(Gv 6,52-59) La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

https://bricioledivangelo.blogspot.it/2018/04/gv-652-59-la-mia-carne-e-vero-cibo-e-il.html

VANGELO DI VENERDì 20 APRILE 2018
(Gv 6,52-59) La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.
Parola del Signore

LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito e guidami per capire il senso delle parole di Gesù, perchè io so che senza di Te potrei soolo sbagliare.

I giudei discutevano tra di loro, ma non chiedevano spiegazioni a Gesù; questo li faceva restare fermi nei loro pregiudizi,e gli impediva di capire che Gesù stava anticipando loro il senso della comunione con Lui.
Lui che dona tutto se stesso per amore non viene capito, perchè ?
Eppure Gesù era lì, insieme a loro, non potevano mettersi ai suoi piedi e parlare con Lui, chiedere a Lui stesso di fargli capire quello che non riuscivano interpretare? Perché stavano lì a discutere tra di loro? Perché non volevano capire, ma solo contestare e rifiutare.
Quante volte non capiamo i progetti di Dio su di noi, ed ecco che subito ci mettiamo a dire tutto quello che non va, perché proprio a noi, che cosa abbiamo fatto di male, e parliamo… continuiamo a discutere, ma non ci mettiamo ai suoi piedi per parlare con Lui.
————————————–
COMMENTO DI:

Rev. D. Àngel CALDAS i Bosch
(Salt, Girona, Spagna)
Oggi, Gesù fa tre dichiarazioni capitali quali: che si deve mangiare la carne del Figlio dell’uomo e bere il suo sangue; che se non si fà la Comunione non si può aver vita; e che questa vita è la vita eterna ed è condizione per la risurrezione (cf. Gv 6,53.58). Non vi è nient’altro nel Vangelo che sia così chiaro, così evidente e definitivo come queste affermazioni di Gesù.
Non sempre i cattolici siamo all’altezza di ciò che merita l’Eucaristia: a volte pretendiamo “vivere” senza le condizioni di vita segnalate de Gesù e, come scrisse Giovanni Paolo II, «l’Eucaristia è un dono troppo grande per ammettere ambiguità e diminuzioni».
“Mangiare per vivere”: mangiare la carne del Figlio dell’uomo per vivere come il Figlio dell’uomo. Questo mangiare si chiama “comunione”. Si tratta di un “mangiare”, e diciamo “mangiare” affinché rimanga chiara la necessità dell’assimilazione, dell’identificazione con Gesù. Si comunica per mantenere la unione: per pensare come Lui, per parlare come Lui, per amare come Lui. I cristiani avevamo bisogno dell’enciclica eucaristica di Giovanni Paolo II, La Chiesa vive dell’Eucaristia. Si tratta di un’enciclica appassionata: è “fuoco” perché l’Eucaristia è incandescente.
«Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi» (Lc 22,15), disse Gesù la sera del Giovedì Santo. Dobbiamo recuperare il fervore eucaristico. Nessun’altra religione ha una simile iniziativa. È Dio stesso che scende fino al cuore dell’uomo per stabilire una misteriosa relazione d’amore. E da lì si costruisce la Chiesa e prende parte nel dinamismo apostolico ed ecclesiale dell’Eucaristia.
Stiamo toccando la profondità stessa del mistero, come Tommaso, che tocca le ferite di Cristo Risorto. Noi cristiani dovremo rivedere la nostra fedeltà al fatto eucaristico, così come Gesù lo ha rivelato e la Chiesa ce lo propone. Dobbiamo rivivere la “tenerezza” verso l’Eucaristia: genuflessioni pausate e ben fatte, incremento del numero delle comunioni spirituali… E, a partire dall’Eucaristia gli uomini ci appariranno sacri, così come sono. E li serviremo con una rinnovata tenerezza.

Annunci

4 pensieri riguardo “(Gv 6,52-59) La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.”

  1. VERSIONE IN INGLESE DI VENERDì 20 APRILE 2018

    Liturgical day: Friday 3rd of Easter

    View 1st Reading and Psalm
    Gospel text (Jn 6,52-59): The Jews were arguing among themselves, «How can this man give us flesh to eat?». So Jesus replied, «Truly, I say to you, if you do not eat the flesh of the Son of Man and drink his blood, you have no life in you. The one who eats my flesh and drinks my blood live with eternal life and I will raise him up on the last day. My flesh is really food and my blood is drink. Those who eat my flesh and drink my blood, live in me and I in them. Just as the Father, who is life, sent me and I have life from the Father, so whoever eats me will have life from me. This is the bread which came from heaven; unlike that of your ancestors, who ate and later died. Those who eat this bread will live forever». Jesus spoke in this way in Capernaum when he taught them in the synagogue.
    —————————————————
    MY REFLECTION
    PRAYER
    Come or Holy Spirit and guide me to understand the meaning of the words of Jesus, because I know that without you I could only go wrong.
    The Jews were discussing among themselves, but they did not ask for explanations to Jesus; this made them stand firm in their prejudices, and prevented them from understanding that Jesus was anticipating the sense of communion with him.
    He who gives himself everything for love is not understood, why?
    Yet Jesus was there, along with them, could not stand at his feet and talk to Him, ask Himself to make them understand what they could not interpret? Why were they there talking to each other? Because they did not want to understand, but only to challenge and reject.
    How many times we do not understand God’s plans on us, and here we are going to say everything that is wrong, because it is us, what we have done wrong, and we talk … we continue to discuss, but we do not his feet to talk with him.

    —————————————————-
    COMMENT OFF:

    Fr. Àngel CALDAS i Bosch
    (Salt, Girona, Spain)

    Today, Jesus makes three key avowals, such as: that we are to eat the flesh of the Son of Man and drink his blood; that if we do not take the Holy Communion we cannot have life; and that this life is the eternal life and the condition for resurrection (cf. Jn 6:53-58). There is nothing in the Gospel so clear, so emphatic and so definite as these statements of Jesus.
    We Catholics are not always up to the level the Eucharist requires: at times, we try “to live” without the living conditions set up by Jesus and, yet, as John Paul II has written «Eucharist is too big a gift to admit any ambiguities and reductions».
    “Eat to live”: to eat the flesh of the Son of Man is to live as the Son of Man. This food is called “communion”. It is “food”, and we say “food” so that there is no doubt with respect to its assimilation, to its identification with Jesus. We receive Holy Communion to remain united: to think like him, to speak like him, to love like him. We Christians were missing John Paul II’s Eucharistic Encyclical, The Church lives from the Eucharist. It is a passionate encyclical: it is “fire” because the Eucharist is ardent.
    «How I have longed to eat this Passover with you before my death!» (Lk 22:15), Jesus was saying that evening of the Holy Thursday. We have to recuperate the Eucharistic fervor. No other religion has a similar initiative. It is God himself who descends to man’s heart to establish a mysterious love relationship. And as of that point the Church is built and participates in the Eucharist apostolic dynamism and eclesial mission.
    We are actually digging into the entrails of the mystery, as Thomas did when he was touching the wounds of Christ resurrected. We Christians should revise our fidelity to the Eucharistic fact just as Jesus Christ has revealed it and the Church proposes it to us. And we should live once more the “tenderness” towards the Eucharist: well made and slow genuflexions, increase the number of spiritual communions… And, starting from the Eucharist, men will look sacred, as they just are. And we shall serve them with renewed tenderness.

    Mi piace

  2. VERSIONE IN FRANCESE VENERDI 20 APRILE 2018.

    Jour liturgique : Temps de Pâques – 3e Semaine: Vendredi

    Texte de l’Évangile (Jn 6,52-59): Les Juifs discutaient entre eux: «Comment cet homme-là peut-il nous donner sa chair à manger?». Jésus leur dit alors: «Amen, amen, je vous le dis: si vous ne mangez pas la chair du Fils de l’homme, et si vous ne buvez pas son sang, vous n’aurez pas la vie en vous. Celui qui mange ma chair et boit mon sang a la vie éternelle; et moi, je le ressusciterai au dernier jour. En effet, ma chair est la vraie nourriture, et mon sang est la vraie boisson. Celui qui mange ma chair et boit mon sang demeure en moi, et moi je demeure en lui. De même que le Père, qui est vivant, m’a envoyé, et que moi je vis par le Père, de même aussi celui qui me mangera vivra par moi. Tel est le pain qui descend du ciel: il n’est pas comme celui que vos pères ont mangé. Eux, ils sont morts; celui qui mange ce pain vivra éternellement». Voilà ce que Jésus a dit, dans son enseignement à la synagogue de Capharnaüm.

    REFLEXION DE LELLA

    PRIERE: Viens o Esprit Saint et guide-moi pour comprendre la signification des Paroles de Jésus, car je sais que sans Toi je ne pourrais que faire des erreurs.

    – Les Juifs discutaient entre eux, mais ne demandaient pas d’explications à Jésus; cela les a fait tenir fermement dans leurs préjugés, et les a empêchés de comprendre que Jésus anticipait leur sens de la communion avec lui. Lui qui se donne tout par Amour n’est pas compris, pourquoi? Pourtant, Jésus était là, avec eux, ils ne pouvaient pas se tenir à ses pieds et parler avec Lui, Lui demander de leur faire comprendre ce qu’ils ne pouvaient pas interpréter? Parce qu’ils étaient là à se parler entre eux? Parce qu’ils ne voulaient pas comprendre, mais seulement pour le défier et le rejeter. Combien de fois nous ne comprenons pas les plans de Dieu pour nous, et ici nous allons dire tout ce qui est faux, parce que c’est nous, ce que nous avons mal fait, et nous parlons … nous continuons à discuter, mais nous ne nous mettons pas à ses pieds pour parler avec lui.
    ______________________________________________
    COMMENTAIRE DE:
    Commentaire de l’Abbé Àngel CALDAS i Bosch
    (Salt, Girona, Espagne)

    Aujourd’hui Jésus affirme trois vérités incontournables: nous devons manger et boire le corps et le sang du Fils de Dieu, si nous ne prenons pas l’Eucharistie nous ne pouvons pas avoir la Vie, nous sommes déjà dans la vie éternelle et cette vie est l’unique condition pour la résurrection (cf. Jn 6,53-58). Rien n’est plus clair dans l’Evangile que ces trois affirmations.
    Souvent nous, les catholiques, nous ne sommes pas à la hauteur des conditions requises pour recevoir l’Eucharistie: parfois nous prétendons “vivre” sans pour autant satisfaire les conditions de vie demandées par Jésus, et pourtant comme l’a écrit Jean Paul II: «L’Eucharistie est un don si grand qu’il n’accepte pas d’ambiguïtés ou réductions».
    “Manger pour vivre”: manger le corps du Fils de l’Homme afin de “vivre” comme le Fils de l’Homme. Ici manger signifie prendre l’Eucharistie. C’est “manger”. Et le terme “manger” est utilisé afin que le besoin d’une ressemblance et d’une identification avec Jésus soit évident: nous devons communier afin de conserver cette union intacte, c’est à dire: afin de penser, parler et aimer comme Lui. Nous, les Chrétiens, avions vraiment besoin de l’encyclique de Jean Paul II “L’église vit dans l’Eucharistie”. C’est une encyclique remplie de passion: elle est comme un “feu” car l’Eucharistie est brûlante.
    «J’ai ardemment désiré manger cette Pâque avec vous avant de souffrir!» (Lc 22,15) leur dit Jésus le soir du Jeudi Saint. Nous devons retrouver la ferveur eucharistique. Aucune autre religion n’a une telle initiative. C’est Dieu Lui-même qui vient directement dans le cœur de l’homme afin d’établir avec lui une mystérieuse et extraordinaire relation d’amour. Et à partir de cette union s’établit l’Eglise et ainsi nous prenons part à l’activité apostolique et ecclésiastique de l’Eucharistie.
    Nous sommes à l’intérieur même du mystère, comme Thomas, qui touche les plaies de Jésus crucifié. En tant que chrétiens, nous devons réévaluer notre dévouement au mystère eucharistique tel que le Christ nous le révèle et comme l’Eglise nous le propose. Et nous devons retrouver cette tendresse envers l’Eucharistie et le respect d’antan: des génuflexions bien posées, plus de communions spirituelles,… Et à partir de l’Eucharistie notre prochain nous semblera plus saint tel qu’il est ainsi nous pourrons nous mettre à son service avec un dévouement tout nouveau.

    Mi piace

  3. VERSIONE IN SPAGNOLO DI VENERDì 20 APRILE 2018
    Día litúrgico: Viernes III de Pascua

    Ver 1ª Lectura y Salmo
    Texto del Evangelio (Jn 6,52-59): En aquel tiempo, los judíos se pusieron a discutir entre sí y decían: «¿Cómo puede éste darnos a comer su carne?». Jesús les dijo: «En verdad, en verdad os digo: si no coméis la carne del Hijo del hombre, y no bebéis su sangre, no tenéis vida en vosotros. El que come mi carne y bebe mi sangre, tiene vida eterna, y yo le resucitaré el último día. Porque mi carne es verdadera comida y mi sangre verdadera bebida. El que come mi carne y bebe mi sangre, permanece en mí, y yo en él. Lo mismo que el Padre, que vive, me ha enviado y yo vivo por el Padre, también el que me coma vivirá por mí. Este es el pan bajado del cielo; no como el que comieron vuestros padres, y murieron; el que coma este pan vivirá para siempre». Esto lo dijo enseñando en la sinagoga, en Cafarnaúm.
    —————————————-

    MI REFLEJO
    ORACIÓN
    Ven o Espíritu Santo y guíame para comprender el significado de las palabras de Jesús, porque sé que sin ti solo podría salir mal.
    Los judíos estaban discutiendo entre ellos, pero no pidieron explicaciones a Jesús; esto los hizo mantenerse firmes en sus prejuicios y les impidió comprender que Jesús les estaba anticipando el sentido de comunión con él.
    Aquel que se entrega a sí mismo por amor no se comprende, ¿por qué?
    Sin embargo, Jesús estaba allí, junto con ellos, no podía pararse a sus pies y hablar con Él, preguntarse a sí mismo para que entendieran lo que no podían interpretar. ¿Por qué estaban allí hablando el uno al otro? Porque no querían entender, solo desafiar y rechazar.
    Cuantas veces no entendemos los planes de Dios sobre nosotros, y aquí vamos a decir todo lo que está mal, porque somos nosotros, lo que hemos hecho mal, y hablamos … seguimos discutiendo, pero no lo hacemos sus pies para hablar con él.
    —————————————–
    COMENTARIO DE:

    Rev. D. Àngel CALDAS i Bosch
    (Salt, Girona, España)

    Hoy, Jesús hace tres afirmaciones capitales, como son: que se ha de comer la carne del Hijo del hombre y beber su sangre; que si no se comulga no se puede tener vida; y que esta vida es la vida eterna y es la condición para la resurrección (cf. Jn 6,53.58). No hay nada en el Evangelio tan claro, tan rotundo y tan definitivo como estas afirmaciones de Jesús.
    No siempre los católicos estamos a la altura de lo que merece la Eucaristía: a veces se pretende “vivir” sin las condiciones de vida señaladas por Jesús y, sin embargo, como ha escrito San Juan Pablo II, «la Eucaristía es un don demasiado grande para admitir ambigüedades y reducciones».
    “Comer para vivir”: comer la carne del Hijo del hombre para vivir como el Hijo del hombre. Este comer se llama “comunión”. Es un “comer”, y decimos “comer” para que quede clara la necesidad de la asimilación, de la identificación con Jesús. Se comulga para mantener la unión: para pensar como Él, para hablar como Él, para amar como Él. A los cristianos nos hacía falta la encíclica eucarística de Juan Pablo II, La Iglesia vive de la Eucaristía. Es una encíclica apasionada: es “fuego” porque la Eucaristía es ardiente.
    «Vivamente he deseado comer esta Pascua con vosotros antes de padecer» (Lc 22,15), decía Jesús al atardecer del Jueves Santo. Hemos de recuperar el fervor eucarístico. Ninguna otra religión tiene una iniciativa semejante. Es Dios que baja hasta el corazón del hombre para establecer ahí una relación misteriosa de amor. Y desde ahí se construye la Iglesia y se toma parte en el dinamismo apostólico y eclesial de la Eucaristía.
    Estamos tocando la entraña misma del misterio, como Tomás, que palpaba las heridas de Cristo resucitado. Los cristianos tendremos que revisar nuestra fidelidad al hecho eucarístico, tal como Cristo lo ha revelado y la Iglesia nos lo propone. Y tenemos que volver a vivir la “ternura” hacia la Eucaristía: genuflexiones pausadas y bien hechas, incremento del número de comuniones espirituales… Y, a partir de la Eucaristía, los hombres nos aparecerán sagrados, tal como son. Y les serviremos con una renovada ternura.

    Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...