(Mc 7,24-30) I cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli.

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VANGELO DI GIOVEDì 8 FEBBRAIO 2018
(Mc 7,24-30) I cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.
Parola del Signore
LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Ti prego o Santo Spirito, di entrare nel mio cuore, ed aiutarmi a capire e vivere la tua parola, perché la tua luce possa riflettere attraverso di essa nella mia vita. Questo brano ci fa vedere un Gesù che non è disponibile a donarsi a chi no sa cosa vuole. La donna del Vangelo, non sta cercando Gesù perché crede che sia il Messia, ma solo perché è disperata, per la malattia della figlia, si rivolge a Lui come si rivolgerebbe a un altro qualsiasi dio, o a un mago. Ma Gesù non è come gli altri, non cerca affermazioni per se e per il suo potere, che viene dal Padre, ma si commuove per questa donna che soffre nel vedere la figlia posseduta , la tratta con amore ed è proprio qui che la differenza la sconvolge e le apre gli occhi. Chiunque si sarebbe fatto grande ai suoi occhi, approfittando della sua disperazione, vuole che la donna capisca la differenza tra lui e gli altri. Gli dice che lui non è il suo dio, ma è il Dio degli ebrei, e che è per loro che è venuto; ma noi che stiamo imparando a conoscere Gesù, sappiamo che non è così che lui ragiona, anzi, è sempre in rotta con loro perchè compie guarigioni e si intrattiene con i pagani. Allora la sua è una provocazione, vuole colpire la donna costringendola a rendersi conto, del fatto che la fede va riposta solo nel vero Dio, perchè gli altri dei non sono veri dei, ma solo proiezione dei desideri dell’uomo, che si aggrappa a tutto pur di trovare qualcosa in cui poter credere. La fede che Lui vuole, non è una fede di comodo, ma una fede scomoda; che ci fa mettere tutto in discussione, anche le cose in cui crediamo. Quante volte mi sono trovata avanti a situazioni disperate, dove anche pregare è difficile, perchè l’evidenza della morte è così prossima che posso solo chiedere di non farlo soffrire… e quante volte il Signore mi ha stupito con un miracolo! La fede nel Dio vero, è quella che compie miracoli, e solo quando vede che la donna è disposta alla fede, che per fede vera gli chiede di aiutarla; solo allora, le dice di andare e vedere il miracolo che è stato compiuto grazie alla sua fede. Ti imploro Signore, aumenta la mia fede, vinci le mie resistenze, dammi tu la forza di viverla con consapevolezza. Io so solo di essere tanto piccola e di avere una fede ancor più piccola di me, aiutami Tu che sai, Tu che puoi, tu che non vuoi che io rimanga con la mia piccola fede, ma che cresca e parli di Te al mondo.
——————————
COMMENTO DI:
Rev. D. Enric CASES i Martín (Barcelona, Spagna)
Oggi, ci viene mostrata la fede di una donna che non apparteneva al popolo eletto, ma che aveva fiducia in che Gesù avrebbe potuto curare sua figlia. Infatti quella madre era pagana «di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella le supplicava di scacciare il demonio da sua figlia» (Mc 7,26). Il dolore e l’amore la spingono a chiedere con insistenza, senza badare ne a disprezzi, ne a indugi ne a indegnità. E ottiene quello che chiede, infatti «Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato» (Mc 7,30). Sant’Agostino dice che molti non ottengono quello che chiedono perché sono «aut mali, aut male, aut mala». O sono cattivi, e la prima cosa che dovrebbero chiedere è di essere buoni; oppure chiedono in una forma impropria, senza costanza, invece di farlo con pazienza, con umiltà, con fede e per amore; oppure chiedono cose disonorevoli, che se fossero ottenute, sarebbero dannose all’anima o al corpo o agli altri. Bisogna, dunque, cercare di chiedere correttamente. La donna siro-fenicia è una buona madre, sa chiedere bene («venne e si prostrò ai Suoi piedi» e chiede una cosa buona («che scacciasse da sua figlia il demonio»). Il Signore ci invita ad usare con perseveranza la preghiera di richiesta. Indubbiamente esistono altri generi di preghiere –di adorazione, di riparazione, la preghiera di ringraziamento- ma Gesù insiste perché usiamo con molta più frequenza la preghiera di richiesta. Perché? I motivi potrebbero essere molti: perché abbiamo bisogno dell’aiuto divino per raggiungere il nostro fine; perché esprime speranza e amore; perché è un grido di fede. Esiste, però, una preghiera che non è presa molto in considerazione. Dio vuole che le cose siano un po’ come noi vogliamo. In questo modo, la nostra richiesta –che è un atto libero- unita alla libertà onnipotente di Dio, fa che il mondo sia come lo vuole Lui ed un po’ come lo vogliamo noi. Così meraviglioso è il potere della preghiera!
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4 pensieri riguardo “(Mc 7,24-30) I cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli.”

  1. VERSIONE IN INGLESE DI GIOVEDì 8 FEBBRAIO 2018

    Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 7:24-30.
    Jesus went to the district of Tyre. He entered a house and wanted no one to know about it, but he could not escape notice.
    Soon a woman whose daughter had an unclean spirit heard about him. She came and fell at his feet.
    The woman was a Greek, a Syrophoenician by birth, and she begged him to drive the demon out of her daughter.
    He said to her, “Let the children be fed first. For it is not right to take the food of the children and throw it to the dogs.”
    She replied and said to him, “Lord, even the dogs under the table eat the children’s scraps.”
    Then he said to her, “For saying this, you may go. The demon has gone out of your daughter.”
    When the woman went home, she found the child lying in bed and the demon gone.

    MY REFLECTION
    PRAYER
    I beg you, Holy Spirit, come into my heart and help me understand and live your word, because your light will reflect through it in my life.
    This passage shows us a Jesus who is not willing to give themselves to those who do not know what he wants.
    The woman of the Gospel, is not looking for Jesus because he believes that it is the Messiah, but just because it is desperate for his daughter’s illness, turns to him as would turn to another any god, or a magician. But Jesus is not like the others, does not seek claims for himself and his power, which comes from the Father, but is moved by this woman who suffered at seeing his daughter possessed, treats her with love and it is here that the difference disrupts and opens his eyes.
    Anyone would have done great in his eyes, taking advantage of his despair, the woman who wants to understand the difference between him and the others. She tells him that he is not his god, but the God of the Jews, and that is for them that came; but we who are learning to know Jesus, we know that’s not how he thinks, in fact, is always at odds with them because performs healings and lives among the pagans.
    Then his is a provocation, want to hit the woman causing her to realize, that faith should be stored only in the true God, because the other gods are not real gods, but only the projection of the desires of the man, who clings to everything just to find something in which to believe.
    The faith that He wants, not a faith of convenience, but a faith uncomfortable; that makes us question everything, even the things we believe in.
    How many times I found myself back in desperate situations, where it is difficult to pray, because the evidence of death is so close that I can only ask him not to suffer … and how many times the Lord amazed me with a miracle!
    The faith in the true God, is the one that performs miracles, and only when he sees that the woman is willing to faith, that true faith asks him to help her, only then tells her to go and see the miracle that has been accomplished thanks to his faith.
    I implore the Lord, increase my faith, win my strengths, give me the strength to live it with awareness. I only know to be so small and have a faith even smaller than me, help me You know that, you who can, you do not want me to stay with my little faith, but to grow and speak of You in the world.
    ———————-
    COMMENT OFF:
    Fr. Enric CASES i Martín
    (Barcelona, Spain)

    Today, we see the faith of a woman that did not belong to God’s chosen people, but trusted Jesus could cure her daughter. That mother «was a pagan, a Syrophoenician by birth, and she begged him to drive the demon out of her daughter» (Mk 7:26). Pain and love bring her to insistently beg, ignoring scorn, delays or indignities. And she gets what she is asking for, as she «went home, and she found her child lying in bed and the demon gone» (Mk 7:30).
    Saint Augustine used to say that our prayers are not heard because we ask «aut mali, aut male, aut mala». “Mali”, because we are evil, for that our personal dispositions are not good, or they are bad, and we should be asking for, in the first place, to become good; “male” because we pray badly, without faith, not persevering, not humbly; “mala” because we ask for bad things, that is, things which are not good for us, things which can harm us. In the last analysis, prayer is ineffective when it is not true prayer. Therefore, «Pray. In what human venture could you have greater guarantee of success?» (Josemaria Escrivà). The Syrophenician woman is a good mother; she was begging something good («she begged him to drive the demon out of her daughter») and she begged rightly («and came and fell at his feet»).
    Our Lord wants us to use insistently the petition prayer or prayer of faith. There are, indeed, other kinds of prayers —worship, salvation, prayer of thanks—, but Jesus insists very much on our often using the petition prayer.
    Why? Many could be the reasons: because we need God’s help to attain our greatest aim; because it expresses hope and love; because it is a clamor of faith. But there is also a motive that, perhaps, is sometimes ignored: God wants things to be a little as we like them. Thus, our petition —which is an act of freedom— along with God’s omnipotent power, can contribute to make the world as God wishes and a little as we wish, too. The power of prayer is just wonderful!

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  2. VERSIONE IN SPAGNOLO DI GIOVEDì 8 FEBBRAIO 2018

    Evangelio según San Marcos 7,24-30.
    Después Jesús partió de allí y fue a la región de Tiro. Entró en una casa y no quiso que nadie lo supiera, pero no pudo permanecer oculto.
    En seguida una mujer cuya hija estaba poseída por un espíritu impuro, oyó hablar de él y fue a postrarse a sus pies.
    Esta mujer, que era pagana y de origen sirofenicio, le pidió que expulsara de su hija al demonio.
    El le respondió: “Deja que antes se sacien los hijos; no está bien tomar el pan de los hijos para tirárselo a los cachorros”.
    Pero ella le respondió: “Es verdad, Señor, pero los cachorros, debajo de la mesa, comen las migajas que dejan caer los hijos”.
    Entonces él le dijo: “A causa de lo que has dicho, puedes irte: el demonio ha salido de tu hija”.
    Ella regresó a su casa y encontró a la niña acostada en la cama y liberada del demonio.

    MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Le ruego, Espíritu Santo, ven a mi corazón y me ayude a entender y vivir su palabra, porque su luz se reflejará a través de él en mi vida.

    Este pasaje nos muestra a un Jesús que no está dispuesto a entregarse a los que no sabe lo que quiere.
    La mujer del Evangelio, no está buscando a Jesús, porque él cree que es el Mesías, pero sólo porque está desesperado por la enfermedad de su hija, se vuelve hacia él como sería convertir a otro cualquier dios, o un mago. Pero Jesús no es como los demás, no busca las reclamaciones por sí mismo y su poder, que viene del Padre, sino que se mueve por esta mujer que sufrió al ver a su hija poseída, la trata con amor y es aquí donde la diferencia interrumpe y abre los ojos.
    Cualquiera hubiera hecho mucho en sus ojos, aprovechando su desesperación, la mujer que quiere entender la diferencia entre él y los demás. Ella le dice que él no es su dios, sino el Dios de los Judios, y que es para ellos que vino; pero somos nosotros los que estamos aprendiendo a conocer a Jesús, sabemos que no es así como él piensa, de hecho, es siempre en desacuerdo con ellos porque realiza curaciones y vive entre los paganos.
    Entonces la suya es una provocación, quieren golpear a la mujer lo que la hizo darse cuenta de que la fe debe ser almacenado sólo en el Dios verdadero, ya que los otros dioses no son dioses verdaderos, pero sólo la proyección de los deseos del hombre, que se aferra a todo sólo para encontrar algo en lo que creer.
    La fe que Él quiere, no una fe de conveniencia, sino una fe incómodo; que nos hace cuestionar todo, incluso las cosas en las que creemos.
    ¿Cuántas veces me encontré de nuevo en situaciones desesperadas, donde es difícil orar, porque la evidencia de la muerte está tan cerca que sólo puedo pedir que no sufren … y cómo muchas veces el Señor me sorprendió con un milagro!
    La fe en el verdadero Dios, es el que hace milagros, y sólo cuando ve que la mujer está dispuesta a la fe, que la verdadera fe le pide que le ayude, sólo entonces le dice a ir a ver el milagro que se ha logrado gracias a su fe.
    Imploro al Señor, aumenta mi fe, ganar mis puntos fuertes, dame la fuerza para vivir con la conciencia. Sólo sé que ser tan pequeños y tienen una fe aún más pequeño que yo, me ayudan a saber que, tú que puedes, no quieres que me quede con mi poca fe, sino para crecer y hablar de usted en el mundo
    —————————-
    Rev. D. Enric CASES i Martín
    (Barcelona, España)

    Hoy se nos muestra la fe de una mujer que no pertenecía al pueblo elegido, pero que tenía la confianza en que Jesús podía curar a su hija. En efecto, aquella madre «era pagana, sirofenicia de nacimiento, y le rogaba que expulsara de su hija al demonio» (Mc 7,26). El dolor y el amor le llevan a pedir con insistencia, sin tener en cuenta ni desprecios, ni retrasos, ni indignidad. Y consigue lo que pide, pues «volvió a su casa y encontró que la niña estaba echada en la cama y que el demonio se había ido» (Mc 7,30).
    San Agustín decía que muchos no consiguen lo que piden pues son «aut mali, aut male, aut mala». O son malos y lo primero que tendrían que pedir es ser buenos; o piden malamente, sin insistencia, en lugar de hacerlo con paciencia, con humildad, con fe y por amor; o piden malas cosas que si se recibiesen harían daño al alma o al cuerpo o a los demás. Hay que esforzarse, pues, por pedir bien. La mujer sirofenicia es buena madre, pide bien («vino y se postró a sus pies») y pide algo bueno («que expulsara de su hija al demonio»).
    El Señor nos mueve a usar perseverantemente la oración de petición. Ciertamente, existen otros tipos de plegaria —la adoración, la expiación, la oración de agradecimiento—, pero Jesús insiste en que nosotros frecuentemos mucho la oración de petición.
    ¿Por qué? Muchos podrían ser los motivos: porque necesitamos la ayuda de Dios para alcanzar nuestro fin; porque expresa esperanza y amor; porque es un clamor de fe. Pero existe uno que quizá sea poco tenido en cuenta: Dios quiere que las cosas sean un poco como nosotros queremos. De este modo, nuestra petición —que es un acto libre— unida a la libertad omnipotente de Dios, hace que el mundo sea como Dios quiere y algo como nosotros queremos. ¡Es maravilloso el poder de la oración!

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI GIOVEDì 8 FEBBRAIO 2018

    Évangile de Jésus Christ selon saint Marc 7,24-30. En ce temps-là, Jésus partit et se rendit dans le territoire de Tyr. Il était entré dans une maison, et il ne voulait pas qu’on le sache, mais il ne put rester inaperçu : une femme entendit aussitôt parler de lui ; elle avait une petite fille possédée par un esprit impur ; elle vint se jeter à ses pieds. Cette femme était païenne, syro-phénicienne de naissance, et elle lui demandait d’expulser le démon hors de sa fille. Il lui disait : « Laisse d’abord les enfants se rassasier, car il n’est pas bien de prendre le pain des enfants et de le jeter aux petits chiens. » Mais elle lui répliqua : « Seigneur, les petits chiens, sous la table, mangent bien les miettes des petits enfants ! » Alors il lui dit : « À cause de cette parole, va : le démon est sorti de ta fille. » Elle rentra à la maison, et elle trouva l’enfant étendue sur le lit : le démon était sorti d’elle.

    REFLEXION DE LELLA

    PRIERE : O Saint Esprit, je te prie d’entrer dans mon coeur, et m’aider à comprendre et vivre ta Parole, pour que ta lumière puisse réfléchir à travers elle dans ma vie.

    – Ce passage nous fait voir un Jésus qui n’est pas disponible à se donner à qui ne sait pas ce qu’il veut.
    La femme de l’Évangile, n’est pas en train de chercher Jésus parce qu’elle croit que c’est le Messie, mais seulement parce qu’elle est désespérée, pour la maladie de sa fille, elle s’adresse à Lui comme elle s’adresserait à un autre dieu quelconque, ou à un prestidigitateur. Mais Jésus n’est pas comme les autres, il ne cherche pas d’affirmations pour lui et pour son pouvoir, qui vient du Père, mais il s’émeut pour cette femme qui souffre en voyant sa fille possédée, il la traite avec amour et c’est vraiment là que la différence le bouleverse et lui ouvre les yeux. Quiconque se serait fait grand à ses yeux, en profitant de son désespoir, il veut que la femme comprenne la différence entre lui et les autres. Il lui dit qu’il n’est pas son dieu, mais le Dieu des Juifs, et qu’il est venu pour eux; mais nous qui sommes en train d’apprendre à connaître Jésus, nous savons que ce n’est pas ainsi qu’il raisonne, il est toujours en route avec eux, parce qu’il accomplit des guérisons et s’attarde avec les païens. Alors sa réflexion est une provocation, il veut frapper la femme en la contraignant de se rendre compte, du fait que la foi a une réponse seulement dans le vrai Dieu, parce que les autres dieux ne sont pas des vrais des dieux mais seulement des projections, des désirs des hommes qui s’agrippent à tout pour trouver quelque chose en quoi pouvoir croire.
    La foi qu’il veut n’est pas une foi de réconfort mais une foi inconfortable; qui nous fait mettre tout en discussion, les choses dans lesquelles nous croyons aussi. Combien de fois je me suis trouvée devant des situations désespérées, où prier aussi est difficile, parce que l’évidence de la mort est si proche que je peux demander seulement de lui éviter la souffrance….. et combien de fois le Seigneur m’a étonné avec un miracle! La foi dans le vrai Dieu est ce qui accomplit des miracles, et c’est seulement quand il voit que la femme est disposée à la foi qui lui demande de l’aider, seulement alors grâce à sa foi il lui dit d’aller voir le miracle qui à été accompli.
    Je t’implore Seigneur, augmente ma foi, gagnes mes résistances, donne-moi la force de la vivre avec conscience. Je sais seulement être très petite et avoir encore une foi plus petite que moi, aide-moi Toi qui sais, Toi qui peux, toi qui ne veux pas que je reste avec ma petite foi, mais qui veut que je grandisse et que je parles de Toi au monde.
    ———————
    COMMENTAIRE DE:
    Abbé Enric CASES i Martín
    (Barcelona, Espagne)

    Aujourd’hui, on nous montre la foi d’une femme qui n’appartenait pas au peuple choisi, mais qui croyait que Jésus pouvait guérir sa fille. En effet, cette mère de famille: «était païenne, de nationalité syro-phénicienne, et elle lui demandait d’expulser le démon hors de sa fille» (Mc 7,26). La douleur et l’amour la font demander avec insistance, sans se soucier du mépris, des retards, de l’indignité subis. Et elle obtient gain de cause, puisque: «Elle rentra à la maison, et elle trouva l’enfant étendue sur le lit: le démon était sorti d’elle». (Mc 7,30)
    Saint Augustin disait que nombreux sont ceux qui n’obtiennent pas ce qu’ils veulent car ils sont «aut mali, aut male, aut mala». Ou ils sont mauvais et ce qu’ils devraient demander d’abord c’est de devenir bons; ou bien, ils demandent d’une mauvaise manière, sans insistance, au lieu de le faire avec patience, humilité, foi et par amour; ou ils demandent des choses mauvaises qui, s’ils les recevaient, nuiraient à l’âme ou au corps ou aux autres. Il faut, donc, s’efforcer de demander d’une bonne manière. Cette femme syro-phénicienne est une bonne mère, elle demande quelque chose de bon («d’expulser le démon hors de sa fille») et elle le demande bien («elle vint se jeter à ses pieds»).
    Le Seigneur nous pousse à utiliser avec persévérance la prière de la requête. C’est clair, qu’il existe d’autres types de prières —l’adoration, la expiation, la prière de gratitude—, mais Jésus insiste sur le fait qu’il faut pratiquer beaucoup la prière de la requête.
    Pourquoi? Il doit y avoir beaucoup de raisons: parce que nous avons besoin de l’aide de Dieu pour atteindre nos objectifs, parce qu’elle exprime espérance et amour, parce qu’elle proclame notre foi. Mais il existe une autre raison que nous ne prenons pas tellement en compte: Dieu veut que les choses soient un peu comme nous les voulons. De cette manière, notre prière —qui est un acte libre— unie à la liberté toute puissante de Dieu, fait que le monde soit comme Dieu le veut et un peu comme nous le voulons. Le pouvoir de la prière est vraiment merveilleux!

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