(Gv 8,31-42) Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.

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VANGELO DI MERCOLEDì 201 MARZO 2018
(Gv 8,31-42) Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
Parola del Signore

LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Vieni o Santo Spirito e illumina la mia mente, fa che possa comprendere quanto il Mio Signore cerca di insegnarmi. Quando pronuncio queste parole : -Il mio Signore- Ho sempre un brivido che mi percorre la schiena, perché ho sempre paura di appartenere a quel gruppo di persone, che ripete “ mio Dio” solo con la bocca. (Mt. 7, 21) Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In questo brano del Vangelo Gesù parla a coloro che gli hanno creduto, quindi mi sento chiamata in causa, perché credo! Purtroppo però non basta credere, non basta sapere cosa si dovrebbe fare, come bisognerebbe agire; bisogna fare il bene che Dio vuole e non quello che ci conviene o ci resta più facile. La nostra fede è veramente piccola, anche se ci costa, già così, tanta fatica. Quello che ci occorre più di tutto è la perseveranza, la continuità del rapporto con Dio, la presenza continua dello Spirito Santo , nella nostra vita; ma questa fiammella dobbiamo sempre mantenerla accesa. Le Scritture son chiare, ci fanno vedere la necessità che abbiamo di pregare, se vogliamo salvarci. Bisogna sempre pregare, né mai stancarsi (Lc. 18,1). Vegliate ed orate per non cadere in tentazione(Mt. 26,41). Chiedete ed otterrete (Mt. 7,7),perchè chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. ( Mt. 7,24). Chi crede in Dio si affida alle sue prole,si fida del Figlio e non cerca di rinnegarlo; chi credein Dio e lo chiama Signore, sa di non avere un padrone che lo rende schiavo, ma un Padre Buono che lo rende figlio. Sappiamo che senza di Lui non possiamo nulla, neanche le cose più piccole ci riescono, e come dice Paolo, “ infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio.” (Rm.7,19) “Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’ altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.” (Rm. 7,22-23) Non fidiamoci quindi di noi stessi,ma chiediamo in preghiera a Dio, la forza di perseverare, la forza di superare la nostra imprudenza, il nostro orgoglio spirituale, che troppo spesso c fa sentire migliori di ciò che siamo, ricordando che ogni cosa buona che troviamo in noi,viene da Dio e da Lui solo!

COMMENTO DI:
Rev. D. Iñaki BALLBÉ i Turu (Terrassa, Barcelona, Spagna)
Oggi, quando mancano pochi giorni alla Settimana Santa, il Signore ci chiede di lottare per vivere cose molto concrete, piccole, ma, a volte non facili. Nel corso della riflessione lo spiegheremo: fondamentalmente si tratta di perseverare nella Sua parola. Come è importante riferire la nostra vita sempre al Vangelo! Chiediamoci: che cosa farebbe Gesù in questa situazione che devo affrontare? Come trattare questa persona difficile per me? Quale sarebbe la Sua reazione in questa circostanza? Il cristiano -secondo San Paolo- deve essere un “altro Cristo”: «non sono io che vivo, è Cristo che vive in me» (Gal 2,20). Il riflesso del Signore nella nostra vita di ogni giorno, com’è? Sono un Suo specchio? Il Signore ci assicura che, se perseveriamo nella Sua parola, conosceremo la verità e la verità ci renderà liberi (cf. Gv 8,32). Dire la verità non sempre è facile. Quante volte ci sfuggono piccole bugie, dissimuliamo, ”facciamo orecchie da mercante”? Non possiamo ingannare Iddio. Lui ci vede, ci contempla, ci ama e ci segue giorno per giorno. L’ottavo comandamento ci insegna che non possiamo testimoniare il falso, dire bugie, per piccole che siano, neanche se ci sembrano insignificanti. Neppure sono accettabili le cosiddette bugie “pietose”. «Sia invece il vostro parlare: «sì, sì», «no, no» (Mt 5,37), ci dice Gesù Cristo in un altro momento. La libertà, questa tendenza al bene, è molto collegata con la verità. A volte non siamo sufficientemente liberi, perché nella nostra vita, c’è una specie di doppio fondo, non siamo chiari. Dobbiamo essere contundenti. Il peccato della bugia ci rende schiavi. «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste» (Gv 8,42), dice il Signore. Come concretizziamo la nostra inquietudine giornaliera per conoscere il Maestro? Con quale devozione leggiamo il Vangelo anche se è poco il tempo che abbiamo a disposizione? Quale impronta lascia questa lettura nella mia vita, nella mia giornata? Si può dire vedendomi, che sto leggendo la vita di Cristo?

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4 pensieri riguardo “(Gv 8,31-42) Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.”

  1. VERSIONE IN FRANCESE DI MERCOLEDì 21 MARZO 2018
    Jour liturgique : Temps du Carême – 5e Semaine: Mercredi

    Voir Première Lecture et Psaume
    Texte de l’Évangile (Jn 8,31-42): Jésus disait à ces Juifs qui maintenant croyaient en lui: «Si vous demeurez fidèles à ma parole, vous êtes vraiment mes disciples; alors vous connaîtrez la vérité, et la vérité vous rendra libres». Ils lui répliquèrent: «Nous sommes les descendants d’Abraham, et nous n’avons jamais été les esclaves de personne. Comment peux-tu dire: ‘Vous deviendrez libres’?». Jésus leur répondit: «Amen, amen, je vous le dis: tout homme qui commet le péché est esclave du péché. L’esclave ne demeure pas pour toujours dans la maison; le fils, lui, y demeure pour toujours. Donc, si c’est le Fils qui vous rend libres, vous serez vraiment libres. Je sais bien que vous êtes les descendants d’Abraham, et pourtant vous cherchez à me faire mourir, parce que ma parole n’a pas de prise sur vous. Je dis ce que moi, j’ai vu auprès de mon Père, et vous, vous faites aussi ce que vous avez entendu chez votre père».
    Ils lui répliquèrent: «Notre père, c’est Abraham». Jésus leur dit: «Si vous êtes les enfants d’Abraham, vous devriez agir comme Abraham. Et en fait vous cherchez à me faire mourir, moi qui vous ai dit la vérité que j’ai entendue de Dieu. Abraham n’a pas agi ainsi. Mais vous, vous agissez comme votre père». Ils lui dirent: «Nous ne sommes pas des enfants illégitimes! Nous n’avons qu’un seul Père, qui est Dieu». Jésus leur dit: «Si Dieu était votre Père, vous m’aimeriez, car moi, c’est de Dieu que je suis sorti et que je viens. Je ne suis pas venu de moi-même; c’est lui qui m’a envoyé».
    ————————————-
    MON REFLET
    PRIÈRE
    Viens ou Esprit Saint et éclaire mon esprit, laisse-moi comprendre comment Mon Seigneur essaie de m’apprendre.
    Quand je dis ces mots: -Mon Seigneur- j’ai toujours un frisson dans mon dos, parce que j’ai toujours peur d’appartenir à ce groupe de personnes, qui répète «mon Dieu» seulement avec sa bouche.(Mt 7, 21) Tous ceux qui me disent: Seigneur, Seigneur, n’entreront pas dans le royaume des cieux, mais celui qui fait la volonté de mon Père qui est dans les cieux. Dans ce passage de l’Évangile, Jésus parle à ceux qui le croyaient, alors je me sens remis en question, parce que je crois!
    Malheureusement, il ne suffit pas de croire, il ne suffit pas de savoir ce qu’il faut faire, comment agir; nous devons faire le bien que Dieu veut et non celui qui nous convient ou qui est plus facile pour nous. Notre foi est vraiment petite, même si cela nous coûte autant d’efforts.
    Ce dont nous avons le plus besoin, c’est la persévérance, la continuité de la relation avec Dieu, la présence continue du Saint-Esprit dans notre vie; mais cette flamme doit toujours la garder allumée.
    Les Écritures sont claires, elles nous font voir le besoin que nous avons de prier, si nous voulons nous sauver. Nous devons toujours prier et ne jamais nous fatiguer (Lc 18, 1). Veillez et ne dorez pas de tomber dans la tentation (Mt 26,41). Demandez et vous obtiendrez (Mt 7,7), parce que celui qui écoute mes paroles et les met en pratique, est semblable à un homme sage qui a construit sa maison sur le rocher. (Mt 7,24). Ceux qui croient en Dieu comptent sur leur progéniture, font confiance au Fils et n’essaient pas de le nier; qui croit en Dieu et l’appelle Seigneur, sait qu’il n’a pas un maître qui fait de lui un esclave, mais un bon Père qui fait de lui un fils.
    Nous savons que sans lui nous ne pouvons rien faire, même les plus petites choses ne réussissent pas, et comme Paul dit: «Car je ne fais pas le bien que je veux, mais le mal que je ne veux pas» (Rom.7,19). dans mon coeur à la loi de Dieu, mais dans mes membres je vois une autre loi, qui déplace la guerre à la loi de mon esprit et fait de moi un esclave de la loi du péché qui est dans mes membres. ”
    (Rom 7: 22-23) Ne nous faisons donc pas confiance, mais demandons par la prière à Dieu, la force de persévérer, la force de vaincre notre imprudence, notre orgueil spirituel, qui trop souvent nous fait sentir mieux que cela que nous sommes, en nous rappelant que toute bonne chose que nous trouvons en nous vient de Dieu et de Lui seul!
    ————————————–

    COMMENTAIRE DE:
    Abbé Iñaki BALLBÉ i Turu
    (Terrassa, Barcelona, Espagne)

    Aujourd’hui alors qu’il manque peu de jours pour entrer dans la Semaine Sainte, le Seigneur nous demande de lutter pour vivre des choses très concrètes, petites mais parfois difficiles. Nous les expliquerons peu à peu, mais il s’agit essentiellement d’être fidèle à sa parole. Qu’il est important de toujours rapporter notre vie à l’Évangile! Demandons-nous: que ferait Jésus dans la situation où je me trouve? Comment traiterait-il cette personne qui ne me revient pas? Quelle serait sa réaction en cette circonstance? Selon saint Paul, le chrétien doit être “un autre Christ”: «Je vis, mais non pas moi, c’est le Christ qui vit en moi» (Ga 2,20). Le reflet du Seigneur dans ma vie quotidienne, comment est-il? Suis-je son miroir?
    Le Seigneur nous garantit que si nous persévérons dans sa parole, nous connaîtrons la vérité et que la vérité nous rendra libres (cf. Jn 8,32). Dire la vérité n’est pas toujours facile. Que de fois nous échappent de petits mensonges, que de fois nous cachons quelque chose ou nous “faisons les sourds”! Dieu, nous ne pouvons pas le tromper. Il nous voit, il nous contemple, il nous aime et nous suit pas à pas chaque jour. Le huitième commandement nous enseigne que nous ne pouvons pas faire de faux témoignages, ni dire de mensonges, aussi petits soient-ils, même s’ils nous paraissent insignifiants. Pas même de “pieux” mensonges. «Que votre ‘oui’ soit ‘oui’ et votre ‘non’, ‘non’» (Mt 5,37), nous dit Jésus ailleurs. La liberté, cette tendance au bien, est très liée à la vérité. Parfois, nous ne sommes pas suffisamment libres parce que dans notre vie il y a comme un double fond, nous ne sommes pas transparents. Nous devons être clairs et nets. Le péché de mensonge nous rend esclave.
    «Si Dieu était votre Père, vous m’aimeriez» (Jn 8,42), dit le Seigneur. Comment se concrétise notre désir quotidien de connaître le Maître? Avec quelle dévotion lisons-nous l’Évangile, même si nous disposons de peu de temps? Quelle empreinte laisse-t-il dans ma vie, dans ma journée? Pourrait-on dire, en me voyant, que je lis la vie du Christ?

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI MERCOLEDì 21 MARZO 2018
    Día litúrgico: Miércoles V de Cuaresma

    Ver 1ª Lectura y Salmo
    Texto del Evangelio (Jn 8,31-42): En aquel tiempo, Jesús dijo a los judíos que habían creído en Él: «Si os mantenéis en mi Palabra, seréis verdaderamente mis discípulos, y conoceréis la verdad y la verdad os hará libres». Ellos le respondieron: «Nosotros somos descendencia de Abraham y nunca hemos sido esclavos de nadie. ¿Cómo dices tú: Os haréis libres?». Jesús les respondió: «En verdad, en verdad os digo: todo el que comete pecado es un esclavo. Y el esclavo no se queda en casa para siempre; mientras el hijo se queda para siempre. Si, pues, el Hijo os da la libertad, seréis realmente libres. Ya sé que sois descendencia de Abraham; pero tratáis de matarme, porque mi Palabra no prende en vosotros. Yo hablo lo que he visto donde mi Padre; y vosotros hacéis lo que habéis oído donde vuestro padre».
    Ellos le respondieron: «Nuestro padre es Abraham». Jesús les dice: «Si sois hijos de Abraham, haced las obras de Abraham. Pero tratáis de matarme, a mí que os he dicho la verdad que oí de Dios. Eso no lo hizo Abraham. Vosotros hacéis las obras de vuestro padre». Ellos le dijeron: «Nosotros no hemos nacido de la prostitución; no tenemos más padre que a Dios». Jesús les respondió: «Si Dios fuera vuestro Padre, me amaríais a mí, porque yo he salido y vengo de Dios; no he venido por mi cuenta, sino que Él me ha enviado».

    MI REFLEJO
    ORACIÓN
    Ven o Espíritu Santo e ilumina mi mente, déjame entender cómo Mi Señor trata de enseñarme.

    Cuando digo estas palabras: “Señor”, siempre tengo un escalofrío que me recorre la espalda, porque siempre tengo miedo de pertenecer a ese grupo de personas, que repite “mi Dios” solo con su boca.
    (Mt 7, 21) No todos los que me dicen: Señor, Señor, entrarán en el reino de los cielos, sino el que hace la voluntad de mi Padre que está en los cielos. En este pasaje del Evangelio, Jesús habla a quienes le creyeron, así que me siento cuestionado, ¡porque creo!
    Desafortunadamente, sin embargo, no es suficiente creer, no es suficiente saber qué se debe hacer, cómo se debe actuar; debemos hacer el bien que Dios quiere y no el que nos conviene o que es más fácil para nosotros. Nuestra fe es realmente pequeña, incluso si nos cuesta, aun así, tanto esfuerzo.
    Lo que más necesitamos es la perseverancia, la continuidad de la relación con Dios, la presencia continua del Espíritu Santo en nuestra vida; pero esta llama siempre debe mantenerla encendida.
    Las Escrituras son claras, nos hacen ver la necesidad que tenemos de orar, si queremos salvarnos a nosotros mismos. Siempre debemos orar y nunca cansarnos (Lc 18, 1). Mira y besa para no caer en la tentación (Mt 26.41). Pregunta y obtendrás (Mt 7,7), porque quienquiera que escuche estas palabras mías y las ponga en práctica, es similar a un hombre sabio que construyó su casa en la roca. (Mt 7,24). Los que creen en Dios dependen de su descendencia, confían en el Hijo y no tratan de negarlo; quien cree en Dios y lo llama Señor, sabe que no tiene un maestro que lo haga esclavo, sino un Buen Padre que lo hace un hijo.
    Sabemos que sin Él no podemos hacer nada, ni siquiera las cosas más pequeñas tienen éxito, y como dice Pablo, “porque no hago el bien que quiero, sino el mal que no quiero” (Rom 7,19). en mi corazón a la ley de Dios, pero en mis miembros veo otra ley, que mueve la guerra a la ley de mi mente y me hace esclavo de la ley del pecado que está en mis miembros “.
    (Rom 7: 22-23) No confiemos en nosotros mismos, sino pidamos en oración a Dios, la fuerza para perseverar, la fuerza para vencer nuestra imprudencia, nuestro orgullo espiritual, que con demasiada frecuencia nos hace sentir mejor que esto. que somos, recordando que cada cosa buena que encontramos en nosotros viene de Dios y solo de Él!
    —————————
    COMENTARIO DE:
    Rev. D. Iñaki BALLBÉ i Turu
    (Terrassa, Barcelona, España)

    Hoy, cuando ya quedan pocos días para entrar en la Semana Santa, el Señor nos pide que luchemos para vivir unas cosas muy concretas, pequeñas, pero, a veces, no fáciles. A lo largo de la reflexión las iremos explicando: básicamente, se trata de perseverar en su palabra. ¡Qué importante es referir nuestra vida siempre al Evangelio! Preguntémonos: ¿qué haría Jesús en esta situación que debo afrontar? ¿Cómo trataría a esta persona que me cuesta especialmente? ¿Cuál sería su reacción ante esta circunstancia? El cristiano debe ser —según san Pablo— “otro Cristo”: «Vivo, pero no yo, sino que es Cristo quien vive en mí» (Gal 2,20). El reflejo del Señor en nuestra vida de cada día, ¿Cómo es? ¿Soy su espejo?
    El Señor nos asegura que, si perseveramos en su palabra, conoceremos la verdad, y la verdad nos hará libres (cf. Jn 8,32). Decir la verdad no siempre es fácil. ¿Cuántas veces se nos escapan pequeñas mentiras, disimulamos, nos “hacemos los sordos”? A Dios no le podemos engañar. Él nos ve, nos contempla, nos ama y nos sigue en el día a día. El octavo mandamiento nos enseña que no podemos hacer falsos testimonios, ni decir mentiras, por pequeñas que sean, o aunque puedan parecernos insignificantes. Tampoco caben las mentiras “piadosas”. «Sea, pues, vuestra palabra: ‘Sí, sí’, ‘No, no’» (Mt 5,37), nos dice Jesucristo en otro momento. La libertad, esta tendencia al bien, está muy relacionada con la verdad. A veces, no somos suficientemente libres porque en nuestra vida hay como un doble fondo, no somos claros. Hemos de ser contundentes. El pecado de la mentira nos esclaviza.
    «Si Dios fuera vuestro Padre, me amaríais a mí» (Jn 8,42), dice el Señor. ¿Cómo se concreta nuestro afán diario por conocer al Maestro? ¿Con qué devoción leemos el Evangelio, por poco que sea el tiempo de que dispongamos? ¿Qué poso deja en mi vida, en mi día? ¿Se podría decir, viéndome, que leo la vida de Cristo?

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  3. VERSIONE IN INGLESE DI MERCOLEDì 21 MARZO 2018
    Liturgical day: Wednesday 5th of Lent

    View 1st Reading and Psalm
    Gospel text (Jn 8,31-42): Jesus went on to say to the Jews who believed in him: «You will be my true disciples if you keep my word. Then you will know the truth and the truth will make you free». They answered him, «We are the descendants of Abraham and have never been slaves of anyone. What do you mean by saying: ‘You will be free?’». Jesus answered them, «Truly, I say to you, whoever commits sin is a slave. But the slave doesn’t stay in the house forever; the son stays forever. So, if the Son makes you free, you will be really free. I know that you are the descendants of Abraham; yet you want to kill me because my word finds no place in you. For my part I speak of what I have seen in the Father’s presence, but you do what you have learned from your father».

    They answered him, «Our father is Abraham». Then Jesus said, «If you were Abraham’s children, you would do as Abraham did. But now you want to kill me, the one who tells you the truth —the truth that I have learned from God. That is not what Abraham did; what you are doing are the works of your father». The Jews said to him, «We are not illegitimate children; we have one Father, God». Jesus replied, «If God were your Father you would love me, for I came forth from God, and I am here. And I didn’t come by my own decision, but it was he himself who sent me».
    MY REFLECTION
    PRAYER
    Come or Holy Spirit and enlighten my mind, let me understand how My Lord tries to teach me.
    When I say these words: -My Lord- I always have a shiver running through my back, because I am always afraid of belonging to that group of people, who repeats “my God” only with his mouth.
    (Mt 7, 21) Not everyone who says to me: Lord, Lord, will enter the kingdom of heaven, but he who does the will of my Father who is in heaven. In this passage of the Gospel Jesus speaks to those who believed him, so I feel called into question, because I believe!
    Unfortunately, however, it is not enough to believe, it is not enough to know what should be done, how one should act; we must do the good that God wants and not the one that suits us or that is easier for us. Our faith is really small, even if it costs us, even so, so much effort.
    What we need most of all is perseverance, the continuity of the relationship with God, the continuous presence of the Holy Spirit, in our life; but this flame must always keep it lit.
    The Scriptures are clear, they make us see the need we have to pray, if we want to save ourselves. We must always pray and never get tired (Lk 18, 1). Watch and bream not to fall into temptation (Mt 26.41). Ask and you will get (Mt 7,7), because whoever listens to these words of mine and puts them into practice, is similar to a wise man who built his house on the rock. (Mt 7,24). Those who believe in God rely on their offspring, trust the Son and do not try to deny it; who believes in God and calls him Lord, knows he does not have a master who makes him a slave, but a Good Father who makes him a son.
    We know that without Him we can not do anything, not even the smallest things succeed, and as Paul says, “in fact I do not do the good I want, but the evil that I do not want” (Rom.7,19) in my heart to the law of God, but in my members I see another law, which moves war to the law of my mind and makes me a slave to the law of sin that is in my members. ”
    (Rom 7: 22-23) Let us not therefore trust ourselves, but ask in prayer to God, the strength to persevere, the strength to overcome our imprudence, our spiritual pride, which too often makes us feel better than this that we are, remembering that every good thing we find in us comes from God and from Him alone!

    —————————-

    COMENTARIO DE:

    Fr. Iñaki BALLBÉ i Turu
    (Terrassa, Barcelona, Spain)

    Today, when we are only a few days from the Holy Week, our Lord is asking us to fight to live some very specific things, small, but at times, not very easy. We shall explain them throughout this commentary: basically, it is a matter of persisting with his word. How important it is to always refer our life to the Gospel! Let’s ask us: What would Jesus do in this situation I have to face now? How would He treat this person which I find so specially difficult to treat? Which would be his reaction before this circumstance? A Christian must be —according to Saint Paul— “another Christ”: «I no longer live, but Christ lives in me» (Gal 2:20). How is it, our Lord’s reflection, on our daily life? Am I his mirror?

    Our Lord assures us that, if we persist in his word, we shall know the truth, and the truth will make us free (cf. Jn 8:32). To be truthful is not always easy. How often do we tell small lies, how often do we pretend, how often do “we act dumb”? We cannot deceive God. He sees us, He contemplates us. He loves us and follows us, in our day-to-day routine. The eight Commandment teaches us not to bear false witness nor not to tell lies, no matter how small, even if they look trivial to us. “White lies” are not permitted either. Jesus Christ tells us in another moment: «Let your statement be, `Yes, yes’ or `No, no’» (Mt 5:37). That trend to do good, which is freedom, is very much related to truth. Sometimes, we are not free enough because there is a double bottom in our life, we are not clear. We must be convincing! The sin of lie enslaves us.

    Our Lord says «If God were your Father you would love me» (Jn 8:42). How can we make it come true our daily desire to get to know the Master? With what kind of devotion do we read the Gospel, even though we may have little time at our disposal? Which sediment will it leave in my life, in my day? When looking at me can it be said, that I read Christ’s life?

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