(Mc 4,1-20) Il seminatore uscì a seminare.

(Mc 4,1-20) Il seminatore uscì a seminare.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».
Parola del Signore
 
 
LA MIA RIFLESSIONE
PREGHIERA
Ti prego Spirito Santo, penetra nel mio piccolo cuore e riempilo di sapienza divina, fammi comprendere, attuare e vivere la tua parola; sii tu la mia vita in me. Grazie. Amen.
La parabola che Gesù ci offre oggi da ascoltare, è proprio rivolta a noi.
Siamo noi quel popolo che sta ascoltando la parola del Signore, seduto sulla barca, egli è lì, ci sta spiegando che la sua missione è quella di farci capire che l’ amore deve venire prima di tutto. Ce lo sta dicendo in tutti i modi, e ce lo ripete da 2000 anni, che su quello che egli ha fatto per noi, è basata la nostra salvezza….. e noi ?
Noi siamo terra arida su cui il seme della sua parola muore o siamo terra morbida su cui riesce a germogliare?
Ci facciamo distrarre dalle mille cose, per cui tutto quello che sentiamo, ci sfiora appena? Oppure ancora, crediamo di aver capito tutto e alla prima difficoltà ci tiriamo subito indietro?
Molti si fermano vicino a Gesù e lo ascoltano. Alcuni lo seguono per un po’, ricalcano le sue orme.
Le difficoltà non mancano alcuni continuano a stare lì, aggrappati a quella parola di salvezza, e non si scoraggiano.
Forse troppo pochi, forse più di quello che sembra, o forse meno di quello che sembra… sapete perché uso questo “sembra”, perché nessuno di noi può sapere chi veramente segue Gesù nel suo cammino, nessuno di noi comprende quello che è veramente nel cuore dell’uomo e tanto meno il disegno di Dio per ognuno di noi.
Ho sempre in mente le parole di Gesù: ” Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno! “
Questa frase mi fa comprendere che noi non possiamo capire il ero senso delle cose, ci fermiamo alle apparenze e allora penso che tutti dovremmo provare a percorrere la nostra strada, e se capita, potremmo dare una mano a chi ci è accanto, pensando solo a seminare in abbondanza, senza curarci del raccolto.
Chissà, magari quel seme cresce nel cuore del nostro fratello, ma se lo vediamo soffocare da incertezze e pregiudizi, preghiamo perché la nostra azione non termina lì, ma continua con la preghiera perchè lo Spirito del Signore agisca su di lui e lo aiuti a liberarsi.
Chi ha ricevuto il dono della fede, non si senta superiore agli altri, ma servo degli altri, altrimenti, non sta seguendo Gesù, ma sta camminando per conto suo. Vivere la fede vuol dire anche vivere il perdono, non giudicare, non escludere, non condannare, amare tutti i fratelli, anche quelli che ci fanno del male.
Lo so che è difficile, che inciampiamo in continuazione su noi stessi, sui nostri peccati e sulla nostra superbia che non ci fa vedere dove sbagliamo noi, ma che mette ben in risalto i difetti degli altri. Preghiamo per restare con i piedi ben piantati per terra, per sprofondare nelle impronte di Gesù, e non lamentiamoci sempre di non essere capiti, di essere feriti, ma ringraziamo il cielo di queste opportunità che ci faranno crescere in umiltà e grazia.
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COMMENTO DI:
Rev. D. Antoni CAROL i Hostench
(Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)
Oggi, ascoltiamo dalle labbra del Signore la “Parabola del seminatore”. La scena è assolutamente attuale. Il Signore non smette di “seminare”. Anche ai nostri giorni è una moltitudine quella che ascolta Gesù per mezzo del Suo Vicario –il Papa-,dei Suoi ministri e… dei Suoi fedeli laici: a tutti i battezzati Cristo ha conferito una partecipazione alla Sua missione sacerdotale. C’è “fame” di Gesù. Mai come adesso la Chiesa era stata così cattolica, giacché sotto le Sue “ali” ospita uomini e donne dei cinque continenti e di tutte le razze. Egli ci mandò in tutto il mondo (cf. Mc 16,15) e, malgrado le ombre del panorama, è diventato reale il comandamento di Gesù.
Il mare, la barca e le spiagge vengono sostituiti da stadi, schermi e moderni mezzi di comunicazione e di trasporto. Ma Gesù è oggi lo stesso di ieri. Nemmeno ha cambiato l’uomo e la sua necessità di insegnare per poter amare. Anche oggi c’è chi –per grazia o per gratuita scelta divina: è un mistero!- riceve e capisce più direttamente la Parola. Così come ci sono molte anime che hanno bisogno di una spiegazione più descrittiva e più graduale della Rivelazione.
In ogni caso, sia agli uni come agli altri, Dio chiede`frutti di santità.´Lo Spirito Santo ci aiuta in questo, ma non esclude la nostra collaborazione. In primo luogo, è necessaria la`diligenza´. Se uno risponde parzialmente, cioè se si mantiene sul`margine´ del cammino senza entrare completamente in esso, resterà vittima facile di Satana.
Secondo, la `perseveranza nella preghiera´ -il dialogo-,per approfondire nella conoscenza e nell’amore verso Gesù: «Santo senza preghiera…? –Non credo in questa santità» (San Giuseppe Maria).
Infine lo `spirito di povertà e di distacco´ eviterà che “anneghiamo” per il cammino. Le cose chiare: «Nessuno può servire a due padroni…» (Mt 6,24). In Maria Santissima troveremo il miglior modello di corrispondenza alla chiamata di Dio.
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3 pensieri riguardo “(Mc 4,1-20) Il seminatore uscì a seminare.”

  1. VERSIONE IN SPAGNOLO DI MERCOLEDì 24 GENNAIO 2018

    Evangelio según San Marcos 4,1-20.
    Jesús comenzó a enseñar de nuevo a orillas del mar. Una gran multitud se reunió junto a él, de manera que debió subir a una barca dentro del mar, y sentarse en ella. Mientras tanto, la multitud estaba en la orilla.
    El les enseñaba muchas cosas por medio de parábolas, y esto era lo que les enseñaba:
    “¡Escuchen! El sembrador salió a sembrar.
    Mientras sembraba, parte de la semilla cayó al borde del camino, y vinieron los pájaros y se la comieron.
    Otra parte cayó en terreno rocoso, donde no tenía mucha tierra, y brotó en seguida porque la tierra era poco profunda;
    pero cuando salió el sol, se quemó y, por falta de raíz, se secó.
    Otra cayó entre las espinas; estas crecieron, la sofocaron, y no dio fruto.
    Otros granos cayeron en buena tierra y dieron fruto: fueron creciendo y desarrollándose, y rindieron ya el treinta, ya el sesenta, ya el ciento por uno”.
    Y decía: “¡El que tenga oídos para oír, que oiga!”.
    Cuando se quedó solo, los que estaban alrededor de él junto con los Doce, le preguntaban por el sentido de las parábolas.
    Y Jesús les decía: “A ustedes se les ha confiado el misterio del Reino de Dios; en cambio, para los de afuera, todo es parábola,
    a fin de que miren y no vean, oigan y no entiendan, no sea que se conviertan y alcancen el perdón”.
    Jesús les dijo: “¿No entienden esta parábola? ¿Cómo comprenderán entonces todas las demás?
    El sembrador siembra la Palabra.
    Los que están al borde del camino, son aquellos en quienes se siembra la Palabra; pero, apenas la escuchan, viene Satanás y se lleva la semilla sembrada en ellos.
    Igualmente, los que reciben la semilla en terreno rocoso son los que, al escuchar la Palabra, la acogen en seguida con alegría;
    pero no tienen raíces, sino que son inconstantes y, en cuanto sobreviene la tribulación o la persecución a causa de la Palabra, inmediatamente sucumben.
    Hay otros que reciben la semilla entre espinas: son los que han escuchado la Palabra,
    pero las preocupaciones del mundo, la seducción de las riquezas y los demás deseos penetran en ellos y ahogan la Palabra, y esta resulta infructuosa.
    Y los que reciben la semilla en tierra buena, son los que escuchan la Palabra, la aceptan y dan fruto al treinta, al sesenta y al ciento por uno”.

    MI REFLEXIÓN
    ORACIÓN
    Le pido al Espíritu Santo entra en mi pequeño corazón y llenarlo con la sabiduría divina, déjame entender, aplicar y vivir tu palabra, sé tú mi vida en mí. Gracias. Amen.
    La parábola que Jesús nos ofrece hoy a escuchar, se dirige a nosotros.
    Somos las personas que escuchan la palabra del Señor, sentado en el barco, él está ahí, él está explicando que su misión es hacernos entender que el amor es lo primero. No está diciendo en todos los sentidos, y lo repetimos desde hace 2000 años, en lo que él ha hecho por nosotros, en base a nuestra salvación, y nosotros? Estamos reseco terreno en el que la semilla de su palabra muere o suelo blando en que somos capaces de brotar? Nosotros te distraigas por muchas cosas, por lo que todo lo que oímos, sólo tocando? O, de nuevo, pensamos que lo tenemos resuelto y la primera dificultad que tire hacia atrás? Muchos parada cerca de Jesús y escuchar a él, algunos lo siguen durante un tiempo, siguen de cerca sus pasos. Hay dificultades que algunos siguen permanecer allí, aferrándose a la Palabra de salvación, y no se desanime. Tal vez muy pocos, tal vez más de lo que parece, o tal vez menos de lo que parece … ¿sabes por qué utilizo este “parece” porque ninguno de nosotros puede saber que verdaderamente sigue a Jesús en su camino, ninguno de nosotros entiende lo que está en eramente el corazón del hombre, y mucho menos el plan de Dios para cada uno de nosotros. Siempre recordaré las palabras de Jesús: “Padre, perdónalos, porque no saben lo que hacen!” Esta frase me hace darme cuenta de que no podemos entender el significado de las cosas fue, nos detenemos en las apariencias, y entonces pienso que todos deberíamos tratar de para seguir nuestro camino, y si ocurre, podríamos echar una mano a cualquiera que está al lado, pensando sólo a sembrar en abundancia, sin preocuparse de la cosecha. Quién sabe, tal vez esa semilla crece en los corazones de nuestros hermanos, pero si vemos asfixiado por la incertidumbre y sesgo, oramos para que nuestro trabajo no termina aquí, sino que continúa con la oración para que el Espíritu del Señor actuará sobre él y ayudarle a deshacerse . Los que han recibido el don de la fe, no se siente superior a los demás, pero el servicio de los hombres, de lo contrario, no está siguiendo a Jesús, pero él está caminando por su cuenta. Vivir la fe también significa vivir en el perdón, no juzgar, no excluir, no condenar, amar a todos los hermanos, incluso los que no nos hagan daño. Sé que es difícil, tropieza continuamente sobre nosotros mismos, nuestros pecados y nuestro orgullo que nos hace ver que estamos equivocados, sino que pone mucho énfasis en las faltas de los demás. Oremos para mantener los pies firmemente en el suelo, a hundirse en las huellas de Jesús, y no siempre se quejan de no ser comprendido, de ser herido, pero gracias a Dios por estas oportunidades que nos harán crecer en la humildad y la gracia.

    COMENTARIO DE:
    Rev. D. Antoni CAROL i Hostench
    (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, España)

    Hoy escuchamos de labios del Señor la “Parábola del sembrador”. La escena es totalmente actual. El Señor no deja de “sembrar”. También en nuestros días es una multitud la que escucha a Jesús por boca de su Vicario —el Papa—, de sus ministros y… de sus fieles laicos: a todos los bautizados Cristo nos ha otorgado una participación en su misión sacerdotal. Hay “hambre” de Jesús. Nunca como ahora la Iglesia había sido tan católica, ya que bajo sus “alas” cobija hombres y mujeres de los cinco continentes y de todas las razas. Él nos envió al mundo entero (cf. Mc 16,15) y, a pesar de las sombras del panorama, se ha hecho realidad el mandato apostólico de Jesucristo.
    El mar, la barca y las playas son substituidos por estadios, pantallas y modernos medios de comunicación y de transporte. Pero Jesús es hoy el mismo de ayer. Tampoco ha cambiado el hombre y su necesidad de enseñanza para poder amar. También hoy hay quien —por gracia y gratuita elección divina: ¡es un misterio!— recibe y entiende más directamente la Palabra. Como también hay muchas almas que necesitan una explicación más descriptiva y más pausada de la Revelación.
    En todo caso, a unos y otros, Dios nos pide frutos de santidad. El Espíritu Santo nos ayuda a ello, pero no prescinde de nuestra colaboración. En primer lugar, es necesaria la diligencia. Si uno responde a medias, es decir, si se mantiene en la “frontera” del camino sin entrar plenamente en él, será víctima fácil de Satanás.
    Segundo, la constancia en la oración —el diálogo—, para profundizar en el conocimiento y amor a Jesucristo: «¿Santo sin oración…? —No creo en esa santidad» (San Josemaría).
    Finalmente, el espíritu de pobreza y desprendimiento evitará que nos “ahoguemos” por el camino. Las cosas claras: «Nadie puede servir a dos señores…» (Mt 6,24).

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  2. VERSIONE IN INGLESE DI MERCOLEDì 24 GENNAIO 2018

    Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 4:1-20.
    On another occasion, Jesus began to teach by the sea. A very large crowd gathered around him so that he got into a boat on the sea and sat down. And the whole crowd was beside the sea on land.
    And he taught them at length in parables, and in the course of his instruction he said to them,
    Hear this! A sower went out to sow.
    And as he sowed, some seed fell on the path, and the birds came and ate it up.
    Other seed fell on rocky ground where it had little soil. It sprang up at once because the soil was not deep.
    And when the sun rose, it was scorched and it withered for lack of roots.
    Some seed fell among thorns, and the thorns grew up and choked it and it produced no grain.
    And some seed fell on rich soil and produced fruit. It came up and grew and yielded thirty, sixty, and a hundredfold.”
    He added, “Whoever has ears to hear ought to hear.”
    And when he was alone, those present along with the Twelve questioned him about the parables.
    He answered them, “The mystery of the kingdom of God has been granted to you. But to those outside everything comes in parables,
    so that ‘they may look and see but not perceive, and hear and listen but not understand, in order that they may not be converted and be forgiven.'”
    Jesus said to them, “Do you not understand this parable? Then how will you understand any of the parables?
    The sower sows the word.
    These are the ones on the path where the word is sown. As soon as they hear, Satan comes at once and takes away the word sown in them.
    And these are the ones sown on rocky ground who, when they hear the word, receive it at once with joy.
    But they have no root; they last only for a time. Then when tribulation or persecution comes because of the word, they quickly fall away.
    Those sown among thorns are another sort. They are the people who hear the word,
    but worldly anxiety, the lure of riches, and the craving for other things intrude and choke the word, and it bears no fruit.
    But those sown on rich soil are the ones who hear the word and accept it and bear fruit thirty and sixty and a hundredfold.”

    MY REFLECTION
    PRAYER
    I pray the Holy Spirit enters into my little heart and fill it with divine wisdom, let me understand, implement and live your word, be thou my life in me. Thank you. Amen.
    The parable that Jesus offers us today to listen to, it is addressed to us.
    We are the people who are listening to the word of the Lord, sitting on the boat, he is there, he’s explaining that his mission is to make us understand that love must come first. There is saying in every way, and we repeat it for 2000 years, on what he has done for us, based our salvation, and we? We are parched ground on which the seed of his word dies or soft ground on which we are able to sprout? We get distracted by many things, so everything we hear, we just touching? Or again, we think we have it figured out and the first difficulty we pull straight back?
    Many stop close to Jesus and listen to him, some follow him for a while, closely follow in his footsteps. There are difficulties some continue to stay there, clinging to the word of salvation, and not get discouraged. Perhaps too few, perhaps more than it seems, or maybe less than what it seems … you know why I use this “seems” because none of us can know who truly follows Jesus on his way, none of us understands what is in eramente the heart of man, much less God’s plan for each of us.I will always remember the words of Jesus: “Father, forgive them, for they know not what they do!” This sentence makes me realize that we can not understand the meaning of things was, we stop at appearances, and then I think we should all try to go our way, and if it happens, we could lend a hand to anyone who is next, thinking only to sow in abundance, without worrying about the harvest. Who knows, maybe that seed grows in the hearts of our brother, but if we see suffocated by uncertainty and bias, we pray that our work does not end there, but continues with the prayer that the Spirit of the Lord will act on him and help him get rid . Those who have received the gift of faith, does not feel superior to others, but the servant of others, otherwise, is not following Jesus, but is walking on behalf suo.Vivere faith also means to live in forgiveness, not to judge, not to exclude, do not condemn, love all the brothers, even those who do us harm.
    I know it’s difficult, stumble continually over ourselves, our sins and our pride that makes us see where we are wrong, but that puts much emphasis on the faults of others. Let us pray to keep our feet firmly on the ground, to sink into the footprints of Jesus, and not always complain of being misunderstood, of being hurt, but thank God for these opportunities that will make us grow in humility and grace.

    COMMENT OFF:
    Fr. Antoni CAROL i Hostench
    (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spain)

    Today, we hear our Lord teaching the “Sower’s parable”. The example is highly topical. Our Lord is always “sowing”. Lots of people today also listen to Jesus through his Vicar —the Pope—, his ministers and… his faithful laymen and women: Christ has given a share in his priestly mission to all of us, who have been baptized. There is “hunger” for Jesus. Never ever before our Church has been so Catholic, men and women of all races and colors finding cover under its wings all the over the world. He send us all over the world (cf. Mk 16:15) and, despite the shadows of the panorama, this has become true in Jesus Christ’s apostolic commandment.
    The sea, the boat and the shore have been replaced by stadiums, screens and modern communication and transport means. However, Jesus today is no different than yesterday. Man and his urge to learn how to love have not changed either. Today, there are also some who, more directly, receive and understand the Word — by grace and free divine election, mysteriously… while, on the other hand, there are many who need more descriptive and deliberated explanations of the Revelation.
    God, in any case, requests from both of us the fruits of sanctity. The Holy Spirit helps us but not without our personal cooperation. In the first place, diligence is needed. If we half react, that is, if we halt at the “border” of the road without fully going in, we shall be an easy prey for Satan.
    Secondly, we need perseverance in prayer —dialogue—, to be able to get a deeper knowledge and love for Jesus Christ: «Saint without praying…? —I do not believe in this sanctity» (Saint Josemaria Escrivà).
    Finally, the spirit of poverty and self-abnegation, will prevent our “suffocating” on the way. It better be clear that: «No one can serve two masters….» (Mt 6:24).
    In the Virgin Mary we can find the best model of how to react to the God’s call.

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  3. VERSIONE IN FRANCESE DI MERCOLEDI 24 GENNAIO 2018- Évangile de Jésus Christ selon saint Marc 4,1-20.
    En ce temps-là, Jésus se mit de nouveau à enseigner au bord de la mer de Galilée. Une foule très nombreuse se rassembla auprès de lui, si bien qu’il monta dans une barque où il s’assit. Il était sur la mer, et toute la foule était près de la mer, sur le rivage.
    Il leur enseignait beaucoup de choses en paraboles, et dans son enseignement il leur disait :
    « Écoutez ! Voici que le semeur sortit pour semer.
    Comme il semait, du grain est tombé au bord du chemin ; les oiseaux sont venus et ils ont tout mangé.
    Du grain est tombé aussi sur du sol pierreux, où il n’avait pas beaucoup de terre ; il a levé aussitôt, parce que la terre était peu profonde ; et lorsque le soleil s’est levé, ce grain a brûlé et, faute de racines, il a séché.
    Du grain est tombé aussi dans les ronces, les ronces ont poussé, l’ont étouffé, et il n’a pas donné de fruit.
    Mais d’autres grains sont tombés dans la bonne terre ; ils ont donné du fruit en poussant et en se développant, et ils ont produit trente, soixante, cent, pour un. »
    Et Jésus disait : « Celui qui a des oreilles pour entendre, qu’il entende ! »
    Quand il resta seul, ceux qui étaient autour de lui avec les Douze l’interrogeaient sur les paraboles.
    Il leur disait : « C’est à vous qu’est donné le mystère du royaume de Dieu ; mais à ceux qui sont dehors, tout se présente sous forme de paraboles.
    Et ainsi, comme dit le prophète : Ils auront beau regarder de tous leurs yeux, ils ne verront pas ; ils auront beau écouter de toutes leurs oreilles, ils ne comprendront pas ; sinon ils se convertiraient et recevraient le pardon. »
    Il leur dit encore : « Vous ne saisissez pas cette parabole ? Alors, comment comprendrez-vous toutes les paraboles ?
    Le semeur sème la Parole.
    Il y a ceux qui sont au bord du chemin où la Parole est semée : quand ils l’entendent, Satan vient aussitôt et enlève la Parole semée en eux.
    Et de même, il y a ceux qui ont reçu la semence dans les endroits pierreux : ceux-là, quand ils entendent la Parole, ils la reçoivent aussitôt avec joie ;
    mais ils n’ont pas en eux de racine, ce sont les gens d’un moment ; que vienne la détresse ou la persécution à cause de la Parole, ils trébuchent aussitôt.
    Et il y en a d’autres qui ont reçu la semence dans les ronces : ceux-ci entendent la Parole,
    mais les soucis du monde, la séduction de la richesse et toutes les autres convoitises les envahissent et étouffent la Parole, qui ne donne pas de fruit.
    Et il y a ceux qui ont reçu la semence dans la bonne terre : ceux-là entendent la Parole, ils l’accueillent, et ils portent du fruit : trente, soixante, cent, pour un. »

    REFLEXION DE LELLA
    – PRIERE : Je t’en prie Esprit Saint, pénètre dans mon petit coeur et remplis-le de savoir divin, fais-moi comprendre, réaliser et vivre ta Parole; sois ma vie toi, en moi. Amen.

    – La parabole que Jésus nous donne aujourd’hui à écouter, est tournée vraiment pour nous.
    Nous sommes ce peuple qui est en train d’écouter la Parole du Seigneur, assis sur la barque, il est là, en train de nous expliquer que sa mission est celle de nous faire comprendre que l’amour doit venir avant tout. Il est en train de nous le dire de toutes les manières, et il nous le répète depuis 2000 ans, sur ce qur lui a fait pour nous, est basée notre salut et nous?
    Nous sommes une terre aride sur laquelle le grain de sa Parole meurt ou, nous sommes une terre douce sur laquelle il réussit à germer ? Nous nous faisons distraire par mille choses pour lequel tout ce que nous entendons nous effleure à peine ?, Ou encore, on croit avoir tout compris et à la première difficulté nous nous retirons tout de suite en arrière? Beaucoup, s’arrêtent près de Jésus et l’écoutent. Quelques-uns le suivent un peu, ils décalquent ses traces. Les difficultés ne manquent pas quelques-uns continuent à rester là, saisi à cet Parole de salut, et ils ne se découragent pas. Peut-être trop peu, peut-être plus que celui qui semble, ou peut-être moins que celui qui semble…….. vous savez “pourquoi j’utilise ce “il semble”, parce qu’aucun de nous ne peut savoir qui suit vraiment Jésus sur son chemin, personne ne comprend ce qui est vraiment dans le coeur de l’homme et tout au moins le dessin de Dieu pour chacun de nous. J’ai toujours à l’esprit les Paroles de Jésus: “Père pardonne-leur, parce qu’ils ne savent pas ce qui font! ” Cette phrase me fait comprendre que nous ne pouvons pas comprendre le vrai sens des choses, nous nous arrêtons aux apparences et alors je pense que tous nous devrions essayer de parcourir notre voie, et s’il arrive, nous pourrions donner une main à celui qui est à côté, en pensant seulement à semer en abondance sans nous soucier de la récolte. Qui le sait, peut-être que cette graine grandit dans le coeur de notre frère, mais si nous le voyons étouffer d’incertitudes et de préjugés, prions parce que notre action ne se termine pas là, mais continue avec la prière pour que l’Esprit du Seigneur agisse sur lui et l’aides à se libérer. Qui a reçu le Don de la foi, ne se sent pas supérieur aux autres mais serviteur des autres, autrement, il n’est pas en train de ne suivre Jésus, mais il est en train de marcher pour son propre compte. Vivre la foi veut dire vivre aussi le pardon, ne pas juger, ne pas exclure, ne pas condamner, aimer tous les frères, et ceux qui nous font du mal aussi. Je le sais que c’est difficile, que nous trébuchons en continuation sur nous mêmes, sur nos péchés et sur notre orgueil qui ne nous fait pas voir où nous nous trompons, mais qui met bien en contraste les défauts des autres. Prions pour rester avec les pieds bien plantés par terre, pour bien entrer dans les empreintes de Jésus, et ne déplorons pas toujours de ne pas être compris, d’être blessé, mais remercions le ciel de ces opportunités qui nous feront grandir en humilité et grâce.

    COMMENTAIRE DE:
    Abbé Antoni CAROL i Hostench
    (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Espagne)

    Aujourd’hui, nous écoutons des lèvres du Seigneur la “Parabole du semeur”. La scène est totalement actuelle. Le Seigneur ne cesse de “semer”. De nos jours aussi les foules écoutent Jésus par la bouche de son Vicaire le Pape, de ses ministres et… de ses fidèles laïques: à tous les baptisés le Christ a accordé de participer de sa mission sacerdotale. On a “faim” de Jésus. Jamais comme à présent l’Église n’avait été si catholique, puisque sous ses “ailes” s’abritent des hommes et des femmes des cinq continents et de toutes les races. Nous avons été envoyés dans le monde entier (cf. Mc 16,15) et, en dépit d’un panorama sombre, le commandement apostolique de Jésus-Christ a produit ses fruits.
    La mer, les barques et les plages ont été remplacées par des stades, des écrans et les moyens modernes de communication et de transport. Mais Jésus reste le même. L’homme non plus n’a pas changé, avec son besoin d’enseignement pour aimer. Aujourd’hui aussi, il y en a qui -par grâce et en vertu d’un choix gratuit de Dieu: c’est un mystère!- reçoivent et entendent plus directement la Parole. Comme il y en a également beaucoup qui ont besoin d’une explication plus poussée de la Révélation.
    Aux uns et aux autres, en tout cas, Dieu nous demande des fruits de sainteté. L’Esprit Saint nous aide, mais Il ne se dispense pas de notre collaboration. La diligence est d’abord requise. Si quelqu’un ne répond qu’à demi, s’il se maintient “à la lisière” du chemin sans y entrer pleinement, il sera une victime facile de Satan.
    Ensuite, la constance dans la prière -le dialogue-, pour approfondir notre connaissance et notre amour de Jésus: «Un saint qui ne prie pas…? -Je ne crois pas à cette sainteté-là (Saint Josémaria).
    Enfin, l’esprit de pauvreté et de détachement nous évitera de nous “noyer” en chemin. Pour le dire clairement: «Nul ne peut servir deux maîtres…» (Mt 6,24).
    Chez sainte Marie, nous trouvons le meilleur modèle de réponse à l’appel de Dieu.

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