel più profondo del loro cuore. Le parole del Papa di questi giorni, possono non piacere ad alcuni,pronti a definire questo Papa con nomignoli o a etichettarlo, ma non è poi così diverso quello che lui oggi dice,rispetto a quello che disse Gesù. La Maddalena non fu condannata,ma perdonata, per questo poté cambiare vita. Le donne che seguivano Gesù furono liberate dal peccato, ma anche dal pregiudizio degli uomini. Quando l’uomo imparerà a provare misericordia per gli altri, allora la misericordia di Dio si aprirà su di Lui e verrà accolto e saprà accogliere; verrà perdonato e saprà perdonare. _________________________________________ 

Comentario: Rev. D. Pere CAMPANYÀ i Ribó (Barcelona, Spagna)
Oggi, il Vangelo ci parla di una vocazione, quella del pubblicano Matteo. Gesù stà preparando il piccolo gruppo di discepoli che dovranno continuare la Sua opera di salvazione. Lui sceglie chi vuole: saranno pescatori o procedenti da una modesta professione. Chiama, a che lo segua, finanche un esattore delle imposte, professione disprezzata dai giudei –che si consideravano osservanti perfetti della legge-, perchè la consideravano quasi fosse una vita peccatrice, perchè riscuotevano imposte da parte del governatore romano, al quale non volevano assoggettarsi. E’ sufficiente l’invito di Gesù: «Seguimi» (Mt 9,9). Per una parola del Maestro, Matteo lascia la sua professione e, contentissimo, L’invita a casa sua per celebrarvi un banchetto di riconoscenza. Era normale che Matteo avesse un gruppo di buoni amici della sua stessa professione, affinché l’accompagnassero a partecipare di quel convito. Secondo i farisei, tutta quella gente era peccatrice, riconosciuta pubblicamente come tale. I farisei non possono star zitti e commentano con alcuni discepoli di Gesù: «Come mai il vostro maestro mangia assieme ai pubblicani e ai peccatori?» (Mt 9,10). La risposta di Gesù arriva immediatamente: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati» (Mt 9,12). Il paragone è perfetto: «Non sono venuto (…) a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mt 9,13). Le parole di questo Vangelo sono di grande attualità. Gesù continua ad invitarci a seguirLo, ognuno secondo il suo stato e professione. Seguire Gesù, però, esige lasciare passioni disordinate, cattiva condotta familiare, perdere tempo, per potersi dedicare alla preghiera, al banchetto eucaristico, alla pastorale missionaria. In realtà «un cristiano non è padrone di sè stesso, ma deve dedicarsi al servizio di Dio» (Sant’Ignazio d’Antiochia). Certamente il Signore mi chiede un cambio di vita e, così, mi domando: a quale gruppo appartengo? A quello delle persone che tendono alla perfezione o a quello delle persone che si riconoscono sinceramente smarrite nel buio? Non è forse vero che posso migliorare? Coraggio, allora, e fiducia nel Signore!

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4 pensieri riguardo “(Mt 9,9-13) Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.”

  1. VERSIONE IN INGLESE DI VENERDì 21 SETTEMBRE 2018.

    Liturgical day: Friday 13th in Ordinary Time

    Gospel text (Mt 9,9-13): As Jesus moved on from there, He saw a man named Matthew at his seat in the custom-house, and he said to him, «Follow me». And Matthew got up and followed him. Now it happened, while Jesus was at table in Matthew’s house, many tax collectors and other sinners joined Jesus and his disciples. When the Pharisees saw this they said to his disciples, «Why is it that your master eats with those sinners and tax collectors?». When Jesus heard this he said, «Healthy people do not need a doctor, but sick people do. Go and find out what this means: ‘What I want is mercy, not sacrifice’. I did not come to call the righteous but sinners».

    REFLECTION OF LELLA

    PRAYER: Come Holy Spirit, in my foggy mind and give me the strength to understand and live perfectly to your word, because it is the light of my life.

    I WANT MERCY AND NOT SACRIFICE-
    What Jesus says and does, it is never without meaning, although in some parts it seems incomprehensible.
    Men who choose, to whom he says, “Follow me,” are really the most diverse he could find.
    When choosing Matthew, he does while he was busy collecting taxes for the Romans, a man who was accustomed to make ends meet, to demand what he was being asked to require, a man who basically made to others the obligation that he was done, because of its ability to demand payments, depended his job and then his life and that of his family.
    He did not had to be very interested in the difficulties that could have the debtors, as a banker to the present day, a loan shark, all evaluated with dryness, without a hint of understanding, even if it was not him to pocket the sums due, but with a complicity aberrant with the torturers of the poor.
    Yet before Jesus was struck, do not think for a moment to follow him, perhaps attracted by the sweetness that is in his eyes, he certainly was not watched by anyone with that sweetness, nor by his masters, or even from the people who oppressed, but perhaps it is also attracted by ‘idea of changing lives.
    Be hated, be obliged to hardness of heart with inflexibility, did not have to like that much after all, who would like to hurt it unless he has a cruel mind and enjoys the unhappiness of others. Matthew tells of a dinner to which Jesus participated, in which there were some publicans and sinners his colleagues,and the Pharisees watched with their usual old suspect, murmuring against Jesus, that was accompanied with these people, and for them, that they had a very rigid mindset, it certainly was not easy to understand, that Jesus who was closer to sinners, to those that they believed the impure society and instead when he spoke to them, who thought they were righteous, called them whitewashed tombs …and even now Jesus freezes them, bringing a phrase taken from the old testament prophet Hosea and says to let him know that I knew well the law of God, did not know how to interpret it. God did not want sacrifice, but mercy and in their stupidity did not want to understand it, much less be put on the same level for the Lord of publicans, sinners and outcasts of society.
    Even today many Christians who respect the rules according to them, feel that they must be considered worthy in the eyes of God, much more than many sinners, and perhaps it would be good to be listening this word, but seriously, to bring it into the deepest of their hearts.
    The Pope’s words these days, they may not appeal to some, ready to define this Pope with nicknames or label it, but it is not so different what he says today, compared to what Jesus said
    The Madalena was not condemned, but forgiven, for it could change their lives.
    The women who followed Jesus were freed from sin, but also from the prejudice of men.
    When the person learns to feel compassion for others, then God’s mercy will open on Him and will be welcomed and will welcome, will be forgiven and will forgive.
    ———————————-
    Comment off : Fr. Pere CAMPANYÀ i Ribó
    (Barcelona, Spain)

    Today, the Gospel speaks to us of a vocation, that of Matthew the publican. Jesus is preparing a small group of disciples that would continue his work of Salvation. And He chooses whom He wants: whether fishermen or from humble professions. He even calls to follow him, a tax collector, a highly abhorred role by the Jews —who considered themselves as perfect Law-abiding citizens—, because they saw it as tantamount to having a sinful life, as they collected taxes in the name of the roman governor, whom they did not want to submit to.

    It suffices with Jesus beckoning him to his service: «Follow me» (Mt 9:9). A single word by the Master, and Matthew leaves his profession and, happily, invites him to his home to celebrate with a joyous dinner. It was only natural that Matthew had a group of good friends, of the same “professional guild”, to join him at his table. But, according to the Pharisees, all that kind of people were confirmed sinners publicly recognized as such.

    The Pharisees could not therefore silence it and they comment with some of Jesus’ disciples: «Why is it that your master eats with those sinners and tax collectors?» (Mt 9:10). Jesus’ answer is immediate: «Healthy people do not need a doctor, but sick people do» (Mt 9:12). The comparison is perfect: «I did not come to call the righteous but sinners» (Mt 9:13).

    These words of the Gospel are topical. Jesus keeps on inviting us to follow him, each one of us according to his condition and profession. And, more often than not, to follow Jesus means to leave behind some messy passions, or some poor family relationships, or just a waste of time, to allot some moments to prayer, to the Eucharist feast or to some missionary pastoral care. In other words «no Christian ought to think of him as his own master, for he is submitted to God’s service» (St. Ignatius of Antioch).

    Jesus is, indeed, asking me to change my life, so I wonder: which group do I belong to, to the perfect persons or to those who sincerely accept they can dramatically improve? For I can improve, can’t I?

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI VENERDI 21 SETTEMBRE 2018.

    Día litúrgico: Viernes XIII del tiempo ordinario

    Texto del Evangelio (Mt 9,9-13): En aquel tiempo, al pasar vio Jesús a un hombre llamado Mateo, sentado en el despacho de impuestos, y le dice: «Sígueme». Él se levantó y le siguió. Y sucedió que estando Él a la mesa en casa de Mateo, vinieron muchos publicanos y pecadores, y estaban a la mesa con Jesús y sus discípulos. Al verlo los fariseos decían a los discípulos: «¿Por qué come vuestro maestro con los publicanos y pecadores?». Mas Él, al oírlo, dijo: «No necesitan médico los que están fuertes, sino los que están mal. Id, pues, a aprender qué significa aquello de: ‘Misericordia quiero, que no sacrificio’. Porque no he venido a llamar a justos, sino a pecadores».

    REFLEXIÓN LELLA

    ORACIÓN: Ven Espíritu Santo, en mi mente confusa y dame la fuerza para entender y vivir perfectamente a su palabra, porque es la luz de mi vida.

    -Misericordia quiero y no sacrificio-Lo que Jesús dice y hace, nunca es sin sentido, aunque en algunas partes parece incomprensible.Los hombres que eligen, a quien le dice: “Sígueme”, son en realidad los más diversos que pudo encontrar.
    Al elegir Mateo, lo hace mientras él estaba ocupado recaudación de impuestos para los romanos, un hombre que estaba acostumbrada a fin de mes, para reclamar lo que se le pedía a exigir, un hombre que hizo, básicamente, a los demás la obligación de que que se llevó a cabo, debido a su capacidad de pago de la demanda, dependía su trabajo y su vida y la de su familia.Él no tenía que estar muy interesado en las dificultades que puedan tener los deudores, como banquero hasta la actualidad, un usurero, todo evaluado con sequedad, sin una pizca de comprensión, incluso si no era él a meter las cantidades adeudadas, pero con una complicidad aberrante con los verdugos de los pobres.
    Sin embargo, antes de que Jesús fue golpeado, no creo que por un momento a seguirlo, tal vez atraídos por la dulzura que hay en sus ojos, desde luego, no fue visto por cualquier persona con esa dulzura, ni por sus amos, o incluso de las personas oprimidas, pero tal vez también se siente atraído por “idea de cambiar vidas.
    Ser odiado, ser obligado a la dureza del corazón con la inflexibilidad, no tiene que gustar mucho, después de todo, que le gustaría hacerle daño a menos que tenga una mente cruel y disfruta de la infelicidad de los demás. Mateo habla de una cena a la que Jesús participó, en la que había unos publicanos y los pecadores a sus colegas,y los fariseos observaba con su habitual sospechoso de edad, murmurando en contra de Jesús, que fue acompañado con estas personas, y para ellos, que tenían una mentalidad muy rígida, desde luego, no era fácil de entender, ese Jesús que se acercaba a los pecadores, a los que creían que la sociedad impura y en su lugar cuando habló con ellos, que pensaban que eran justos, los llamaron a sepulcros blanqueados …e incluso ahora Jesús les congela, con lo que una frase tomada del Antiguo Testamento profeta Oseas y dice que le hizo saber que yo conocía bien la ley de Dios, no sabía cómo interpretarlo. Dios no quiere sacrificios, pero la misericordia y en su estupidez no quería entender, y mucho menos puede poner en el mismo nivel que el Señor de los publicanos, pecadores y marginados de la sociedad.
    Incluso hoy en día muchos cristianos que se respetan las normas de acuerdo con ellos, sienten que deben ser considerados dignos a los ojos de Dios, más que muchos pecadores, y tal vez sería bueno estar escuchando esta palabra, pero en serio, para ponerlo en lo más profundo de sus corazones.Las palabras del Papa en estos días, no puede apelar a algunos, listo para definir este Papa con apodos o etiquetarla, pero no es tan diferente lo que dice hoy en día, en comparación con lo que Jesús dijoLa Madalena no fue condenado, pero le perdona, ya que podría cambiar sus vidas.
    Las mujeres que siguieron a Jesús fueron liberados del pecado, sino también de los prejuicios de los hombres.
    Cuando la persona aprende a sentir compasión por los demás, entonces la misericordia de Dios se abrirá en Él y le dio la bienvenida y le dará la bienvenida, será perdonado y perdona.

    Comentario: Rev. D. Pere CAMPANYÀ i Ribó
    (Barcelona, España) Hoy, el Evangelio nos habla de una vocación, la del publicano Mateo. Jesús está preparando el pequeño grupo de discípulos que han de continuar su obra de salvación. Él escoge a quien quiere: serán pescadores, o de una humilde profesión. Incluso, llama a que le siga un cobrador de impuestos, profesión menospreciada por los judíos —que se consideraban perfectos observantes de la ley—, porque la veían como muy cercana a tener una vida pecadora, ya que cobraban impuestos en nombre del gobernador romano, a quien no querían someterse.
    Es suficiente con la invitación de Jesús: «Sígueme» (Mt 9,9). Con una palabra del Maestro, Mateo deja su profesión y muy contento le invita a su casa para celebrar allí un banquete de agradecimiento. Era natural que Mateo tuviera un grupo de buenos amigos, del mismo “ramo profesional”, para que le acompañaran a participar de aquel convite. Según los fariseos, toda aquella gente eran pecadores reconocidos públicamente como tales.
    Los fariseos no pueden callar y lo comentan con algunos discípulos de Jesús: «¿Por qué come vuestro maestro con los publicanos y pecadores?» (Mt 9,10). La respuesta de Jesús es inmediata: «No necesitan médico los que están fuertes, sino los que están mal» (Mt 9,12). La comparación es perfecta: «No he venido a llamar a justos, sino a pecadores» (Mt 9,13).
    Las palabras de este Evangelio son de actualidad. Jesús continúa invitándonos a que le sigamos, cada uno según su estado y profesión. Y seguir a Jesús, con frecuencia, supone dejar pasiones desordenadas, mal comportamiento familiar, pérdida de tiempo, para dedicar ratos a la oración, al banquete eucarístico, a la pastoral misionera. En fin, que «un cristiano no es dueño de sí mismo, sino que está entregado al servicio de Dios» (San Ignacio de Antioquía).

    Ciertamente, Jesús me pide un cambio de vida y, así, me pregunto: ¿de qué grupo formo parte, de la persona perfecta o de la que se reconoce sinceramente defectuosa? ¿Verdad que puedo mejorar?

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI VENERDì 21 SETTEMBRE 2018.

    Jour liturgique : Temps ordinaire – 13e Semaine: Vendredi

    Texte de l’Évangile (Mt 9,9-13): Jésus, sortant de Capharnaüm, vit un homme, du nom de Matthieu, assis à son bureau de publicain (collecteur d’impôts). Il lui dit: «Suis-moi». L’homme se leva et le suivit. Comme Jésus était à table à la maison, voici que beaucoup de publicains et de pécheurs vinrent prendre place avec lui et ses disciples. Voyant cela, les pharisiens disaient aux disciples: «Pourquoi votre maître mange-t-il avec les publicains et les pécheurs?». Jésus, qui avait entendu, déclara: «Ce ne sont pas les gens bien portants qui ont besoin du médecin, mais les malades. Allez apprendre ce que veut dire cette parole: C’est la miséricorde que je désire, et non les sacrifices. Car je suis venu appeler non pas les justes, mais les pécheurs».

    REFLEXION DE LELLA

    PRIERE: Viens, O Esprit Saint, dans mon esprit brumeux pour me donner la force de comprendre et de vivre parfaitement ta Parole, car elle est la lumière de ma vie.

    JE VEUX LA MISERICORDE ET NON LE SACRIFICE, ce que Jésus dit et fait, ce n’est jamais sans signification, bien que dans certaines régions, il semble incompréhensible.
    Les hommes qu’il choisit ceux aux quels il dit “suis-moi”, qu’il pouvait trouver sont vraiment différents entre eux. Quand il choisit Mathieu, il le fait pendant qu’il était occupé à encaisser les taxes pour les Romains, un homme qui était habitué à faire correspondre les comptes, à exiger ce qui lui était demandé d’exiger, un homme qui rendait aux autres au fond l’obligation qui lui était faite à lui même, parce que de sa capacité à exiger les paiements, son travail dépendait et ensuite sa vie et celle de sa famille. Cela ne devait pas l’intéresser beaucoup, les difficultés que pouvaient avoir les débiteurs comme un banquier de nos jours, un usurier évaluerait tout avec aridité, sans un minimum de compréhension, même si ce n’était pas à lui d’empocher les sommes dues, mais il avait une complicité aberrante avec les bourreaux des pauvres.
    Pourtant devant Jésus il est frappé, il ne pense pas un instant à le suivre, peut-être attiré par la douceur qu’il y a dans ses yeux, c’est certain il n’était jamais regardé par personne avec cette douceur, ni de ses patrons, et encore moins des gens qu’il opprimait, mais il est attiré peut-être même par l’idée de changer vie. Être haï, être obligé à la dureté de coeur avec de l’inflexibilité cela ne devait pas lui plaire au fond mais, à qui cela plairait de faire souffrir si ce n’est à une âme cruelle qui jouit du malheur d’autrui. A un dîner, ou il participa et dans lequel étaient quelques publicains, Mathieu raconte à ses collègues et à des pécheurs, et les pharisiens le regardaient faire avec leur air suspect habituel, en murmurant contre Jésus, parce qu’il était accompagné par ces gens, et pour eux, qui avaient une mentalité très rigide, certainement qu’il n’était pas facile de comprendre, ces Jésus qui était de plus en plus près des pécheurs, ceux à qui ils croyaient devoir toutes les impuretés de la société et que par contre quand il s’adressait à eux, qui se considéraient justes, il les appelait sépulcres blanchis…..et maintenant aussi Jésus leur coupe le sifflet, en reportant une phrase du prophète Osea pris sur l’ancien testament et il dit: pour leur faire comprendre que même en connaissant bien la loi de Dieu, ils ne savaient pas l’interpréter.
    Dieu ne voulait pas de sacrifices mais de la miséricorde et dans leur stupidité ils ne voulaient pas le comprendre, et encore moins être mis au même niveau par le Seigneur que c’est publicains, pécheurs et réprouvés de la société. Encore aujourd’hui nombreux Chrétiens, qui respectent selon eux les règles, croient devoir être considéré dignes aux yeux de Dieu, tellement plus que beaucoup de pécheurs, et il serait peut-être bien qu’ils écoutent cette Parole, mais sérieusement, jusqu’à la faire entrer au plus profond de leur coeur. Les paroles du Pape ces jours-ci peuvent ne pas plaire à quelques-uns, prêts à définir ce Pape avec des surnoms ou à l’étiqueter, mais il n’est pas si différent que celui- qui aujourd’hui dit, respect à ce que dit Jésus. Madeleine ne fut pas condamné, mais pardonnée, pour cela elle put changer vie. Les femmes qui suivaient Jésus furent libérées par le péché, mais aussi des préjugé des hommes. Quand l’homme apprendra à essayer la miséricorde envers les autres, alors la miséricorde de Dieu s’ouvrira sur eux et ils seront accueilli et sauront accueillir eux aussi; ils seront pardonné et sauront pardonner aussi.

    ——————————————–
    Commentaire de l’Abbé Pere CAMPANYÀ i Ribó
    (Barcelona, Espagne)

    Aujourd’hui, l’Évangile nous parle d’une vocation, celle du publicain Mathieu. Jésus prépare le petit groupe des disciples qui devront continuer sa mission de salut. Il prend ceux qu’Il veut: des pêcheurs ou des gens d’un métier humble. Ainsi Il appelle un publicain à le suivre, profession qui était mal vue par les juifs, qui se considéraient eux comme étant les parfaits témoins de la loi, et qui se disaient que cette profession se rapprochait un peu trop d’une vie de péché car ils percevaient les impôts au nom du gouverneur romain auquel ils ne voulaient pas se soumettre.
    L’invitation de Jésus est suffisante: «Suis-moi» (Mt 9,9). Avec un seul mot du Maître, Mathieu abandonne sa profession et dans sa joie il l’invite chez lui pour un festin pour le remercier. Il va de soi que Mathieu avait de bons amis qui exerçaient le même métier que lui et qui étaient à ses cotés pour fêter cet événement. D’après les pharisiens, ils étaient tous des pécheurs reconnus par tout le monde comme tels.
    Les pharisiens ne peuvent pas se taire et font des commentaires aux disciples: «Pourquoi votre maître mange-t-il avec les publicains et les pécheurs» (Mt 9,10). La réponse de Jésus ne se fait pas attendre: «Ce ne sont pas les gens bien portants qui ont besoin du médecin, mais les malades» (Mt 9,12). L’analogie est parfaite: «Je suis venu appeler non pas les justes, mais les pécheurs» (Mt 9,13).
    Les paroles de cet Évangile sont toujours d’actualité. Jésus continue à nous inviter à le suivre, chacun selon sa condition et sa profession. Suivre Jésus, veut dire très souvent, abandonner nos passions désordonnées, nos mauvais comportements familiaux, le gaspillage du temps pour consacrer du temps à la prière, au banquet eucharistique, à l’évangélisation. Enfin, tout cela veut dire «qu’un chrétien n’est pas son propre maître, mais qu’il s’offre au service de Dieu» (Saint Ignace d’Antioche)
    Certainement, Jésus me demande des changements dans ma vie, et je me demande à quel groupe de personnes j’appartiens, à ceux qui se sentent parfaits ou bien à ceux qui se reconnaissent sincèrement comme étant imparfaits? Je peux vraiment m’améliorer, n’est-ce pas?

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