(Mc 8,1-10) Mangiarono a sazietà.

VANGELO DI SABATO 10 FEBBRAIO 2018
(Mc 8,1-10) Mangiarono a sazietà.
 
+ Dal Vangelo secondo Marco
 
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
 
Parola del Signore
 
LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
O buon Gesù, che ci inviti ad essere tuoi discepoli, spezza con me il pane della tua parola, perché in vera comunione con te io sia in comunione con tutti i miei fratelli e possa aiutarti a distribuirla. Santo Spirito possiedimi. Amen-
Ancora una volta Gesù, moltiplica il pane per la folla che lo segue; questa volta lo fa tra i pagani, proprio per significare che lui è il messia di tutti i popoli della terra, nessuno escluso. Siamo noi che cerchiamo altri dei, che cerchiamo di non seguire la parola di Dio, noi che ci costruiamo altri altari a cui dare adorazione, ma non solo. Siamo troppo spesso vittime di una vita frenetica, in cui il lavoro, il benessere, la politica, il divertimento prendono il sopravvento. Tutto per soddisfare il bisogno di cose materiali e corporali, ma mentre facciamo tutto questo, non ci rendiamo conto che la nostra anima inaridisce….siamo nel deserto, mentre crediamo di vivere a pieno la nostra vita, ci incamminiamo verso il deserto dell’anima e, verrà il giorno, che ci renderemo conto di avere fame e sete, il giorno in cui tutto quello che abbiamo, non ci basterà più, perché non ci ha saziati e, ci manca qualcosa. Quel giorno, Gesù avrà compassione di noi, quel giorno cercherà di parlare ancora al nostro cuore, come fa da sempre, ma chissà se ci degneremo di ascoltarlo.
Egli non ci chiede di fare miracoli, ma di avere fiducia in lui, di metterci al cospetto della sua parola e di lasciare che lui faccia il resto, ma vuole la nostra collaborazione, ci spinge a cercare un modo per risolvere il problema quando si presenta, con quello che abbiamo, anche con la nostra piccolezza.
Siamo poco, forse si, ma anche una briciola nelle mani del Signore, può sfamare una moltitudine di gente e, allora, eccomi qui, con le mie briciole d’amore che cerco di distribuire, perché tutti possano conoscere Gesù come io lo conosco e anche per grazia sua, andare oltre.
Spesso mi chiedo se chi mi legge capisce, non quello che dico, perché per questo mi affido allo Spirito di Dio, ma perché lo faccio. Non è presunzione, ne voglia di apparire, credetemi, io sono qui, sempre piena di paura di sbagliare, di ferire qualcuno, di colpire nel centro di una ferita aperta, né mi sento eletta a farlo, ma penso che tutti dovremmo essere così umili da accettare di essere briciole nelle mani di Gesù e di lasciarci distribuire, perché Lui, che nella sua immensa Misericordia, ha avuto compassione di noi, possa essere riconosciuto anche attraverso noi, che siamo un suo miracolo.
Per questo motivo oggi chiudo con una preghiera:
Apri Signore gli occhi e le orecchie di tutti noi alla tua parola e sciogli la nostra lingua per benedirti e ringraziarti; mostraci con tutta la forza del tuo amore, come solo tu hai parole di vita eterna, che saziano l’anima e rendono meravigliosa la nostra vita. Fa o Signore che amiamo tutti i fratelli ed in modo speciale quelli che hanno bisogno del tuo aiuto, perché sono malati ; fa che sappiamo amarli così tanto da dare alle nostre preghiere per loro , la forza e la potenza della fede, quella che in Te confida ed a Te si affida.
Amen.
———————————
COMMENTO DI:
Rev. D. Carles ELÍAS i Cao
(Barcelona, Spagna)
Oggi, tempo di ostilità e di ansietà, anche Gesù ci chiama per dirci che sente «compassione per la folla» (Mc 8,2). Oggi con la crisi di pace che si soffre, può crescere la paura, l’apatia, il ripiego alla banalità ed all’evasione: « Non hanno da mangiare».
Il Signore chi chiama? Dice il testo: «i discepoli» (Mc 8,1), -cioè sta chiamando me- affinché non se ne vadano digiuni, per dar loro qualcosa. Gesù ha avuto compassione –questa volta in terra di pagani- perché hanno fame.
Ah! e noi –rifugiati nel nostro piccolo mondo- diciamo di non poter far niente. «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?» (Mc 8,4). Da dove prenderemo una parola di speranza sicura e forte, sapendo che il Signore sarà con noi ogni giorno, fino alla fine dei tempi? Come dire ai credenti ed agli increduli che la violenza e la morte non risolvono niente?
Oggi il Signore ci domanda, semplicemente, quanti pani abbiamo. Quelli che ci sono, di questi ha bisogno. Il testo dice «sette», un numero simbolico per i pagani come il numero dodici lo era per il popolo giudeo. Il Signore vuole raggiungere tutti –perciò la Chiesa vuole riconoscersi dalla sua cattolicità- e chiede il tuo aiuto. Offri la tua preghiera: è un pane! Offri la tua Eucarestia vissuta: è un altro pane. Offri la tua decisione di riconciliazione con i tuoi, con quelli che ti hanno offeso: è un altro pane. Offri la tua riconciliazione sacramentale con la Chiesa: è un altro pane ancora! Offri il tuo piccolo sacrificio, il tuo digiuno, la tua solidarietà: è un altro pane! Offri al Signore il tuo amore alla Sua Parola che ti offre forza e conforto: è un altro pane! OffriGli, infine, qualunque cosa Egli ti chieda, sebbene tu pensi che sia solo un semplice pezzo di pane.
Come ci dice san Gregorio di Nissa: «chi condivide il suo pane con i poveri diventa parte di Colui che, per noi, volle essere povero. Il Signore fu povero, non aver, dunque, paura della povertà».
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5 pensieri riguardo “(Mc 8,1-10) Mangiarono a sazietà.”

  1. VERSIONE IN INGLESE DI SABATO 10 FEBBRAIO 2018
    Liturgical day: Saturday 5th in Ordinary Time
    Saints February 11th: Our Lady of Lourdes
    Gospel text (Mc 8,1-10): A great crowd had gathered, and they had nothing to eat. So Jesus called his disciples and said to them, «I feel sorry for these people because they have been with me for three days and now have nothing to eat. If I send them to their homes hungry, they will faint on the way; some of them have come a long way». His disciples replied, «Where in a deserted place like this could we get enough bread to feed these people?». He asked them, «How many loaves have you?». And they answered, «Seven».
    Then He ordered the crowd to sit down on the ground. Taking the seven loaves and giving thanks, he broke them and handed them to his disciples to distribute. And they distributed them among the people. They also had some small fish, so Jesus said a blessing and asked that these be shared as well. The people ate and were satisfied. The broken pieces were collected, seven wicker baskets full of leftovers. Now there had been about four thousand people. Jesus sent them away and immediately got into the boat with his disciples and went to the region of Dalmanutha.
    ——————————-
    MY REFLECTION

    PRAYER

    O good Jesus, who invites us to be your disciples break bread with me your word, because in true communion with you I am in communion with all my brothers and could help distribute it. Take possession of the Holy Spirit in me. Amen-
    Again Jesus multiplies the bread to the crowd following him, this time it does among the Gentiles, just to signify that he is the messiah of all the peoples of the earth, bar none. We are the ones we seek other gods, that we try not to follow the word of God, we who build altars at which to worship, but not only. We are too often the victims of a busy life, in which work, welfare, politics, entertainment take over.
    All to satisfy the need for material things and physical, but while we do this, we do not realize that our soul withers …. we are in the desert, while we believe we fully live our lives, we are moving towards the wilderness of the soul, and the day will come that we will realize that you are hungry and thirsty, the day when all that we have, there will be enough more, because we were not satisfied, and we are missing something. On that day, Jesus will have compassion on us, that day still try to talk to our heart, as it always has, but who knows if there will be deigning to listen.
    He does not ask us to do miracles, but to have faith in him, to stand in the presence of his word and let him do the rest, but he wants our cooperation, encourages us to look for a way to solve the problem when it occurs with what we have, even with our smallness.
    We are not, perhaps, but also a crumb in the hands of the Lord, can feed a multitude of people, and then, here I am, with my crumbs of love that I try to deploy, so that all may know Jesus like I know him well by his grace, to go further.
    I often wonder if those who read me understand, not what I say, because for this I trust the Spirit of God, but because I do it. It is not presumption, I want to appear, believe me, I’m here, always full of fear of making a mistake, hurt someone, hit the center of an open wound, nor will I elected to do so, but I think we should all be so humble to accept crumbs to be in the hands of Jesus and leave deploy, because he, who in his great mercy, he had compassion on us, may also be recognized through us, who are his miracle.
    That is why today I close with a prayer: Lord Open the eyes and ears of all of us at your word and untie our tongues to bless you and thank you, show us with all the strength of your love, just as you have the words of eternal life, that satiate the soul and make wonderful our lives. Make it or Lord that we love all brothers and especially those who need your help, because they are sick; let us know that we love them so much that we give our prayers for them, the strength and power of faith, that which is trusting in you and to you.
    Amen.
    ———————————-
    Fr. Carles ELÍAS i Cao
    (Barcelona, Spain)

    Today, in our times of inclemency and anxiety, Jesus also calls us to tell us he feels «sorry for these people» (Mk 8:2). Today, with the peace process in crisis, fear, apathy, banality and evasion may abound: «and now have nothing to eat».
    Whom is the Lord calling to? The text says: «So Jesus called his disciples» (Mk 8:1), that is, He calls me, not to send them home hungry, to give them something to eat. Jesus sympathizes with them —this time in heathen land— because they are hungry.
    But, alas! Sheltered in our little world, we say we can do nothing about it. «Where in a deserted place like this could we get enough bread to feed these people?» (Mk 8:4). Where shall we find a true and firm word of hope while knowing the Lord will be with us every day till the end of time? How can we tell the believers and the non-believers that violence and death are no solution?
    Today, the Lord simply asks us how many loaves have we. Whatever we have, this is what He needs. The text says «seven», a symbol for the heathen, just as twelve was a symbol for the Jewish people. The Lord wants to reach us all —this is why the Church, from its Catholicism, wants to recognize itself— and is asking for your help. Give Him your prayer: it is a loaf of bread! Give Him the Eucharist you have celebrated: it is another loaf of bread! Give Him your decision to reconcile with those you love, with those that have offended you: still another loaf of bread! Give Him your sacramental reconciliation with the Church: another loaf! Give Him your little sacrifice, your fasting, your solidarity: and still another loaf! Give Him your love for his Word that soothes and gives you strength: more bread! Anyway, give Him whatever He asks from you, though you may believe it is not worthwhile.
    As St. Gregory of Nyssa says: «He who splits his bread with the poor becomes a part of He who, for us, wanted to be poor. The Lord was poor; do not be afraid of poverty».

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI SABATO 10 FEBBRAIO 2018
    Día litúrgico: Sábado V del tiempo ordinario
    Santoral 11 de Febrero: La Virgen de Lourdes
    Texto del Evangelio (Mc 8,1-10): En aquel tiempo, habiendo de nuevo mucha gente con Jesús y no teniendo qué comer, Él llama a sus discípulos y les dice: «Siento compasión de esta gente, porque hace ya tres días que permanecen conmigo y no tienen qué comer. Si los despido en ayunas a sus casas, desfallecerán en el camino, y algunos de ellos han venido de lejos». Sus discípulos le respondieron: «¿Cómo podrá alguien saciar de pan a éstos aquí en el desierto?». Él les preguntaba: «¿Cuántos panes tenéis?». Ellos le respondieron: «Siete».
    Entonces Él mandó a la gente acomodarse sobre la tierra y, tomando los siete panes y dando gracias, los partió e iba dándolos a sus discípulos para que los sirvieran, y ellos los sirvieron a la gente. Tenían también unos pocos pececillos. Y, pronunciando la bendición sobre ellos, mandó que también los sirvieran. Comieron y se saciaron, y recogieron de los trozos sobrantes siete espuertas. Fueron unos cuatro mil; y Jesús los despidió. Subió a continuación a la barca con sus discípulos y se fue a la región de Dalmanuta.

    MY REFLEXIÓN

    ORACIÓN

    Oh buen Jesús, que nos invita a ser sus discípulos parten el pan conmigo tu palabra, porque en la verdadera comunión con ustedes estoy en comunión con todos los hermanos y podría ayudar a distribuirlo. Espíritu Santo toma posesión de mí . Amen-
    Una vez más Jesús multiplica el pan a la gente que lo seguía, esta vez lo hace entre los gentiles, para significar que él es el Mesías de todos los pueblos de la tierra, sin excepción. Somos nosotros los que buscamos a otros dioses, que tratamos de no seguir la palabra de Dios, que construyen altares en los que adoramos, pero no sólo. Estamos demasiado a menudo víctimas de una vida ocupada, en la que el trabajo, el bienestar, la política, el entretenimiento se haga cargo.
    Todo para satisfacer la necesidad de las cosas materiales y físicas, pero mientras lo hacemos, no nos damos cuenta de que nuestros marchita el alma …. estamos en el desierto, mientras que creemos que vivimos plenamente nuestra vida, nos estamos moviendo hacia el desierto del alma, y llegará el día en que nos daremos cuenta de que tienes hambre y sed, el día en que todo lo que tenemos, no habrá suficiente más, porque no estábamos satisfechos, y nos falta algo. Ese día, Jesús tendrá compasión de nosotros, ese día aún tratar de hablar con el corazón, como siempre lo ha hecho, pero quién sabe si nos dignaremos escuchar.
    Él no nos pidas que haga milagros, pero tener fe en él, para estar en la presencia de su palabra y dejar que lo haga el resto, pero quiere nuestra cooperación, nos anima a buscar una manera de resolver el problema cuando se produce con lo que tenemos, incluso con nuestra pequeñez.
    No somos, tal vez, pero también una miga en las manos del Señor, podemos alimentar a una multitud de gente, y entonces, aquí estoy, con mis migajas de amor que yo trato de implementar, para que todos puedan conocer a Jesús como yo lo conozco bien por su gracia, para ir más lejos.
    A menudo me pregunto si los que me leéis entiendo, no lo que digo, porque para esto yo confío que el Espíritu de Dios, sino porque lo hago. No es presunción, yo quiero que aparezca, créeme, estoy aquí, siempre lleno de miedo a cometer un error, daño a alguien, golpeó el centro de una herida abierta, ni voy a elegido para hacerlo, pero creo que todos debemos ser tan humilde a aceptar las migajas estén en las manos de Jesús y dejan implementar, porque Él, que en su gran misericordia, y tuvo compasión de nosotros, también puede ser reconocido a través de nosotros, que somos su milagro.Por eso hoy cierro con una oración: Señor Abrir los ojos y los oídos de todos nosotros en su palabra y desatar la lengua que te bendiga y muchas gracias, nos muestran con toda la fuerza de su amor, así como Tú tienes palabras de vida eterna, que saciar el alma y crea maravillosa de nuestras vidas. Haz que sea o Señor que amemos a todos los hermanos y especialmente a los que necesitan tu ayuda, porque están enfermos; déjenos saber que los amamos tanto que damos nuestras oraciones por ellos, la fuerza y el poder de la fe, lo que está confiando en usted y en usted.
    Amén.
    ——————————
    COMENTARIO DE:
    Rev. D. Carles ELÍAS i Cao
    (Barcelona, España)

    Hoy, tiempo de inclemencia y desasosiego, también Jesús nos llama para decirnos que siente «compasión de esta gente» (Mc 8,2). Hoy, con la paz en crisis, puede abundar el miedo, la apatía, el recurso a la banalidad y a la evasión: «No tienen qué comer».
    ¿A quién llama el Señor? Dice el texto: «A sus discípulos» (Mc 8,1), es decir, me llama a mí, para no despedirlos en ayunas, para darles algo. Jesús se ha compadecido —esta vez en tierra de paganos— porque también tienen hambre.
    ¡Ah!, y nosotros —refugiados en nuestro pequeño mundo— decimos que nada podemos hacer. «¿Cómo podrá alguien saciar de pan a éstos aquí en el desierto?» (Mc 8,4). ¿De dónde sacaremos una palabra de esperanza cierta y firme, sabiendo que el Señor estará con nosotros cada día hasta el fin de los tiempos? ¿Cómo decir a los creyentes y a los incrédulos que la violencia y la muerte no son solución?
    Hoy, el Señor nos pregunta, simplemente, cuántos panes tenemos. Los que sean, ésos necesita. El texto dice «siete», símbolo para paganos, como doce era símbolo para el pueblo judío. El Señor quiere llegar a todos —por eso la Iglesia se quiere reconocer a sí misma desde su catolicidad— y pide tu ayuda. Dale tu oración: ¡es un pan! Dale tu Eucaristía vivida: ¡es otro pan! Dale tu decisión por la reconciliación con los tuyos, con los que te han ofendido: ¡es otro pan! Dale tu reconciliación sacramental con la Iglesia: ¡es otro pan! Dale tu pequeño sacrificio, tu ayuno, tu solidaridad: ¡es otro pan! Dale tu amor a su Palabra, que te da consuelo y fuerza: ¡es otro pan! Dale, en fin, lo que Él te pida, aunque creas que sólo es un poco de pan.
    Como nos dice san Gregorio de Nisa, «el que parte su pan con los pobres se constituye en parte de aquél que, por nosotros, quiso ser pobre. Pobre fue el Señor, no temas la pobreza».

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI SABATO 10 FEBBRAIO 2018

    Jour liturgique : Temps ordinaire – 5e Semaine: Samedi Martyrologe 11 Février: La Vierge de Lourdes Texte de l’Évangile (Mc 8,1-10): En ces jours-là, comme il y avait de nouveau une grande foule de gens, et qu’ils n’avaient pas de quoi manger, Jésus appelle à lui ses disciples et leur dit: «J’ai pitié de cette foule, car depuis trois jours déjà ils sont avec moi, et n’ont rien à manger. Si je les renvoie chez eux à jeun, ils vont défaillir en route; or, quelques-uns d’entre eux sont venus de loin». Ses disciples lui répondirent: «Où donc pourra-t-on trouver du pain pour qu’ils en mangent à leur faim, dans ce désert?». Il leur demanda: «Combien de pains avez-vous?». Ils lui dirent: «Sept». Alors il ordonna à la foule de s’asseoir par terre. Puis, prenant les sept pains et rendant grâce, il les rompit, et il les donnait à ses disciples pour que ceux-ci les distribuent; et ils les distribuèrent à la foule. On avait aussi quelques petits poissons. Il les bénit et les fit distribuer aussi. Ils mangèrent à leur faim, et, des morceaux qui restaient, on ramassa sept corbeilles. Or, ils étaient environ quatre mille. Puis Jésus les renvoya. Aussitôt, montant dans la barque avec ses disciples, il alla dans la région de Dalmanoutha.

    REFLEXION DE LELLA

    PRIERE : O doux Jésus, tu nous invite à être tes disciples, rompt avec moi le pain de ta Parole, pour que je sois en vraie communion avec toi et en communion avec tous mes frères que je puisse t’aider à la distribuer. Saint Esprit possède-moi. Amen!
    – Encore une fois Jésus multiplie les pains pour la foule qui le suit; cette fois il le fait parmi les païens, vraiment pour signifier qu’il est le messie de tous les peuples de la terre personne ni est exclu. C’est nous qui sommes allé chercher d’autres dieux, que cherchons à ne pas suivre la Parole de Dieu, nous qui nous construisons d’autres autels auquel donner adoration, mais pas seulement. Nous sommes trop souvent victime d’une vie frénétique dans laquelle le travail, le bien-être, la politique, l’amusement prennent le dessus. Tout pour satisfaire le besoin de choses matérielles et corporelles, mais pendant que nous faisons tout ceci, nous ne nous rendons pas compte que notre âme se dessèche…. Nous sommes dans le désert, pendant que nous croyons vivre notre vie à fond, nous nous acheminons vers le désert de l’âme et, le jour viendra ou nous nous rendrons compte que nous avons faim et soif, le jour dans lequel tout ce qui nous avons ne nous suffira plus, parce cela ne nous aura pas rassasié et, quelque chose nous manque. Ce jour, Jésus aura compassion de nous, ce jour il cherchera à parler encore à notre coeur, comme depuis toujours il la fait, mais peut-être daignerons nous l’écouter. Il ne nous demande pas de faire des miracles, mais d’avoir confiance en lui, de nous mettre en la présence de sa Parole et de laisser qu’il fasse le reste, mais il veut notre collaboration, il nous pousse à chercher une manière pour résoudre le problème quand il se présente, avec ce que nous avons, même avec notre petitesse. Nous sommes peu, peut-être, mais même une miette dans les mains du Seigneur peut nourrir une multitude de gens et, alors, me voilà ici, avec mes miettes d’amour que je cherche à distribuer, pour que tous puissent connaître Jésus comme moi je le connais et aussi par sa grâce, aller au-delà. Je me demande souvent si celui qui me lit me comprend, pas ce que je dis, parce que pour cela je me confie à l’Esprit de Dieu, mais pour ce que je fais. Ce n’est pas une présomption, ni une envie d’apparaître, croyez-moi, je suis, toujours pleine de peur de me tromper, de blesser quelqu’un, de frapper dans le centre d’une blessure ouverte, mais je me sens élue pour le faire, je pense que nous tous devrions être si humbles pour accepter d’être des miettes dans les mains de Jésus et de nous laisser distribuer, parce que LUI, dans son immense Miséricorde, a eu compassion de nous, qu’il puisse même être reconnu à travers nous, qui sommes son miracle. Pour ce motif aujourd’hui je demande avec une prière: Seigneur ouvres nos yeux et nos oreilles à ta Parole et délie notre langue pour te bénir et te remercier; montre-nous avec toute la force de ton Amour comme toi seul tu as Paroles de vie éternelle, qui rassasient l’âme et rend merveilleuse notre vie. Amen.
    ————————————–
    COMMENTAIRE DE:
    Abbé Carles ELÍAS i Cao
    (Barcelona, Espagne)

    Aujourd’hui, temps de rigueur et de trouble, Jésus nous appelle aussi pour nous dire qu’il ressent de la «compassion pour ces personnes» (Mc 8,2). De nos jours, avec la paix en crise, nous pouvons ressentir abondamment la peur, l’apathie, le recours à la banalité et à l’évasion: «Ils n’ont pas de quoi manger».
    Qui le Seigneur appelle-t-il? Le texte dit: «Ses disciples» (Mc 8,1), c’est-à-dire qu’il m’appelle moi, afin de ne pas les renvoyer à jeun, pour leur donner quelque chose. Jésus a eu pitié —cette fois-ci dans la terre des païens— car ils ont faim eux aussi.
    Ah et nous! Réfugiés dans notre petit monde, nous disons que nous ne pouvons rien faire. «Où donc pourra-t-on trouver du pain pour qu’ils en mangent à leur faim, dans ce désert?» (Mc 8,4). D’où sortirons-nous une parole d’espérance sûre et ferme, sachant que le Seigneur sera avec nous tous les jours jusqu’à la fin des temps? Comment dire aux croyants et aux incroyants que la violence et la mort ne sont pas des solutions?
    Aujourd’hui, le Seigneur nous demande, simplement, combien de pains nous avons?. Peu importe combien on a, il a besoin de tous ceux-là. Le texte dit «sept», chiffre symbole pour les païens, comme douze l’était pour le peuple juif. Le Seigneur veut atteindre tout le monde —c’est pourquoi l’Église veut se reconnaître elle-même depuis sa catholicité— et demande ton aide. Donne-lui ta prière: c’est déjà un pain! Donne-lui ton Eucharistie vécue: c’est un autre pain! Donne-lui ta décision de te réconcilier avec les tiens, ceux qui t’ont offensé: c’est un autre pain! Donne-lui ta réconciliation sacramentelle avec l’Église: c’est un autre pain! Donne-lui ton petit sacrifice, ton jeûne, ta solidarité: c’est un autre pain! Donne-lui ton amour à sa Parole, qui te donne force et réconfort: c’est un autre pain! Enfin donne-lui ce qu’Il te demande, même si tu crois que ce n’est qu’un peu de pain.
    Comme nous le dit Saint Grégoire de Nysse, «celui qui partage son pain avec les pauvres se constitue en partie de celui qui, pour nous, a voulu être pauvre. Le Seigneur était pauvre, n’aie pas peur de la pauvreté».

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