(Mc 6,7-13) Prese a mandarli.

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VANGELO DI GIOVEDì 1 FEBBRAIO 2018
(Mc 6,7-13) Prese a mandarli.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
Parola del Signore

LA MIA RIFLESSIONE

PREGHIERA

Vieni o Santo Spirito, tocca il mio cuore e la mia mente; imprimi in me la chiamata di Dio, e fa che continuando a vivere nell’amore dal quale sono stata generata. Fa che riesca a trasmettere la lieta notizia della salvezza anche a chi è lontano, a chi non crede ed a chi non spera.

 

Come altre volte, mi trovo davanti a questa pagina di Vangelo, e anche questa volta mi lascio andare a quello che mi salta subito agli occhi. Gesù invia… manda… e come battezzata, mi sento chiamata in causa. Sto studiando in questi giorni un libricino che ci è stato dato dal nostro Vescovo ultimamente, (Incontriamo Gesù) che è per me, un po’ come un diamante, perché ricorda ad ogni cristiano che la responsabilità della testimonianza è di tutti. Spesso, nei miei interventi, ho affermato che se tante persone si allontanano dalla Chiesa, la colpa non è di Dio, né delle regole dettate a Mosè e attuate da Gesù, ma di noi, uomini e donne, laici e pastori, che spesso, purtroppo, non siamo credibili e tanto meno coerenti. Essere catechisti, non significa insegnare nozioni, ma esprimere queste nozioni con le opere, con la propria coerenza, con la vita. È anche per noi un cammino, che passa attraverso varie fasi, che incontra ostacoli, cadute, spesso catastrofiche, perchè lo scontro è sempre dietro l’ angolo. Mi viene in mente che la vita si svolge un po’ come l’incognita nelle espressioni, che è la risposta a dei dati che si incontrano per poi poterne ricavare altri. Così è la reazione che possiamo avere quando qualche ostacolo ci si presenta nel nostro cammino di fede, è molto importante che sia quella giusta. Per questo, Gesù chiede di lasciare tutto e di prendere solo un bastone su cui appoggiarci nel nostro cammino, ossia ci chiede di non pensare di poterci poggiare su noi stessi. La nostra forza è la sua parola, ma perchè sia convincente, perchè produca frutto, dobbiamo trasmetterla così come ci viene trasmessa, viverla perchè possa generare vita, amarla per farla amare. Se Gesù avesse fulminato tutti coloro che gli sbarravano la strada, quale messaggio ci avrebbe trasmesso? Se a chi lo oltraggiava avesse risposto in uguale misura, cosa avremmo recepito? Ma Gesù ha solo e sempre amato, perdonato, aiutato, liberato da ogni forma di male; è stato maestro sia con le parole che con la sua vita, quindi quello che dobbiamo cercare di fare, per noi prima di tutto, è non scandalizzare con la nostra incoerenza, trascurando tutto quello che può essere importante agli occhi degli uomini, fama, posizione sociale o denaro e cercare di crescere in umiltà, carità e coerenza con il Vangelo che siamo chiamati a testimoniare.
——————————–

Rev. D. Josep VALL i Mundó (Barcelona, Spagna)
Oggi, il Vangelo parla della prima delle missioni apostoliche. Cristo invia i dodici a predicare a curare ogni sorta di ammalati e a preparare i cammini della salvazione definitiva. Questa è la missione della Chiesa e, anche quella , di ogni cristiano. Il Concilio Vaticano II affermò che «la vocazione cristiana implica, come tale, la vocazione all’apostolato. Nessun cristiano ha una funzione passiva. Per cui, chi non cercasse la crescita del corpo sarebbe, perciò stesso, inutile per tutta la Chiesa, come per se stesso». Il mondo attuale ha bisogno –come diceva Gustavo Thibon- di un “supplemento di anima” per poterlo rigenerare. Solamente Cristo, con la Sua dottrina, è medicina per le malattie di tutto il mondo. Questo ha le sue crisi. Non si tratta soltanto di una parziale crisi morale o di valori umani: è una crisi dell’insieme; e l’espressione più precisa per definirla è quella di una “crisi dell’anima”. I cristiani, con la grazia e la dottrina di Gesù, ci troviamo in mezzo alle strutture temporali per vivificarle e dirigerle verso il Creatore: «Che il mondo, per la predicazione della Chiesa, ascoltando possa credere, credendo possa sperare e sperando possa amare» (Sant’Agostino). Il cristiano non può fuggire da questo mondo. Così, come scriveva Bernanos «Ci hai lanciato in mezzo alla massa, in mezzo alle moltitudini, come lievito; riconquisteremo palmo a palmo, l’universo che il peccato ci ha carpito; Signore, Te lo restituiremo esattamente come lo ricevemmo in quel primo mattino di tutti i tempi, in tutto il suo ordine e in tutta la sua santità». Uno dei segreti consiste nell’amare il mondo con tutta l’anima e vivere con amore la missione affidata da Cristo agli Apostoli e a tutti noi. Detto con parole di San Giuseppe Maria, «l’apostolato è amore di Dio, che trabocca, dando sé stessi agli altri (…). E l’ansia di apostolato è l’espressione precisa, adeguata e necessaria della vita interiore». Questo dev’essere il nostro testimonio giornaliero tra gli uomini e nel trascorso di tutte le epoche.

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3 pensieri riguardo “(Mc 6,7-13) Prese a mandarli.”

  1. VERSIONE IN SPAGNOLO DI GIOVEDì 1 FEBBRAIO 2018
    Evangelio según San Marcos 6,7-13.
    Entonces llamó a los Doce y los envió de dos en dos, dándoles poder sobre los espíritus impuros.
    Y les ordenó que no llevaran para el camino más que un bastón; ni pan, ni alforja, ni dinero;
    que fueran calzados con sandalias, y que no tuvieran dos túnicas.
    Les dijo: “Permanezcan en la casa donde les den alojamiento hasta el momento de partir.
    Si no los reciben en un lugar y la gente no los escucha, al salir de allí, sacudan hasta el polvo de sus pies, en testimonio contra ellos”.
    Entonces fueron a predicar, exhortando a la conversión;
    expulsaron a muchos demonios y curaron a numerosos enfermos, ungiéndolos con óleo.
    ——————————–
    MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Ven Espíritu Santo, toca mi corazón y mi mente; huella en mí la llamada de Dios, y que continúa a vivir en el amor de los que se han generado. ¿Eso logra transmitir la buena nueva de la salvación a los que están lejos, a los que creen y los que no hay esperanza.
    Como en otras ocasiones, me enfrento a esta página del Evangelio, y esta vez me dejo llevar y lo que me puse de pie al instante. Jesús envía …. manda … y, como bautizado, me siento llamado en tela de juicio. Estoy estudiando en estos días un pequeño libro que fue dada a nosotros por nuestro Obispo recientemente, (Nos encontramos a Jesús) que es para mí, un poco “como un diamante, porque recuerda a cada cristiano que es responsabilidad de los testimonios de todos. A menudo, en mi trabajo, he dicho que si tantas personas se alejan de la Iglesia, la culpa no es de Dios, ni las normas dictadas a Moisés y ejecutados por Jesús, sino de nosotros, hombres y mujeres, laicos y pastores, que a menudo, por desgracia, no somos creíbles, mucho menos coherente.
    Sé catequistas, no significa enseñar conceptos, sino expresar estas nociones con las obras, con su coherencia con la vida.
    También es para nosotros un camino, pasando por diversas etapas, se encuentra con obstáculos, caídas, a menudo catastróficas, porque la batalla es siempre alrededor la esquina.
    Esto me recuerda que la vida juega un poco a lo desconocido en expresiones matemáticas, que es la respuesta a los datos que se reúnen para luego ser capaz de tirar de otra. Así es la reacción que tenemos cuando algún obstáculo se nos presenta en nuestro camino de fe, es muy importante que es la correcta.
    Para esto, Jesús pide a dejar todo y acaba de tomar un palo para apoyarse en nuestro viaje, que nos pide que pensemos que no puede descansar sobre nosotros mismos.
    Nuestra fortaleza es su palabra, sino porque es convincente, porque dan frutos, tenemos que pasarlo tan bien como estamos siendo difusión, vivirla, ya que puede generar la vida, el amor para hacer el amor.
    Si Jesús hubiera golpeado a todos los que cerraba el paso, ¿qué mensaje enviamos? Si él hubiera respondido a los que maldecían a partes iguales, lo que habríamos entendido?
    Pero Jesús sólo ha amado alguna vez, perdonado, ayudado, libre de toda forma de maldad; fue maestro tanto con las palabras y con su vida, así que tenemos que tratar de hacer, para nosotros, en primer lugar, no es a golpes con nuestra inconsistencia, dejando de lado todo lo que puede ser importante en los ojos de los hombres, la fama, la posición social o dinero y tratar de crecer en la humildad, la caridad y la coherencia con el Evangelio que estamos llamados a declarar.
    ———————-
    COMENTARIO DE:
    Rev. D. Josep VALL i Mundó
    (Barcelona, España)

    Hoy, el Evangelio relata la primera de las misiones apostólicas. Cristo envía a los Doce a predicar, a curar todo tipo de enfermos y a preparar los caminos de la salvación definitiva. Ésta es la misión de la Iglesia, y también la de cada cristiano. El Concilio Vaticano II afirmó que «la vocación cristiana implica como tal la vocación al apostolado. Ningún miembro tiene una función pasiva. Por tanto, quien no se esforzara por el crecimiento del cuerpo sería, por ello mismo, inútil para toda la Iglesia como también para sí mismo»
    El mundo actual necesita —como decía Gustave Thibon— un “suplemento de alma” para poderlo regenerar. Sólo Cristo con su doctrina es medicina para las enfermedades de todo el mundo. Éste tiene sus crisis. No se trata solamente de una parcial crisis moral, o de valores humanos: es una crisis de todo el conjunto. Y el término más preciso para definirla es el de una “crisis de alma”.
    Los cristianos con la gracia y la doctrina de Jesús, nos encontramos en medio de las estructuras temporales para vivificarlas y ordenarlas hacia el Creador: «Que el mundo, por la predicación de la Iglesia, escuchando pueda creer, creyendo pueda esperar, y esperando pueda amar» (san Agustín). El cristiano no puede huir de este mundo. Tal como escribía Bernanos: «Nos has lanzado en medio de la masa, en medio de la multitud como levadura; reconquistaremos, palmo a palmo, el universo que el pecado nos ha arrebatado; Señor, te lo devolveremos tal como lo recibimos aquella primera mañana de los días, en todo su orden y en toda su santidad».
    Uno de los secretos está en amar al mundo con toda el alma y vivir con amor la misión encomendada por Cristo a los Apóstoles y a todos nosotros. Con palabras de san Josemaría, «el apostolado es amor de Dios, que se desborda, con entrega de uno mismo a los otros (…). Y el afán de apostolado es la manifestación exacta, adecuada, necesaria, de la vida interior». Éste ha de ser nuestro testimonio cotidiano en medio de los hombres y a lo largo de todas las épocas.

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  2. VERSIONE IN INGLESE DI GIOVEDì 1 FEBBRAIO 2018

    Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 6:7-13.
    Jesus summoned the Twelve and began to send them out two by two and gave them authority over unclean spirits.
    He instructed them to take nothing for the journey but a walking stick–no food, no sack, no money in their belts.
    They were, however, to wear sandals but not a second tunic.
    He said to them, “Wherever you enter a house, stay there until you leave from there.
    Whatever place does not welcome you or listen to you, leave there and shake the dust off your feet in testimony against them.”
    So they went off and preached repentance.
    They drove out many demons, and they anointed with oil many who were sick and cured them.
    ——————————-
    MY REFLECTION
    PRAYER
    Come Holy Spirit, touches my heart and my mind; imprint in me the call of God, and that is continuing to live in the love from which they were generated. Does that manages to convey the good news of salvation to those who are far away, to those who believe and those who do not hope.
    As at other times, I am faced with this page of the Gospel, and this time I let myself go and what I stood out instantly.
    Jesus sends … and, as baptized, I feel called into question. I’m studying in these days a little book that was given to us by our Bishop recently, (We meet Jesus) that is for me, a bit ‘like a diamond, because it reminds every Christian who is the responsibility of the testimony of all. Often, in my work, I stated that if so many people turn away from the Church, the fault is not of God, nor the rules dictated to Moses and implemented by Jesus, but of us, men and women, laity and pastors, who often, unfortunately, we are not credible, much less consistent.
    Be catechists, does not mean to teach concepts, but express these notions with the works, with its consistency with life.
    It is also for us a path, passing through various stages, it encounters obstacles, falls, often catastrophic, because the battle is always around
    the corner.
    I am reminded that life plays a little like the unknown in mathematical expressions, which is the answer to data which meet to then be able to pull up other. So is the reaction that we have when some obstacle is presented to us in our journey of faith, it is very important that it is the right one.
    For this, Jesus asks to leave everything and just take a stick to lean on in our journey, that asks us to think you can not rest on ourselves.
    Our strength is his word, but because it is convincing, because bear fruit, we have to pass it as well as we are being broadcast, live it because it can generate life, love to make love.
    If Jesus had struck all who barred the way, what message would we send? If he had responded to those who reviled in equal measure, what we would have understood?
    But Jesus has only ever loved, forgiven, helped, freed from every form of evil; was master both with words and with his life, so we have to try to do, for us, first of all, is not to shock with our inconsistency, neglecting all that may be important in the eyes of men, fame, position social or money and try to grow in humility, charity and consistency with the Gospel that we are called to testify.
    ———————————
    COMMENT OFF:
    Fr. Josep VALL i Mundó
    (Barcelona, Spain)

    Today, the Gospel refers to the Apostles’ first apostolic mission. Jesus Christ sends the Twelve to preach, to heal the sick and to prepare the ways of our definite salvation. This is the mission of the Church, and our mission, too. The II Vatican Council asserted, «Christian vocation is by its very nature a vocation to the apostolate. No baptized person can remain idle! Therefore, he who would not strive to achieve a human body and spiritual growth, would be as useless for the Church as he would be for himself».

    Gustave Thibon used to say that our world needs a “soul’s supplement” to regenerate itself. Christ’s doctrine is the only medicine that can cure all illnesses of the world. The world is in crisis. But, it is not just a partial decay of moral or human values: it is a crisis of everything. And the most precise term to define it would be a “crisis of soul”.

    With the grace and doctrine of Jesus we Christians find ourselves in the midst of the temporal structures of humans so that we can instill life in them and guide them towards our Creator: «That the world, through the predication of the Church, by listening, it can believe, by believing, it can wait, and by waiting, it can love» (Saint Augustine). We Christians cannot elude this world. As Bernanos wrote: «We have been thrown in the middle of the dough, in the middle of the multitude, as yeast; we shall conquer again, inch by inch, the Universe that sin snatched away from us. O Lord, we shall return it to you as we received it in the morning of the world, with all its order and all its sanctity».

    The secret lies in loving the world with all our soul and in living with love the mission Jesus Christ gave the Apostles, and all of us. With words from Saint Josemaria, we can affirm «The apostolate is a love for God that is brimming with joy, with dedication to others (…). And our eagerness to spread our apostolate is the exact, adequate and necessary manifestation of our interior life». This has to be our daily testimony amidst men and throughout all ages.

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI GIOVEDì 1 FEBBRAIO 2018

    Évangile de Jésus Christ selon saint Marc 6,7-13.
    En ce temps-là, Jésus appela les Douze ; alors il commença à les envoyer en mission deux par deux. Il leur donnait autorité sur les esprits impurs,
    et il leur prescrivit de ne rien prendre pour la route, mais seulement un bâton ; pas de pain, pas de sac, pas de pièces de monnaie dans leur ceinture.
    « Mettez des sandales, ne prenez pas de tunique de rechange. »
    Il leur disait encore : « Quand vous avez trouvé l’hospitalité dans une maison, restez-y jusqu’à votre départ.
    Si, dans une localité, on refuse de vous accueillir et de vous écouter, partez et secouez la poussière de vos pieds : ce sera pour eux un témoignage. »
    Ils partirent, et proclamèrent qu’il fallait se convertir.
    Ils expulsaient beaucoup de démons, faisaient des onctions d’huile à de nombreux malades, et les guérissaient.

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    André D’aléo4 febbraio 2015 10:07
    REFLEXION DE LELLA

    PRIERE : Viens, O Saint Esprit touche mon coeur et mon esprit; graves en moi l’appel de Dieu, et fait qu’en continuant à vivre dans l’amour duquel j’ai été engendrée. Fait que je réussisse à transmettre l’heureuse nouvelle du salut même à celui qui est loin, à celui qui ne croit pas ou qui n’espère pas.

    – Comme les autres fois, je me trouve devant cette page d’Évangile, et cette fois aussi je me laisse aller à ce qui tout de suite me saute aux yeux.
    Jésus envoie…. il envoie…. et comme baptisée, je me sens appellé en cause. Je suis en train d’étudier ces jours-ci un livret qui nous a été donné dernièrement par notre Évêque, (Rencontrons Jésus), qui est pour moi, un peu comme un diamant, parce qu’il rappelle à chaque chrétien que la responsabilité du témoignage est pour tous. Souvent, dans mes interventions, j’ai affirmé que si beaucoup de gens s’éloignent de l’Église, ce n’est pas la faute de Dieu, ni des règles dictées à Moïse et réalisées par Jésus, mais par nous, hommes et femmes, laïques et pasteurs, qui ne sommes pas malheureusement souvent croyables, et encore moins cohérents.
    Être catéchistes ne signifient pas enseigner des notions, mais exprimer ces notions avec nos oeuvres, avec notre propre cohérence, avec la vie. C’est pour nous aussi un chemin, qui passe en phases différentes, qui rencontre des obstacles, des chutes, souvent catastrophiques, parce que la collision est toujours au coin de la rue.
    Il me vient à l’esprit que la vie se déroule un peu comme l’inconnue dans les expressions qui sont les réponses à des données qui se rencontrent pour ensuite pouvoir tirer d’autres son. C’est ainsi la réaction que nous pouvons avoir quand quelque obstacle se présente sur notre chemin de foi, et c’est très important que ce soit le juste. Pour ceci, Jésus demande de laisser tout et de prendre seulement un bâton sur lequel nous appuyer sur notre chemin, ou il nous demande de ne pas penser pouvoir nous appuyer sur nous mêmes.
    Notre force est sa Parole, mais parce qu’elle est convaincante, parce qu’elle produit des fruit, nous devons la transmettre comme elle nous est transmise, la vivre pour qu’elle puisse engendrer la vie l’aimer pour la faire aimer. Si Jésus avait foudroyé tous ceux qui lui barraient la route, quel message il nous aurait transmis? Si à ceux qui l’outrageait il eût répondu en mesure égale, qu’est-ce que nous aurions reçu?
    Mais Jésus a seulement et toujours aimé, pardonné, aidé, libéré de toute forme de mal; il a été principal soit avec les Paroles qu’avec sa vie, donc ce que nous devons chercher à faire, pour nous c’est avant tout de ne pas scandaliser avec notre incohérence, en négligeant tout ce qui peut être important aux yeux des hommes, réputation, position sociale ou argent et chercher à grandir en humilité, charité et cohérence avec l’Évangile que nous sommes appelés à témoigner.
    ———-
    COMMENTAIRE DE:
    Abbé Josep VALL i Mundó
    (Barcelona, Espagne)

    Aujourd’hui, L’Evangile raconte la première mission apostolique. Le Christ envoie les Douze prêcher, guérir les malades et préparer les voies du salut définitif. C’est la mission de l’Église, celle de chaque chrétien également. Le Concile Vatican II affirme que «la vocation chrétienne implique de soi la vocation à l’apostolat. Aucun membre n’a de rôle passif. Et celui qui ne veillerai pas à la croissance du corps serait, pour cette raison, inutile pour toute l’Église et aussi pour lui-même».
    Le monde actuel a besoin —comme le disait Gustave Thibon— d’un “supplément d’âme” pour sa régénération. Seul le Christ, avec sa doctrine, est remède pour ses maladies. Le monde passe par des crises. Ce n’est pas seulement une crise morale partielle, ou de valeurs humaines: c’est une crise d’ensemble. Le terme le plus précis pour la définir est celui de “crise d’âme”.
    Les chrétiens avec la grâce et la doctrine de Jésus se trouvent au milieu des structures temporelles pour les vivifier et les ordonner au Créateur: «Qu’en écoutant la prédication de l’Église, le monde puisse croire, qu’en croyant il puisse espérer, qu’en espérant il puisse aimer» (saint Augustin). Le chrétien ne peut fuir ce monde. Bernanos écrivait ainsi: «Il nous a jeté au milieu de la pâte, au milieu de la multitude comme levain; nous reconquerrons pied à pied l’univers que le péché nous a enlevé; Seigneur, nous te le rendrons tel que nous l’avons reçu en ce premier matin du monde, tout ordonné et tout saint».
    L’un des secrets est d’aimer le monde de toute son âme et de vivre avec amour la mission confiée par le Christ aux Apôtres ainsi qu’à nous tous. Comme l’a dit saint Josémaria, «l’apostolat est amour de Dieu qui déborde, don de soi-même aux autres (…). Et le désir d’apostolat est la manifestation exacte, adéquate, nécessaire, de la vie intérieure». Tel doit être notre témoignage quotidien au milieu des hommes et tout au long des temps.

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