(Lc 7,11-17) Ragazzo, dico a te, àlzati!

VANGELO DI MARTEDì 18 SETTEMBRE 2018
(Lc 7,11-17) Ragazzo, dico a te, àlzati!
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
Parola del Signore

LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Ti prego, o Santo Spirito, di essermi amico, compagno fedele, nonostante le mie infedeltà. Perfezionami, perché sono piena di mancanze, non guardare le mie colpe, ma la mia voglia di appartenerti veramente e per sempre. Fa che questo mio sogno, diventi realtà.
Mentre continua il peregrinare di Gesù, seguito dai discepoli, ecco che alle porte della citta di Nain, incontrano un funerale. C’era una madre che piangeva il figliolo morto, ed era un dolore che schiacciava la donna, che non aveva più altro motivo apparentemente per vivere, perché oltre al suo unico figlio, aveva perso già anche il marito. Gesù passava di lì e si commosse davanti a tanto dolore! Vediamo ancora una volta, come successe con Lazzaro, che davanti alla morte e al dolore Gesù si commuove, che la fede deve superare il dolore attraverso la speranza della resurrezione. Questo ragazzo può simboleggiare ognuno di noi, o dei nostri figli, morto alla vita eterna a causa del peccato. Gesù va oltre la morte, perché il suo amore e la sua misericordia, lo legano alla nostra salvezza come un bene inscindibile, neanche la nostra adesione al peccato, ferma il suo perdono. Questo brano mi porta, da mamma, a pensare a quanti nostri figli, si perdono per le strade del mondo, dietro a quelle luci che li attirano, dietro a quella che si spaccia per libertà, ma che è spesso una trappola mortale. Quanti genitori perdono la speranza di vedere i loro figli tornare verso la retta via? Quanti genitori potrebbero con la loro preghiera attirare sui figli la mano salvifica del Signore, ma non lo fanno, perché anche loro sono lontani dal Signore, oppure la loro fede è inconsapevole, tiepida, o addirittura inerte. In questo li vedo che accompagnano i loro figli ormai morti alla grazia, e neanche si rendono conto della misericordia di Gesù. Abbiamo visto la supplica del centurione pagano, ricordiamo quella della figlia del capo della sinagoga e quella delle sorelle di Lazzaro… di questa vedova non leggiamo la supplica, ma vediamo le lacrime di dolore, che commossero Gesù. Credo che non servano parole per spiegare che la salvezza è una grazia che Gesù brama di concedere, perché la nostra vita è la sua gioia. La madre gioisce per il ritorno in vita del figlio, come la Madonna, Madre della Chiesa, esulta per la conversione dei peccatori, figli strappati alla morte. Non limitiamoci ad andare nei Santuari a fare i turisti, ma riportiamo con noi, impressi nel nostro cuore, i messaggi della Madonna. Preghiera e digiuno per la salvezza dei peccatori, senza dimenticare MAI, che noi siamo tra questi, e che dobbiamo amare il nostro prossimo come Dio ci ama. Santa Maria , Madre di Dio e Madre nostra,prega per NOI PECCATORI.
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Rev. D. Joan SERRA i Fontanet (Barcelona, Spagna)


Oggi, due comitive si trovano. Una comitiva che accompagna la morte e l’altra che accompagna la vita. Una povera vedova, seguita dalla famiglia e dagli amici, portava suo figlio al cimitero e all’improvviso, vede la folla che andava con Gesù. Le due comitive si incrociano e si fermano, e Gesù dice alla madre che andava a seppellire suo figlio: « Non piangere!» (Lc 7,13). Tutti rimangono a guardare Gesù, che non resta indifferente al dolore e alla sofferenza di quella povera madre, ma, al contrario, sente compassione e ridà la vita a suo figlio. È che trovare Gesù è trovare la vita, poiché Gesù disse di se stesso: «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25). San Braulio di Zaragoza scrive: «La speranza della risurrezione deve confortarci, perché ritorneremo a vedere nel cielo quelli che abbiamo perso qui». Con la lettura del brano del Vangelo che ci parla della risurrezione del giovane di Nain, si potrebbe rimarcare la divinità di Gesù e insistere nella stessa, dicendo che soltanto Dio può ritornare un giovane alla vita; ma oggi preferirei porre in rilievo la sua umanità, per non vedere Gesù come un essere distante, come un personaggio molto diverso da noi, o come qualcuno così importante da non suscitare la fiducia che può ispirarci un buon amico. I cristiani dobbiamo sapere imitare Gesù. Dobbiamo chiedere a Dio la grazia di essere Cristo per gli altri. ¡Magari se ognuno che ci veda, potesse contemplare un’immagine di Gesù nella terra! Quelli che vedevano San Francesco di Assisi, per esempio, vedevano l’immagine viva di Gesù. Santi sono quelli che portano Gesù nelle proprie parole e opere e imitano il suo modo di attuare e la sua bontà. La nostra società ha bisogno di santi e tu puoi essere uno di loro nel tuo ambiente.
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3 pensieri riguardo “(Lc 7,11-17) Ragazzo, dico a te, àlzati!”

  1. VERSIONE IN INGLESE DI MARTEDì 18 SETTEMBRE 2018
    Liturgical day: Sunday 10th (C) in Ordinary Time
    Gospel text (Lc 7,11-17): Jesus went to a town called Naim and many of his disciples went with him —a great number of people. As He reached the gate of the town, a dead man was being carried out. He was the only son of his mother and she was a widow; there followed a large crowd of townspeople. On seeing her, the Lord had pity on her and said, «Don’t cry». Then He came up and touched the stretcher and the men who carried it stopped. Jesus then said, «Young man, awake, I tell you». And the dead man got up and began to speak, and Jesus gave him to his mother. A holy fear came over them all and they praised God saying, «A great prophet has appeared among us; God has visited his people». This news spread out in the Jewish country and the surrounding places.
    ————————————————
    MY REFLECTION
    PRAYER
    I beg you, O Holy Spirit, be my friend, faithful companion, in spite of my infidelity. Perfezionami because they are full of shortcomings, do not look at my faults, but my desire to really belong to you and forever. Let this my dream come true.
    While continuing the wandering of Jesus, followed by his disciples, behold, at the gates of the city of Nain, they encounter a funeral. There was a mother who cried her son died, and it was a pain that crushed the woman, who apparently had no other reason to live, because in addition to his only son, he had already lost her husband too.
    Jesus was passing by and was moved in front of so much pain! We see once again, as it did with Lazarus, who before death and pain Jesus is moved, that faith must overcome the pain through the hope of the resurrection. This guy can symbolize each of us, or our children, dead to eternal life because of sin.
    Jesus goes beyond death, because his love and his mercy, bind him to our salvation as a good inseparable, even our attachment to sin, stops his forgiveness.
    This song takes me, from mom, think about how our children are lost in the streets of the world, behind those lights that attract them, behind the one who claims to freedom, but that is often a death trap. How many parents lose hope of seeing their children return to the right path? How many parents with their prayers could attract the children the Lord’s saving hand, but they do not, because they are away from the Lord, or their faith is unaware, warm, or even inert.
    In this I see them accompanying their children now dead to grace, and not even realize the mercy of Jesus.
    We saw the words of the Centurion pay, remember that the daughter of the ruler of the synagogue and the sisters of Lazarus, of the widow … do not read the petition, but we see the tears of pain that moved Jesus I believe that you have no words to explain that salvation is a grace that Jesus longs to give, so that our life is his joy.
    The mother rejoices in the return to life of the child, as Our Lady, Mother of the Church rejoices in the conversion of sinners, children torn to death. Do not let’s go to the shrines to make the tourists, but we report with us, etched in our hearts, Our Lady’s messages. Prayer and fasting for the salvation of sinners, not to mention NEVER, that we are among them, and that we should love our neighbor as God loves us.
    Holy Mary, Mother of God and our Mother, pray for us sinners.
    ———————————-
    Fr. Joan SERRA i Fontanet
    (Barcelona, Spain)

    Today, two groups of people cross each other’s path… One group escorting the death; the other one escorting the life. A poor widow, followed by her relatives and friends, is carrying out his only son to the cemetery while, suddenly, she sees a lot of people following Jesus. The two groups of people get together and they come to a halt, while Jesus tells the mother that was going to lay to rest her son: «Don’t cry» (Lk 7:13). The crowd looked at Jesus, who was not indifferent to that mother’s pain and suffering, but feeling deeply sorry for her, He brings her son back to life. For, finding Jesus is to find life, as Jesus said about Himself: «I am the resurrection and the life» (Jn 11:25). St. Braulio of Saragossa writes: «Let the hope of resurrection encourage us, then, because we shall see again those whom we lose here below».
    In reading this fragment of the Gospel about the resurrection of that young man of Naim, we could emphasize Jesus’ divinity and stand fast on it, by saying that only God could have brought back his life to this young man; but, today, I would rather stress Jesus Humanity as, here, we do not see Jesus as a remote being, or as someone very different to us, or even somebody so important that He could not arouse in us the confidence and trust a good friend would.
    We, Christians, must learn to emulate Jesus. We must ask God the grace to be like Christ for the others. How wonderful if others could see us as Jesus’ very image on this earth! Those who saw St. Francis of Assissi, for instance, were also seeing Jesus’ image. Saints are those that carry Jesus in their words and deeds, and imitate his way of doing things and his goodness. Our society need saints and you can be one in your environment.

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI MARTEDì 18 SETTEMBRE 2018
    Día litúrgico: Domingo X (C) del tiempo ordinario
    Texto del Evangelio (Lc 7,11-17): En aquel tiempo, Jesús se fue a una ciudad llamada Naím, e iban con Él sus discípulos y una gran muchedumbre. Cuando se acercaba a la puerta de la ciudad, sacaban a enterrar a un muerto, hijo único de su madre, que era viuda, a la que acompañaba mucha gente de la ciudad. Al verla el Señor, tuvo compasión de ella, y le dijo: «No llores». Y, acercándose, tocó el féretro. Los que lo llevaban se pararon, y Él dijo: «Joven, a ti te digo: levántate». El muerto se incorporó y se puso a hablar, y Él se lo dio a su madre. El temor se apoderó de todos, y glorificaban a Dios, diciendo: «Un gran profeta se ha levantado entre nosotros», y «Dios ha visitado a su pueblo». Y lo que se decía de Él, se propagó por toda Judea y por toda la región circunvecina.
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    MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Te ruego, oh Espíritu Santo, sea mi amigo, compañero fiel, a pesar de mi infidelidad. Perfeccioname porque estoy llenos de defectos, no mires a mis defectos, pero mi deseo de pertenecer realmente a usted y para siempre. Que este mi sueño hecho realidad.
    Mientras continúa el deambular de Jesús, seguido por sus discípulos, he aquí, a las puertas de la ciudad de Nain, se encuentran con un funeral. Había una madre que lloraba a su hijo muerto, y era un dolor que aplastó a la mujer, que al parecer no tenía otra razón para vivir, porque además de su único hijo, que ya había perdido a su marido también.
    Jesús pasaba y se colocó delante de tanto dolor! Vemos una vez más, como lo hizo con Lázaro, que antes de la muerte y el dolor de Jesús se conmueve, que la fe debe superar el dolor a través de la esperanza de la resurrección. Este chico puede simbolizar cada uno de nosotros, o nuestros hijos, muertos a la vida eterna por el pecado.
    Jesús va más allá de la muerte, porque su amor y su misericordia, él se unen a nuestra salvación como un buen inseparables, incluso nuestro apego al pecado, detiene su perdón.
    Esta canción me lleva, de la mamá, piensa en cómo se pierden nuestros hijos en las calles del mundo, detrás de esas luces que les atraen, por detrás de la persona que reclama la libertad, sino que a menudo es una trampa mortal. ¿Cuántos padres pierden la esperanza de ver a sus hijos regresen a la senda correcta? ¿Cuántos padres con sus oraciones puedan atraer a los niños mano salvadora del Señor, pero no lo hacen, ya que están lejos del Señor, o su fe no es consciente, caliente, o incluso inerte.
    En esto veo que los acompañen a sus hijos ya muertos a la gracia, y no se dan cuenta la misericordia de Jesús
    Ayer vimos las palabras del pago Centurion, recuerdamos la hija del jefe de la sinagoga y de las hermanas de Lázaro, de la viuda … no lee la petición, pero no vemos las lágrimas de dolor que movió a Jesús creo que no tiene palabras para explicar que la salvación es una gracia que Jesús quiere dar, para que nuestra vida es su alegría.
    La madre se regocija en el retorno a la vida del niño, como la Virgen, Madre de la Iglesia se alegra en la conversión de los pecadores, los niños desgarrado a la muerte. No vamos a ir a los santuarios para que los turistas, pero nos informan con nosotros, grabado en nuestros corazones, mensajes de Nuestra Señora. Oración y ayuno por la salvación de los pecadores, por no hablar nunca, que estamos entre ellos, y que debemos amar a nuestro prójimo como Dios nos ama.Santa María, Madre de Dios y Madre nuestra, ruega por nosotros pecadores.
    ——————————
    Rev. D. Joan SERRA i Fontanet
    (Barcelona, España)

    Hoy, dos comitivas se encuentran. Una comitiva que acompaña a la muerte y otra que acompaña a la vida. Una pobre viuda, seguida por sus familiares y amigos, llevaba a su hijo al cementerio y de pronto, ve la multitud que iba con Jesús. Las dos comitivas se cruzan y se paran, y Jesús dice a la madre que iba a enterrar a su hijo: «No llores» (Lc 7,13). Todos se quedan mirando a Jesús, que no permanece indiferente al dolor y al sufrimiento de aquella pobre madre, sino, por el contrario, se compadece y le devuelve la vida a su hijo. Y es que encontrar a Jesús es hallar la vida, pues Jesús dijo de sí mismo: «Yo soy la resurrección y la vida» (Jn 11,25). San Braulio de Zaragoza escribe: «La esperanza de la resurrección debe confortarnos, porque volveremos a ver en el cielo a quienes perdemos aquí».
    Con la lectura del fragmento del Evangelio que nos habla de la resurrección del joven de Naím, podría remarcar la divinidad de Jesús e insistir en ella, diciendo que solamente Dios puede volver un joven a la vida; pero hoy preferiría poner de relieve su humanidad, para que no veamos a Jesús como un ser lejano, como un personaje tan diferente de nosotros, o como alguien tan excesivamente importante que no nos inspire la confianza que puede inspirarnos un buen amigo.
    Los cristianos hemos de saber imitar a Jesús. Debemos pedir a Dios la gracia de ser Cristo para los demás. ¡Ojalá que todo aquél que nos vea, pueda contemplar una imagen de Jesús en la tierra! Quienes veían a san Francisco de Asís, por ejemplo, veían la imagen viva de Jesús. Los santos son aquellos que llevan a Jesús en sus palabras y obras e imitan su modo de actuar y su bondad. Nuestra sociedad tiene necesidad de santos y tú puedes ser uno de ellos en tu ambiente.

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI MARTEDì 18 SETTEMBRE 2018
    Jour liturgique : Temps ordinaire – 10e Semaine: Dimanche (C)
    Texte de l’Évangile (Lc 7,11-17): Jésus se rendait dans une ville appelée Naïm. Ses disciples faisaient route avec lui, ainsi qu’une grande foule. Il arriva près de la porte de la ville au moment où l’on transportait un mort pour l’enterrer ; c’était un fils unique, et sa mère était veuve. Une foule considérable accompagnait cette femme. En la voyant, le Seigneur fut saisi de pitié pour elle, et lui dit : «Ne pleure pas.» Il s’avança et toucha la civière ; les porteurs s’arrêtèrent, et Jésus dit : «Jeune homme, je te l’ordonne, lève-toi. » Alors le mort se redressa, s’assit et se mit à parler. Et Jésus le rendit à sa mère. La crainte s’empara de tous, et ils rendaient gloire à Dieu : «Un grand prophète s’est levé parmi nous, et Dieu a visité son peuple.» Et cette parole se répandit dans toute la Judée et dans les pays voisins.
    ————————————-
    REFLEXION de Lella:

    PRIERE : “Je t’en supplie, ô Esprit Saint, soit mon ami, mon compagnon fidèle, en dépit de mon infidélité. Perfectionne moi parce que je suis pleins de défauts, ne regarde pas mes fautes, mais mon désir de vraiment vous appartenir et à jamais. Fait que ce rêve devienne réalité.”

    – Pendant que continue les pérégrinations de Jésus, suivi par les disciples, voilà qu’à la portes de la ville de Nain, ils rencontrent un enterrement. Il y avait une mère qui pleurait son fils mort, et c’était une douleur qui écrasait la femme qui n’avait apparemment plus d’autre motif pour vivre, parce qu’au-delà de son fils unique, elle avait aussi déjà perdu son mari.
    Jésus passait par là et devant tant de douleur il fut ému ! Nous voyons encore une fois, comme avec Lazare, que devant la mort et la douleur Jésus s’émeut, que la foi doit dépasser la douleur à travers l’espoir de la résurrection. Ce garçon peut symboliser chacun de nous, ou de nos enfants, mort à la vie éternelle à cause du péché.
    Jésus va au-delà de la mort, parce que son amour et sa miséricorde le lient à notre salut comme un bien inséparable, meme pas notre adhésion au péché, n’arrête son pardon.
    Ce passage m’apporte, en maman, à penser à combien de nos enfants se perdent par les rues du monde, derrière ces lumières qui les attirent, derrière celle qui se vend par liberté, mais qui est souvent un piège mortel.
    Combien de parents perdent l’espoir de voir leurs fils revenir vers le droite chemin?Combien de parents pourraient avec leur prière attirer sur leurs enfants la main salvatrice du Seigneur, mais ils ne le font pas, parce qu’eux aussi sont loin du Seigneur, ou leur foi est inconsciente, tiède, ou vraiment inerte.
    En ceci je les vois qui accompagne leurs fils morts à la grâce maintenant, et ils se rendent meme pas compte de la miséricorde de Jésus.
    Nous avons vu la supplication du centurion païen, rappelons nous celle de la fille du chef de la synagogue et celle des soeurs de Lazare…. de cette veuve nous ne lisons pas la supplication, mais nous voyons les larmes de douleur, qui émeuvent Jésus.
    Je crois que cela ne sert à rien des paroles pour expliquer que le salut est une grâce que Jésus désire ardemment l’accorder, parce que notre vie est sa joie.
    Cette mère jouit pour le retour à la vie de son fils comme la Sainte Vierge, Mère de l’Église exulte pour la conversion des pécheurs fils arrachés à la mort.
    Nous ne nous limitons pas pour aller dans les Sanctuaires et faire les touristes, mais reportons avec nous, gravé dans notre coeur, les messages de la Sainte Vierge.
    Prière et jeûne pour le salut des pécheurs, sans oublier JAMAIS, que nous sommes parmi ceux-ci, et que nous devons aimer notre prochain comme Dieu nous aimes.
    Sainte Marie, Mère de Dieu et notre Mère prié pour NOUS PÉCHEURS.
    —————————————
    Abbé Joan SERRA i Fontanet
    (Barcelona, Espagne)

    Aujourd’hui, deux cortèges se rencontrent. Un cortège qui accompagne la mort, et un autre qui accompagne la vie. Une pauvre veuve, suivie par ses familiers et amis, amenait son fils au cimetière et soudainement, voit la multitude qui allait avec Jésus. Les deux cortèges se croisent et s’arrêtent, et Jésus dit à la mère qui allait enterrer son fils: «Ne pleure pas» (Lc 7,13). Tous les regards se posent sur Jésus, qui ne demeure pas indifférent à la douleur et à la souffrance de cette pauvre mère, sinon au contraire, qui sent la compassion et rend la vie à son fils. C’est que croiser Jésus, c’est trouver la vie, ce qu’il dit de lui-même: «Je suis la résurrection et la vie» (Jn 11,25). Saint Braulio de Zaragoza écrit: «L’espérance de la résurrection doit nous consoler, car nous verrons au ciel ceux que nous avons perdu ici».
    Avec la lecture du fragment de l’Évangile qui nous parle de la résurrection du jeune Naïm, on pourrait insister à nouveau sur la divinité de Jésus, en disant que seulement Dieu peut rendre la vie à un jeune; mais aujourd’hui je préfèrerais mettre en évidence son humanité, pour que nous ne voyons pas Jésus comme un être lointain, comme un personnage tant différent à nous, ou comme quelqu’un si excessivement important qui ne nous inspire pas la confiance que peut nous inspirer un bon ami.
    Les chrétiens doivent apprendre à imiter Jésus. Nous devons demander à Dieu qu’il nous donne la grâce d’être Christ pour les autres. Si seulement tous ceux qui nous voyaient pouvaient contempler une image de Jésus sur la terre! Qui voyait Saint François d’Assis, par exemple, voyait l’image vivante de Jésus. Les saints sont ceux qui portent Jésus dans leurs paroles et leurs oeuvres et imitent sa façon d’agir et sa bonté. Notre société a soif de saint et tu peux être l’un deux dans ton entourage.

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